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Kristy

29 lug , 2015  

Kristy_locandina italianaLa giovane Justine (Haley Bennett, “Io e Marley”, “Scrivimi una canzone”) riesce a mantenersi al Birch College lavorando come lavapiatti: quando tutti gli altri studenti partono per il Giorno del Ringraziamento, incluso il suo ragazzo Aaron (Lucas Till, “Stoker”, “X-Men l’Inizio”) e la sua compagna di stanza Nicole (Erica Ash, “Scary Movie 5″), Justine non avendo denaro per il biglietto dell’aereo è costretta a rimanere nel campus da sola con il personale della sicurezza. Durante una commisione in un drugstore Justine sfiora una misteriosa, sinistra ragazza che la chiama Kristy: quello che sembra un incontro casuale si trasformerà in un incubo che distruggerà le sicurezze di Justine…

Giunge il caldo più afoso e come è rito consolidato i distributori aprono cautamente le casse contenenti le pellicole acquistate gli anni precedenti per proporle senza troppi rischi e ancor meno aspettative tra blockbuster estivo e blockbuster estivo. In questa categoria bistrattata (al suo interno possiamo contare l’ambizioso sebbene inconcludente Kyashan – La Rinascita) Kristy non si fà onore e non porta infamia.

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Predestination

28 lug , 2015  

Predestination

predestination_poster_itaNella science fiction di Predestination. l’intensificazione tecnologica è praticamente invisibile, messa in disparte: i viaggi nel tempo e i paradossi temporali, alla maniera del fisico russo Igor Dmitriyevich Novikov, si dipanano tra flashback, racconti e confessioni, tratteggiando una fantascienza apparentemente cerebrale, eppure pervasa da una crescente tensione intima, sentimentale, melodrammatica.

L’autoconsistenza

Tratto da un racconto di Robert A. Heinlein, Predestination racconta la vita di un singolare agente che deve affrontare una serie intricata di viaggi spazio temporali, progettati per garantire l’applicazione della legge per l’eternità. Ora, al suo ultimo incarico, l’agente è all’inseguimento di un criminale che da sempre continua a sfuggirgli: l’obiettivo è salvare migliaia di vite messe in pericolo dai piani di questo terribile assassino…

È ambizioso il cinema dei fratelli Michael e Peter Spierig, gemelli australiani che cercano, come i più celebri Wachowski, di rivitalizzare il filone fantascientifico, intrecciandolo con altri generi e con suggestioni minimaliste. Un’ambizione crescente, purtroppo spalmata in un arco temporale troppo ampio (lo zombie movie Undead è del 2003, mentre l’opera seconda Daybreakers – L’ultimo vampiro, in equilibrio tra horror e fantascienza, è datata 2009), e indubbiamente rischiosa, vista la struttura narrativa di Predestination: un fertile groviglio di paradossi temporali, delle scatole cinesi che lentamente si dischiudono, rivelando la centralità e la supremazia del côté umanista sulla componente sci-fi.

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Monday Vatican

Pope Francis’ encyclical on ecology: what to expect and what not

26 lug , 2015  

Pope Francis_nature

What if Pope Francis’ encyclical on ecology is in reality a text with a broader message, and ecology is just a papal pretext to ask the world’s rulers for further mutual collaboration and a greater commitment to peace, and to ask people of good will to adopt a more sober lifestyle? A few days before the release of the long-awaited encyclical, rumors are flying concerning what it will look like. What is of more interest, however, is whether the Pope’s overall methodology might be deduced from this second encyclical.

Despite the fact that everyone will be willing to claim the encyclical as backing for his personal views or policies – from the left to the right, from the Green Party to the Conservative Party, from the United Nations to the NGO’s – it will be difficult for the encyclical’s contents to surprise anyone.

Over the last two years, Pope Francis has assumed a line of reasoning: global warming cannot be denied. This reasoning was certified in an interreligious meeting on climate change issues held at the Pontifical Academy for Sciences last April 28. Not by chance the meeting’s conclusions were almost entirely restated by Archbishop Silvano Maria Tomasi, Holy See Permanent Observer to the UN office in Geneva, in a recent intervention he gave at a summit on climate change.

