Recensioni

Berserk – L’epoca d’oro – Capitolo III – L’avvento

23 mag , 2015  

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Berserk_Capitolo IIIIn un luogo simile alla nostra Europa tardo medioevale un gruppo di mercenari noto come la Squadra dei Falchi offre le sue spade al miglior offerente: non vi sono missioni che con l’astuzia o la forza i Falchi non sono in grado di portare a termine.
Guidati dall’ambizioso Griffith, che una sinistra profezia vuole destinato alla grandezza, i Falchi sono riusciti infine ad ottenere gloria e onore nonostante le loro umili origini ma quando il campione dei mercenari e secondo in comando, il laconico Guts, decide di abbandonare il gruppo alla ricerca della sua strada Griffith, colto dall’ira per il tradimento percepito, compie un passo falso seducendo la principessa Charlotte ed inimicandosi il potente e incestuoso padre, il re…

Berserk è un fantasy oscuro, tetro, più vicino all’Hellraiser di Clive Barker, qui omaggiato e quasi rielaborato tanto da sfiorare il plagio, che al Signore degli Anelli ed al nuovo Conan: lugubre, sanguinario, visionario, inquietante il terzo capitolo della saga, trasposizione animata del crudo fumetto omonimo di Kentaro Miura, conclude infine l’Età dell’Oro (lunghissimo flashback all’interno del manga e qui capitolo introduttivo della serie di film al pari del Gundam Origini di Yas) e l’inizio della dovuta vendetta di Guts. E la conclusione viene gestita magistralmente da Ohkouchi e Kobooka che fanno letteralmente esplodere, fotogramma dopo fotogramma, l’orrore dantesco e la morte granguignolesca dei protagonisti sino all’inevitabile, imprevedibile finale.

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Eventi

Claudio Santamaria presenta “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi – Oggi, al Cinema Farnese

22 mag , 2015  

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Icone_Claudio Santamaria_Torneranno i pratiOggi, venerdì 22 maggio, a partire dalle ore 20:00 presso il CINEMA FARNESE PERSOL a Campo dè Fiori in Roma si terrà un incontro con Claudio Santamaria che presenterà al pubblico ed alle scuole Torneranno i prati, il lungometraggio di Ermanno Olmi sulla Prima Guerra Mondiale di cui è protagonista. E’ previsto un cocktail per il pubblico, un incontro introduttivo sul film a cura del giornalista Franco Montini e la proiezione dell’ultimo cortometraggio di Olmi Il pianeta che ci ospita. A seguire, la proiezione di Torneranno i prati.

L’incontro è ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti ed inizierà alle 20:00 con il cocktail. Alle 20.45, inizierà la parte curata dal giornalista Franco Montini, con un intervento della prof.ssa Brigida Milazzo che introdurrà temi, stile e aneddoti sulla lavorazione del film, alla presenza di Claudio Santamaria. A seguire, la proiezione del film, aperta anche alle scuole, sarà una vera e propria lezione di Storia al Cinema, preceduta dalla proiezione de Il pianeta che ci ospita, ultimo, poetico cortometraggio di Olmi realizzato per Expo 2015 da Movie People, frutto di tre anni di riprese e realizzato percorrendo l’Italia da Nord a Sud, dal Monte Bianco all’Isola di Lampedusa.

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Cannes 2015,Recensioni,Ultime uscite

Youth – La giovinezza

21 mag , 2015  

Rachel Weisz in Youth di Paolo Sorrentino

Youth di Paolo Sorrentino_international posterI film di Paolo Sorrentino, a partire da Il divo e con l’eccezione della trasferta americana con Sean Penn, hanno bisogno, nel loro essere visionari affreschi estetizzanti, sontuosi o asciutti, magniloquenti o metafisici, di un periodo di decantazione dopo la visione e poi, almeno a distanza di qualche mese, di una seconda visione. In questo interregno, in questa sospensione del giudizio, in quest’attesa di una Risposta non si dovrà cercare, sondare, valutare, esaminare ed analizzare il film con gli strumenti dell’Intelletto, della propria più o meno ampia cultura cinematografica, con il termometro delle emozioni e probabilmente neanche facendo risuonare eco nella caverna del subconscio.

