Eventi,Notizie dal mondo del cinema

Per tre giorni, al cinema in due con un biglietto per il Romeo e Giulietta interraziale di David Leveaux, con Orlando Bloom e Condola Rashad

28 lug , 2014  

Orlando Bloom and Condola Rashad_Romeo and Juliet on Broadway

Orlando Bloom e Condola RashadRomeo e Giulietta è, probabilmente, insieme a Sogno di una notte di mezza estate, l’opera shakespeariana più rappresentata. Broadway non poteva essere fuori dalla partita e ci regala questa bella versione interraziale che vede protagonisti Orlando Bloom e la splendida Condola Rashad per la regia del britannico David Leveaux.

Dopo essere stata messa in scena e filmata al Richard Rogers Theatre lo scorso 27 novembre, l’opera giunge, da oggi, sugli schermi italiani per tre giorni, 28, 29 e 30 luglio grazie a Microcinema che ci regala le “giornate estive dell’amore”: recandoci in sala in coppia, potremo infatti vedere il film in due con un unico biglietto!  :-D

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Il motto è “invita al cinema chi ti sta a cuore, il tuo biglietto vale doppio”. La cosa bella è che la coppia può essere unita da ogni forma di amore. Potranno, quindi, presentarsi al botteghino anche amici e parenti.

Nelle parole di David Leveaux: “In sostanza, Romeo e Giulietta parla del miracolo dell’amore tra due giovani e in quest’epoca cinica dobbiamo fornire a questo spettacolo più calore ed energia possibile, per farlo arrivare a un pubblico moderno”.

Amatevi, quindi, scegliete la sala più vicina e correte al cinema! ;-)

P.S: sapete di chi è figlia la bellissima Condola? Ecco a voi:-)

Romeo e Giulietta_Microcinema_locandina

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Eventi,Fotografia

Il meraviglioso mondo delle api nel nuovo progetto di Giampiero Pecorini e Paolo Scarpino

27 lug , 2014  

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Foto aperturaIl titolo è teorico, il progetto sta nascendo ora ma, sulla carta, è incredibilmente interessante: mostrare al visitatore cosa accade nel mondo delle api giorno dopo giorno, ora dopo ora, Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera come ci ricorda lo splendido film diretto da Kim Ki-duk nel 2003.

Il fotografo Giampiero Pecorini e l’apicultore Paolo Scarpino affronteranno insieme, per voi, un’impresa complessa e lo faranno attraverso video, audio, sapori, odori e, last but not least, fotografie. Un percorso multisensoriale, a piccoli passi attraverso i meandri di un universo misterioso ed affascinante.

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Ricordate le suggestioni del bellissimo e superpremiato Le meraviglie di Alice Rohrwacher? Il mondo delle api contiene molto più di ciò che immaginate ed è un triste pensiero il loro rischiare l’estinzione.

Con le parole di Henryk Sienkiewicz: “L’animo umano è come l’ape che trae il suo miele anche dall’amaro dei fiori.”

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Notizie dal mondo del cinema,Venezia 71

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2014_Venezia 71_Il Programma e la Giuria

25 lug , 2014  

Iñárritu Birdman

Ieri mattina, si è tenuta a Roma la conferenza stampa di presentazione della 71° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che avrà luogo dal 27 agosto al 6 settembre al Lido. In una sala gremita di giornalisti all’interno del Grand Hotel St. Regis  di Roma, alla presenza del Direttore Alberto Barbera e del Presidente della Biennale Paolo Baratta, sono stati svelati i titoli che la giuria, presieduta dal compositore Alexandre Desplat dovrà vagliare per assegnare il Leone d’oro.

Quattro titoli francesi (Tre cuori di Benoit Jacquot con Benoit Polvoorde, Charlotte Gainsbourg, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, La rançon de la gloire di Xavier Beauvois con Peter Coyote, Nadine Labaki, Chiara Mastroianni, Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte con Clotilde Hesme, Candela Peña, Grégory Gadebois e Loin des hommes di David Oelhoffen con Viggo Mortensen.); tre italiani (Il giovane favoloso di Mario Martone, ossia il biopic su Giacomo Leopardi con Elio Germano, poi Anime nere di Francesco Munzi, Hungry Hearts di Saverio Costanzo con Adam Driver ed Alba Rohrwacher) e una notevole presenza americana, oltre alla già annunciata pellicola di apertura, il Birdman (o Le imprevedibili virtù dell’ignoranza) di Alejandro González Iñárritu.