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Recensioni

Il nemico invisibile

23 lug , 2015  

Il nemico invisibile

Il nemico invisibile_locandina

Con Il nemico invisibile, Paul Schrader dirige un thriller teoricamente perfetto per i suoi temi: ma sul risultato influiscono, negativamente, i pesanti rimaneggiamenti subiti in fase di montaggio.

Il nemico intuibile

Evan Lake, veterano della CIA, porta nel corpo e nell’anima i segni dell’incontro, un ventennio prima, col terrorista Muhammad Banir. Quest’ultimo, da tutti creduto morto, sembra ora aver lasciato dietro di se una traccia, spingendo Lake all’azione. Ma l’agente è affetto da una malattia che gli lascia poco tempo, così come ne rimane poco al suo antagonista… [sinossi]

Dopo il discusso ma fondamentale The Canyons (poco compresa celebrazione funebre della Mecca del Cinema, e della sua illusorietà) Paul Schrader sembra reimmergersi, con questa sua nuova regia, nei territori del cinema di genere. Lo fa, il regista-sceneggiatore simbolo della New Hollywood, con un thriller tanto moderno nella confezione quanto classico nelle sue basi portanti, con al centro una storia che sembra perfetta per la poetica di Schrader: una vicenda la cui natura “autunnale” (due uomini al crepuscolo della vita, entrambi consapevoli di avere poco tempo davanti a sé, trovatisi a regolare un conto in sospeso risalente a un ventennio prima) crea un interessante contrasto con la patina tecnologica del film, la dinamicità della sua messa in scena, il palcoscenico “globale” (dall’Africa del prologo, agli USA, fino alla Romania) su cui la vicenda si muove. Viene istintivo paragonare questo Il nemico invisibile al recente Blackhat di Michael Mann: in entrambi i casi, siamo di fronte ad autori che sono stati protagonisti dei decenni passati del cinema statunitense, entrambi attualmente in una fase, commercialmente, poco fortunata della carriera; in entrambi i casi, abbiamo opere che prendono di petto il genere (nella sua concezione più moderna) per piegarlo, o tentare di farlo, ai temi prediletti dei rispettivi autori.

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Monday Vatican

Pope Francis: the world behind the “Laudato Si”

19 lug , 2015  

PAPA FRANCESCO JORGE MARIA BERGOGLIO

The encyclical “Laudato Si” not only reveals Pope Francis’ thought concerning the social teaching of the Church and good ecological practices. The genesis of its drafting also reveals the world around Pope Francis. True, the Pope makes his decisions himself. But is is also true that there is a world around him, composed of consulters, people who want to be credited with some of the papal affirmations, and others who remain silent but are really behind the papal affirmations. This is a hidden world that emerged a little while “Laudato Si” was being drafted.

First of all, the role of the Pontifical Academy for Social Sciences has become ever more important. Archbishop Marcelo Sanchez Sorondo serves as its Chancellor and has worked actively to grab every occasion to make the Pontifical Academy ever more central in the Church’s life. Once a place where discussions among social sciences were developed, the Pontifical Academy for Social Sciences put forward its candidacy to become the place where diplomatic strategies on hot topics are developed, two of the main issues being human trafficking and ecology and development.

On human trafficking, the initiatives of the Academy produced the initiative “End slavery”, while another initiative aimed at helping marginalized people that can also avoid children reduction to slavery is that of the Scholas Occurentes. This latter has led to the signing of an agreement with UNICEF, an organization from which the Holy See earlier on always maintained a certain distance, as it was considered pro-abortion. On ecology and development, the Pontifical Academy seems to be ever more drawn toward an approach to development that has been studied and planned within various United Nations agencies.