I film di Sorrentino, questi ultimi in particolare, sono esecuzioni musicali e visive virtuose, sono anche espressioni algebriche, sintesi matematiche e talora, a prima vista, ci possono apparire anche solo come esercizio di stile se non addirittura come esibizione di potenza di calcolo da parte del regista. Invece, dopo la prima visione del film, un’agnizione, una lenta maturazione o un’improvvisa svolta, illuminazione, cresce ed esplode tra le sinapsi dello spettatore. Non è il cuore, non è la mente, non sono le viscere che spingono verso quest’apertura di senso, non è l’emozione, non è il ragionamento, non sono i sensi.

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Festival Internazionale del Film di Roma 2013,I migliori,Recensioni

Le streghe son tornate

21 mag , 2015  

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Le streghe son tornate_locandina italianaLas brujas de Zugarramurdi è il titolo originale di un film fatto da chi ama divertire il pubblico. Presentata al Festival del Cinema di Roma nel 2013, oltre che al Toronto International Film Festival, la pellicola ha vinto 8 Premi Goya ed esce nelle sale italiane il 30 aprile, distribuita da Officine Ubu, con il titolo Le streghe son tornate.

È una commedia che fa ridere sul serio, un fanta-horror con un sacco di trovate che parte da una drammatica realtà: gli uomini e le donne sono due universi paralleli. Di questa certezza prendono, simpaticamente, coscienza tutti i protagonisti diretti dal regista spagnolo Álex De La Iglesia.

La scena iniziale ci porta in un mondo magico: in un bosco tetro alcune streghe (brujas, in spagnolo) sono attorno a un pentolone alle prese con rituali e pozioni. Dopo poco la scena si sposta nel cuore di Madrid da dove ha inizio il divertimento puro. Una banda di disadattati, mascherati da artisti di strada (tra tutti Spongebob, Topolino, Minnie, un soldato verde e un Gesù Cristo verniciato color argento) prende di mira, in pieno giorno, un ComproOro situato nell’affollata Puerta del Sol. Si tratta dei nostri tragici-comici protagonisti: Jose (Hugo Silva), padre divorziato che desidera la custodia congiunta. Porta con sé il figlio Sergio – durante la rapina – perché cade di martedì e, per nessun motivo, è disposto a saltare la sua giornata settimanale con il figlio.

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Calvario – Calvary

18 mag , 2015  

Calvary

Calvario_locandina italiana

Uno dei ladroni si salvò. E’ una percentuale onesta.

Samuel Beckett

Io sono leggenda (il capolavoro di Richard Matheson, non l’orrido film del 2007) docet: se tutti intorno a te sono diventati dei mostri, il mostro da eliminare sei tu. Pedofilia, sadismo, cinismo sfrenato, masochismo, ninfomania, ignavia.

I sette per sette peccati capitali del XXI secolo cospirano per l’eliminazione del saggio e buon prete di campagna perché, come Cristo prima di lui, Dio vuole che provi in prima persona le pene del Calvario.

Un diamante dark questo nuovo lungometraggio del regista-sceneggiatore John Michael McDonagh, qui al suo secondo lungo dopo il pregevole The Guard (2011), un gioiello che condensa in sé molte delle fobie che ancora scuotono le radici dell’Irlanda contemporanea, costantemente dilaniata tra urbanizzazione e vita rurale, tra lo zoccolo duro del cattolicesimo più rigido e lo spettro dei preti che cedono alle lusinghe della carne: “Stanno, probabilmente, già producendo pellicole su preti coinvolti in violenze sessuali. Il mio obiettivo è esattamente l’opposto. Ho voluto girare un film su un prete buono.”

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Mad Max: Fury Road

17 mag , 2015  

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Mad-Max-Fury-Road locandina italianaIn un desolato panorama postnucleare Max Rockatansky, (Tom Hardy, Il cavaliere oscuro – Il ritorno, Locke, The Drop) ex poliziotto ed eroe suo malgrado, viene catturato dal grottesco ed inquietante Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne, Giochi di morte), capo di un vasto culto che lo vede come un dio guerriero. Quando Imperatrice Furiosa (Charlize Theron), serva di Immortan Joe, si ribella e ruba un prezioso carico allo spietato guru Max si ritrova costretto a doverla aiutare nella sua fuga verso un utopico “luogo verde”, inseguiti dal “Ragazzo di Guerra” Nux (Nicholas Hoult, X-Men – Giorni di un futuro passato).