Venezia 71_BANNER UFFICIALE

Niente da fare per Paul Thomas Anderson e David Fincher che con Inherent Vice e Gone Girl hanno preferito il New York Film Festival. Idem per The New Girlfriend di Ozon, per Liv Ullmann e il suo Miss Julie, che invece andrà a Toronto, e nemmeno per Serena di Susanne Bier con Jennifer lawrence e Bradley Cooper, anche questo a Toronto.

Non male i titoli italiani della sezione Fuori Concorso: La trattativa di Sabina Guzzanti, La zuppa del demonio di Davide Ferrario e Perez di Edoardo De Angelis. Sempre nella stessa sezione, l’atteso  (almeno dalla sottoscritta) Boxtrolls -  Le scatole magiche, terzo lungometraggio in stop motion della Laika Animations dopo i meravigliosi Coraline e la porta magica e ParaNorman. Ma ci sarà spazio anche per la versione senza censure del secondo capitolo di Nymphomaniac di Lars von Trier.

Da segnalare il ritorno di David Gordon Green, che lo scorso anno con Joe aveva salvato Nicholas Cage dal disastro che si annunciava ormai imminente, regalandogli finalmente un bel ruolo. Quest’anno il regista ci riprova nientemeno che con con Al Pacino (che sarà a Venezia anche con The Humbling di Barry Levinson), affiancato da Holly Hunter, Chris Messina e Harmony Korine (il controverso regista di Spring breakers, presentato a Venezia due anni fa) e porta al Lido Manglehorn, la storia di un ex detenuto che cerca di cancellare il passato lavorando come ferramenta in una piccola città.

La Giuria Internazionale che assegnerà il Leone d’Oro, presieduta da Alexandre Desplat è composta da: Carlo Verdone, Joan Chen, Philip Groning, Jessica Hausner, Jhumpa Lahiri, Sandy Powell, Tim Roth ed Elia Suleiman.

Ecco il programma completo di Venezia 71, diviso per sezioni.

Concorso

Tre cuori di Benoit Jacquot
La rancon de la gloire di Xavier Beauvois
Le dernier coup de marteau di Alix Delaporte
Loin des hommes di David Oelhoffen
Birdman di Alejandro Gonzalez Inarritu
Pasolini di Abel Ferrara
99 Homes di Ramin Bahrani
The Good Kill di Andrew Niccol
Manglehorn di David Gordon Green
Il giovane favoloso di Mario Martone
Anime nere di Francesco Munzi
Hungry Hearts di Saverio Costanzo
The Cut di Fatih akin
A Pigeon Sat On A Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson
Postman’s White Nights di Andrej Koncalovskij
Fires on the Plain di Shinya Tsukamoto
The Look of Silence di Joshua Oppenheimer
Red Amnesia di Wang Xiashuai,
Tales di Rakhshan Bani-Etemad
Sivas di Kaan Mujdeci

Fuori Concorso

WORDS WITH GODS di Guillermo Arriaga, Emir Kusturica, Amos Gitai, Mira Nair, Warwick Thornton, Hector Babenco, Bahman Ghobadi, Hideo Nakata, Álex De La Iglesia
SHE’S FUNNY THAT WAY di PETER BOGDANOVICH
QIN’ AI DE (DEAREST) di PETER HO-SUN CHAN
OLIVE KITTERIDGE di LISA CHOLODENKO BURYING THE EX di JOE DANTE
PEREZ di EDOARDO DE ANGELIS
LA ZUPPA DEL DEMONIO di DAVIDE FERRARIO
THE SOUND AND THE FURY di JAMES FRANCO
TSILI di AMOS GITAI
LA TRATTATIVA di SABINA GUZZANTI
HUANGJIN SHIDAI (THE GOLDEN ERA) [FILM DI CHIUSURA] di ANN HUI
HWAJANG (MAKE-UP) di KWONTAEK IM
THE HUMBLING di BARRY LEVINSON
O VELHO DO RESTELO (THE OLD MAN OF BELEM) di MANOEL DE OLIVEIRA
ITALY IN A DAY – UN GIORNO DA ITALIANI di GABRIELE SALVATORES
M KELLER (IN THE BASEMENT) di ULRICH SEIDL
THE BOXTROLLS di ANTHONY STACCHI, ANNABLE GRAHAM
NYMPHOMANIAC VOLUME II (LONG VERSION) DIRECTOR’S CUT di LARS VON TRIER