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Ultime uscite

Babadook

18 lug , 2015  

Babadook

Babadook_locandina italianaSei anni dopo la morte violenta del marito, Amelia non è ancora riuscita a superare il trauma. A complicare le cose, il difficile rapporto con il figlio Samuel, bambino irrequieto tormentato da incubi popolati di creature mostruose. La comparsa in casa di un inquietante libro intitolato The Babadook rende Samuel incontrollabile: per lui il mostro che lo perseguita è proprio il protagonista che dà il nome al libro. Per Amelia l’unica soluzione è far curare il bambino con sedativi. Ma qualcosa la sta mettendo a dura prova: qualcosa di pauroso e inspiegabile. [sinossi]

Il mondo dell’horror contemporaneo, come affermato anche da Emanuela Martini nell’intervista di Quinlan durante le giornate della trentaduesima edizione del Torino Film Festival, è davvero in fermento: dagli Stati Uniti all’Europa, dall’estremo oriente al Canada, giovani registi affrontano il genere per sperimentare nuove vie espressive e trovare una propria collocazione nel sistema produttivo mondiale. Non è da meno, ovviamente, l’Oceania, al punto che gli unici due film in concorso a Torino riconducibili agli stilemi dell’orrore provenivano proprio da quella zona del Globo: lo spassoso mockumentary vampiresco What We Do in the Shadows di Taika Waititi e Jemaine Clement dalla Nuova Zelanda e il ben più cupo Babadook dall’Australia.

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Monday Vatican

To Go Where God Is Needed: Pope Francis’ Criterion for European Trips

15 lug , 2015  

Pope Francis at the European Parliament

There must be a hidden criterion by which Pope Francis chooses the countries to which he travels. As far as the Old Europe is concerned, after the trip to Sarajevo the criterion seems clear: going where God is needed and where the thirst for God has created what he calls – when speaking about dialogue among Christians – an “ecumenism of blood.” This notion may be more widely summarized as a “culture of the encounter of blood.”

The trip to Sarajevo has perhaps clarified this particular aspect of Pope Francis’ choices. In St. John Paul II’s view, Sarajevo was the Jerusalem of Europe, the place where all religions met together. Still today behind the Catholic cathedral there is a mosque and next to it the Orthodox cathedral, while on the other side is a small synagogue. It is true that for many years these religions lived together in peace, as everyone says.

The area of the former Yugoslavia has been living a constant war since the 14th century when the Turks conquered the territory, after which it passed from one hand to another. There has been a continual conflict in the area for centuries, incapable of fostering identities strong enough to live together peacefully, able to build up identities that refuse to subject the others to themselves. After that, fifty years of “Communist acid rain” finished off the job. Under the veneer of a universal fraternity, while continually eroding man’s humanity and thus taking away respect for human dignity that until then had been maintained despite wars of conquest and dominion, Communism blasted hearts apart.

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Spy

15 lug , 2015  

Spy_the great Melissa McCarthy

Spy_locandina italiana

Semplicemente…delizioso! Impossibile non pensare ad una versione femminile della serie di Austin Powers, con riferimenti e citazioni più o meno esplicite a classici del genere come L’aereo più pazzo del mondo ma questi sono soltanto spunti iniziali perché Spy è un esplosivo, esaltante, spumeggiante, demenziale al punto giusto ed estremamente divertente delirio al femminile, al punto che anche il boss della CIA è una donna, l’affascinante e molto estesa Allison Janney, nota al pubblico mondiale per la sua interpretazione del capo ufficio stampa del Presidente USA nella serie cult The West Wing.

Spy è un delirio talmente ben scritto, limato e girato da far apparire come meri comprimari due star del calibro di Jude Law e Jason Statham ed una bellezza astrale come la brasiliana Morena Baccarin.

Divertente e deprimente allo stesso tempo, dalla nostra prospettiva italiana, la parte romana della vicenda, che ribadisce come gli americani continuino ad immaginarci perennemente congelati nel 1960…e quanto sarebbe bello se fosse vero! L’idea che a Roma possa esserci un casinò è, poi, decisamente fantascientifica ma questo piccolo particolare è presto dimenticato, con lo snodarsi energetico e travolgente della vicenda resa incredibilmente divertente dalla perfetta intesa tra Melissa McCarthy (molto più bella ed affascinante dal vivo di quanto appaia in questo rutilante-esilarante massacro di identità segrete) e la nobile, (di nome e di fatto, discende da una famiglia di baronetti) quanto buffamente giraffesca attrice comica britannica Miranda Hart, affiatate al livello del miglior Saturday Night Live. Sembra che la McCarthy abbia mollato l’università per dedicarsi al cabaret ed a quanto pare…buon sangue irlandese non mente!