Mad Max: Fury Road poteva risultare l’ennesimo sequel, prequel, reboot fuori tempo massimo nato dalla nostalgia degli anni ’80, un’altra macchina mangiasoldi senza anima e meriti propri: fortunatamente, incredibilmente, Fury Road non lo è.

Siamo di fronte ad un atto d’amore con una gestazione di ben dieci anni tra riscritture e revisioni, un carrozzone colorato, un circo itinerante di bizzarre mutazioni e veicoli veramente ibridi, un sogno febbrile ad alta velocità fatto di impatti, fucilate, esplosioni, cadute nel più puro stile degli action movie americani d’annata, con una computer grafica ridotta al minimo e sostituita da virtuosismi da telecamera telecomandata.

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I migliori,Recensioni,Toronto International Film Festival 2014,Ultime uscite

Cake

10 mag , 2015  

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Primo piano Jennifer Aniston_Cake

Dimmi una storia in cui tutto finisce bene per la strega cattiva

Ottimo mix tra commedia e tragico, una profonda, strutturata disamina del dolore, sul piano fisico e su quello emozionale. La difficoltà di risultare plausibili nel registro drammatico, quando tutto il mondo ti conosce come un’attrice brillante, è stata risolta da Jennifer Aniston in modo egregio e questa sua prova ricorda molto un Monster in La minore. In entrambi i casi, infatti, una donna bellissima recita attraverso una maschera sfigurata e sfigurante che la obbliga a dosare le energie in modo pericolosamente spiazzante, per se stessa e per lo spettatore, viziato dalle sue innumerevoli performance precedenti di segno opposto.

Cake è un film totalmente al femminile (gli uomini sono meri personaggi di sfondo o temporanei oggetti sessuali, ipotesi di una potenziale felicità futura, utopica nel presente) nonostante la sceneggiatura di ferro e la regia (Daniel Barnz) siano maschili e Jennifer Aniston, candidata al Golden Globe 2015 come Miglior Attrice Protagonista per questa sua prova, la migliore in vent’anni di carriera, ha lottato per questo ruolo appena si è innamorata della sceneggiatura di Patrick Tobin: “Sapevo che era dentro di me e mi sono trovata in un punto della carriera in cui se batti la faccia a terra, batti la faccia terra e va bene così. Volevo ricordare a me stessa che ero capace di fare più di ciò che il mondo immagina guardandomi recitare”.

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RIFF 2015

RIFF 2015_Ai nastri di partenza, creando indipendenza

8 mag , 2015  

Vishakha Singh

RIFF 2015_minibannerDue location nella capitale per il RIFF 2015, che apre oggi i battenti: The Space Cinema Moderno ed il Nuovo Cinema Aquila. Le due pellicole di apertura saranno l’opera prima di Tommaso Agnese Mi chiamo Maya, con Valeria Solarino e Carlotta Natoli, ed il film greco di Syllas Tzoumerkas sulla crisi economica A Blast e gli eventi si susseguiranno, a ritmo sostenuto, dall’8 al 14 maggio. Per il programma completo, cliccate qui.

Al termine di ogni proiezione, in entrambe le location, sono previsti incontri con i registi. Tra le novità di questa edizione, dove saranno protagonisti più di cento tra film e documentari “indipendenti”, con numerose anteprime italiane ed europee, segnaliamo la sezione fuori concorso delle sette opere vincitrici dei Teddy Awards 2014-2015, premio cinematografico internazionale per film con tematiche LGBT, presentato da una giuria indipendente come premio ufficiale del Festival di Berlino (Berlinale). Il Teddy Award è un premio di carattere sociale assegnato a film e persone che trattano temi “queer” per promuovere tolleranza, accettazione, solidarietà e uguaglianza.