Orizzonti

Theeb di Naji Abu Nowar
Kreitis Limiti di Salome Alexi
Senza nessuna pietà di Michele Alhaique
Cymbeline di Michael Almereyda
La Bambina di Ali Asgari
Io sto con la sposa di Antonio Augugliaro, Gabriele Del grande, Khaled Solima Al Nassiry
La Vita Oscena di Renato De Maria
Near Death Experience di Benoit Delepine, Gustave Kervern
Réalité di Quentin Dupieux
Ich Seh / Ich Seh (Goodnight Mommy) di VERONIKA FRANZ, SEVERIN FIALA
Bypass di DUANE HOPKINS
The Presidente di MOHSEN MAKHMALBAF [FILM D'APERTURA]
Your Right Mond di AMI CANAAN MANN
Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco
Nabat di ELCHIN MUSAOGLU
Heaven Knows What di JOSH SAFDIE, BEN SAFDIE
Takva su Pavila (These are the rules) di OGNJEN SVILICIC
Court di CHAITANYA TAMHANE

[Thanks, Movielicious!]

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Mistaken for Strangers

24 lug , 2014  

Mistaken for Strangers

Nata nel 1999 la Band americana indie-rock The National venne formata dal frontman e vocalist Matt Berninger, Aaron (chitarra, basso, tastiere) e Bryce Dessner (chitarra), Scott (basso, chitarra) e Bryan Devendorf (batteria). Dopo dieci anni di elogi dalla critica ma di notorietà limitata, il gruppo iniziò finalmente a ricevere riconoscimento a livello internazionale, preparandosi nel 2010 al tour più esteso e importante della sua carriera.

Dovendo ampliare la squadra necessaria all’organizzazione Matt invita suo fratello minore Tom a seguirli nel viaggio come membro dello staff: Tom, aspirante filmmaker con un curriculum non eclatante, porta con se la sua videocamera e durante il backstage delle varie tappe filma oltre duecento ore di immagini. Nasce così The National – Mistaken for Strangers, un rockumentary di 83 minuti che uscirà al cinema in Italia come proiezione-evento in data unica, il 24 luglio (distribuito da The Space Movies e Universal Pictures Italia), in concomitanza con le tappe italiane del tour.

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Ritenuto da Michael Moore uno dei migliori documentari su una band mai realizzati Mistaken for Strangers, indubbiamente diretto ad un pubblico di appassionati ma che penetra quasi nel classico buddy movie: mentre i membri secondari della band vengono sfiorati al pari dell’elemento musicale vero e proprio è il rapporto di affetto e invidia tra Matt Berninger, il “maschio alfa” che ottiene un tardivo successo, e l’infantile, approssimativo e inconcludente fratello Tom ad essere l’anima della storia.

Con un montaggio ed una fotografia volontariamente semiamatoriali ed un gioco di ruoli (è difficile comprendere dove finisce il Tom regista e dove il Tom attore, dove il documentario sia costruito e dove sia possibile intravedere la vita reale dei protagonisti) che lo rendono un piccolo esempio di metacinema.

Ve lo consigliamo.

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Eventi,Notizie dal mondo del cinema

Batman Day is…TODAY!

23 lug , 2014  

75 years of Batman

Apparso per la prima volta nel fumetto Detective Comics #27, che arrivò nelle edicole nel 1939 con sceneggiatura di Bill Finger e disegni di Bob Kane, Batman emerse dalle tenebre per diventare uno dei più celebri supereroi di tutti i tempi. E quest’anno, per festeggiare i suoi 75 anni, ci si prepara a festeggiarlo come si deve con una serie di attività dedicate, edizioni speciali, eventi e molto altro ancora, a partire dal prossimo 23 luglio.

La Warner Bros. Entertainment Italia ha attivato una serie di partnership per festeggiare questa importante ricorrenza: su iTunes ad esempio i fan potranno trovare una sezione speciale dedicata interamente a Batman, con tutti i lungometraggi in promozione, solo nella giornata di oggi. Tra le attività promozionali, le più importanti saranno quelle online su Amazon ed Ibs con tutti gli Home Video, Games e Consumer Products a tema Batman. Per le attività in-store, sono già state previste promozioni nei punti vendita Mediamarket, ed Euronics su tutti i prodotti DVD e Blu-ray dell’uomo pipistrello, nonnché attività presso i punti vendita Original Marines.