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TERMINATOR GENISYS

9 lug , 2015  

Terminator Genisys

Terminator-Genisys_locandina italianaL’ennesimo tentativo di far rinascere la storia avviata da Cameron nel 1984 finisce schiacciato in Terminator Genisys dai paradossi temporali, stretto fra una morsa di rimandi nostalgici e facili catastrofismi.

Corpo a corpo contro il tempo

Nel 2029 la guerra fra gli uomini e le macchine ribelli di Skynet sta per volgere a termine grazie alla controffensiva guidata dal carismatico John Connor. Per rispondere all’attacco, le macchine decidono di inviare indietro nel tempo un cyborg dalle sembianze umane programmato per uccidere la madre del capo dei ribelli e cambiare il corso del tempo. Sarà il braccio destro di Connor, Kyle Reese, a compiere lo stesso viaggio per cercare di salvare la vita di Sarah Connor e il destino dell’umanità. [sinossi]

“I’ll be back” promette dal 1984 la granitica macchina da guerra inventata da James Cameron. Una promessa mantenuta ciclicamente ogni decennio con una serie di sequel che portano avanti le imprese di Sarah e John Connor contro o a fianco i vari modelli sempre più indistruttibili e letali di cyborg nella guerra fra umani e macchine. A parte la diretta filiazione gestita da Cameron in persona (Terminator 2 – Il giorno del giudizio), capace di incassare più di 500 milioni di dollari nel lontano 1991, i vari tentativi di rivitalizzare e dare un seguito alla sua sfida lanciata al mondo della fantascienza e degli effetti speciali alla fine del XX secolo hanno finito col soccombere sotto questa eredità pesante come l’acciaio degli scheletri dei vari Terminator.

Negli anni Duemila, dopo che film come Matrix avevano stabilito un nuovo standard estetico agli effetti visivi, i temi distopici delle macchine pensanti e gli scenari cyberpunk legati a cyborg e salti temporali risultavano già fuori tempo. Nessuno dei precedenti tentativi di far partire una saga omogenea era andato a buon fine: né la versione di pura action di Jonathan Mostow (Terminator 3 – Le macchine ribelli, 2003), né quella nera e post-apocalittica di McG (Terminator Salvation, 2009).

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Festival

RomAfrica Film Festival prima edizione_9-11 luglio_Casa del Cinema di Roma

9 lug , 2015  

RomAfrica Film Festival 2015_locandina

Timbuktu_Original PosterOggi il clima della capitale è la scenografia climatica ideale per l’apertura della prima edizione di RomAfrica Film Festival, alla Casa del Cinema di Roma.

[L’evento è ad ingresso libero, sino ad esaurimento dei posti disponibili. Per il programma, cliccate qui]

Dal 9 all’11 luglio la Casa del Cinema di Roma ospita la prima edizione del ROMAFRICA FILM FESTIVAL (RAFF), 3 giorni di cinema a ingresso libero per oltre 20 ore di proiezioni per offrire uno sguardo su un’Africa ancora sconosciuta, raccontata attraverso film di recente produzione ancora inediti in Italia.

“Un festival del cinema africano a Roma per far conoscere l’Africa attraverso il cinema. Con le sue ricchezze, le sue passioni, i suoi sogni e anche le sue contraddizioni. Questo è lo scopo del RomAfrica Film Festival (RAFF), la cui prima edizione si terrà dal 9 all’11 luglio 2015 nella Casa del Cinema, a Villa Borghese. Il Festival sarà un invito ad andare oltre l’immagine del continente fornita dai media, sarà uno strumento per esplorare la ricchezza della diversità culturale africana mettendone in evidenza il valore della produzione artistica e intellettuale.

La rassegna si articolerà in proiezioni pomeridiane e serali con la più interessante produzione cinematografica recente africana. In collaborazione con il Fespaco di Ouagadougou, verrà inoltre proiettata una selezione di corti, documentari, videoart e film.

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