Lorenza Fruci

Lorenza Fruci

Tra le chicche di questa edizione, impossibile non citare la presenza di una delle attrici più famose e sensuali dell’industria cinematografica indiana: artista poliedrica, produttrice, infaticabile paladina in patria dei diritti per le donne, sarà nella giuria internazionale del XIV Rome Indipendent Film Festival. Una superstar di Bollywood all’ ombra del Colosseo. Vishakha Singh, una delle attrici più gettonate del cinema indiano, sbarca a Roma! Incantevole ex modella, oggi attrice e produttrice di successo, Vishakha Singh è stata scoperta dal famoso regista Ashutosh Gowarikar (C’era una volta in India, nomination all’ Oscar 2002 come miglior film straniero) e lanciata nel film Khelein Hum Jee Jaan Sey col quale ha ricevuto nel 2011 una nomination come migliore attrice agli Stardust Awards, l’equivalente indiano degli Oscar. Da allora, una carriera in continua ascesa che l’ha resa una superstar dell’industria cinematografica indiana, la più prolifica del mondo. La Singh è celebre in patria anche per le sue battaglie in difesa dei diritti umani, in particolare nella lotta contro il razzismo e in difesa dei diritti per le donne. Subito dopo la tappa romana del RIFF, Vishakha Singh è attesa per il quarto anno consecutivo sul Red Carpet del Festival del Cinema di Cannes.

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Audi A3. Il domani è oggi

8 mag , 2015  

Audi A3_2015

Tutto ebbe inizio con una demo tecnologica ed oggi lo stato dell’arte della tecnica multimediale è stato posto al servizio dello stato dell’arte dell’industria automobilistica mondiale per realizzare l’incredibile spot 2014 di Audi A3, punta di diamante di casa Audi e sintesi della ricerca più all’avanguardia nel settore.

Il telaio del veicolo è stato realizzato applicando i più avanzati sistemi di produzione ai materiali più leggeri, migliorandone così le prestazioni, per una guida più efficiente, sicura e performante. La tecnologia cylinder-on-demand gestisce in modo intelligente la potenza del motore, escludendo 2 cilindri quando la velocità è bassa e riducendo, in tal modo, consumi ed inquinamento, i fari LED modulano l’illuminazione in funzione della strada che stiamo percorrendo, facendoci ottenere maggiore sicurezza e migliore visibilità, il sistema Audi Connect 4G ci mette in rete alla massima velocità possibile facendo comunicare tra loro tutti i dispositivi di bordo e, dulcis in fundo, l’Audi Magnetic Ride crea un campo magnetico a regolazione elettronica per far sì che gli ammortizzatori siano adatti ad ogni situazione. Il risultato finale ci regala una guida equilibrata, dinamica e confortevole in ogni circostanza e con qualsiasi condizione atmosferica.

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Monday Vatican

Pope Francis’ real challenge

6 mag , 2015  

Pope Francis sits next to Hindu Ndu-Kurukkal SivaSri T. Mahadeva (R) during the Interreligious Encounter at the Bmich in Colombo January 13, 2015. Pope Francis called on Sri Lanka to uncover the truth of what happened during its bloody civil war as part of a healing process between religious communities, as he arrived in Colombo a few days after the island's wartime leaders were voted out. REUTERS/ Stefano Rellandini  ( SRI LANKA - Tags: RELIGION SOCIETY) - RTR4L9UD

There is a recurrent theme in all the conversations around curial reform as well as an eventual reform of Catholic doctrine on the basis of the outcome of the coming Synod of Bishops: the theme is ‘sensus fidei fidelium’ (literally, the sense of faith on the part of the faithful), that is, the intuition possessed by the faithful in understanding correctly matters concerning the Faith. Pope Francis often mentions it when he insists that the People of God, in its entirety, cannot fail. Cardinal Reinhard Marx also used this argument during the Synod of Bishops, when he affirmed that doctrine is not something fixed, but must be adapted according to the signs of times and to the sensibilities of the faithful. And in the end this is the rationale of the organization behind the Synod of Bishops – an organization that seems to be trying to use the questionnaires delivered to the bishops’ conferences as a means for pressuring the Synod Fathers into accepting more “pastoral” approaches as distinct from “the mere application of doctrine”- as the 2015 Synod’s Lineamenta suggested.

The theme will be certainly pivotal this week. The Council of Cardinals will meet for the 9th time from April 13-15 in order to shape curial reform. April 15 is the also the deadline for returning the Synod questionnaire to the Synod’s General Secretariat. The responses to the questionnaire will become the pillars of the ‘working document’ of the Synod. This Synod will certainly be an occasion of intense media debate. But it will also probably be a synod in which the doctrinal line will win out – with Pope Francis’ full support. Pope Francis loves to put everyone into a state of conversation, as if a permanent synod were taking place. But in the end, the Pope is – unlike than the way he is usually portrayed – a traditionalist.

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