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In più, in partnership con RW Edizioni, da oggi, 23 luglio, saranno presenti nelle fumetterie di tutta Italia una serie di iniziative speciali con albi a fumetti esclusivi, poster, segnalibri e gadget spettacolari come le repliche del mantello e i paper-cut delle maschere del Crociato Incappucciato.

[Thanks, Movielicious!]

La prima apparizione di Batman - Detective Comics #27

La prima apparizione di Batman – Detective Comics #27

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Mai così vicini

16 lug , 2014  

And so it goes_Michael Douglas e Diane Keaton

Dopo una delle entrate in scena migliori di sempre in The Wolf of Wall Street (interpretava il padre del “lupo” Jordan Belfort) Rob Reiner torna dietro la macchina da presa per dirigere Mai così vicini, commedia romantica dalla confezione pressoché impeccabile, sebbene non esattamente originale, avvalendosi di due protagonisti di una certa levatura come Michael Douglas e Diane Keaton, qui al loro primo film insieme. L’autore di titoli memorabili quali Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986), La storia fantastica (1987), Harry ti presento Sally (1989), Misery non deve morire (1990) torna ad affrontare gioie e dolori della terza età in Mai così vicini, dopo il poco riuscito Non è mai troppo tardi, del 2007 (incentrato su una coppia di amici, Jack Nicholson e Morgan Freeman, entrambi con un piede nella fossa che uniscono le loro solitudini per togliersi in pochi giorni tutti gli sfizi che nella vita non sono riusciti a levarsi). Fortunatamente questa volta il tono è un po’ più leggero, e la morte non viene quasi mai contemplata, se non in qualche caustica battuta.

Douglas, settant’anni a settembre e due Oscar sul comodino (uno da produttore per Qualcuno volò sul nido del cuculo e uno da protagonista per lo squalo della finanza Gordon Gekko in Wall Street di Oliver Stone), è Oren Little, un agente immobiliare cinico e detestabile. Suo unico interesse è vendere un’ultima casa e andare in pensione in santa pace. I suoi piani però verranno scombinati dal figlio (Scott Shepherd) che, inaspettatamente, gli lascia la nipotina (Sterling Jerins), della cui esistenza non sapeva nulla. Inutile dire che Oren come nonno è una mezza calzetta, ed è qui che entra il personaggio di Diane Keaton (anche lei Premio Oscar, per Io e Annie di Allen).

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Transformers 4 – L’era dell’estinzione

15 lug , 2014  

Transformers 4_Optimus Prime

Puntuale come la carestia, arriva anche quest’estate ad abbattersi sulle sale la consueta, sconcertante pioggia di fondi di magazzino avvolta nelle ragnatele, di ciofeche per il mercato home video in evidente disagio sul grande schermo e di intrugli fanta-horrorifici per platee di bocca decisamente buona.

Avrà quindi una concorrenza pari allo zero l’unico appuntamento di vago interesse – nel bene e, soprattutto, nel male – di un ennesimo luglio letargico, un Golia di maggiorazioni 3D e di abboffate di popcorn in una valle di Elah ancor più vuota del solito distribuito quest’anno con il titolo Transformers 4 – L’era dell’estinzione, unico segno di distinzione, insieme alla defezione del seccante protagonista Shia LaBeouf, di una saga (e forse anche di un genere) ormai fatta di stampini e di carta carbone: dall’industria fracassona e machista di Michael Bay, come al solito, non ci si può aspettare nulla di diverso dalle solite tre ore di esplosioni, deliqui hi-tech e botte da orbi, ma persino per una formula già rudimentale e a misura di bambino come quella dei robottoni Hasbro, quest’ultima sortita dell’artefice di Pearl Harbor inverte la virata autoparodica del precedente Pain & Gain – Muscoli e denaro per rituffarsi, con totale sprezzo del ridicolo, nella seriosità dell’intrattenimento hollywoodiano più trito, fra linee di dialogo che gridano vendetta al cielo.

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Paranormal Stories

12 lug , 2014  

Paranormal Stories

Uno scrittore diabolico, alla morte, lascia in eredità al figlio i suoi terribili segreti.
Un ragazzo, in chat, incontra lo spirito di un amico tragicamente morto suicida.
Una sedicente medium si trova infine a dover fare i conti con gli spiriti che ha evocato.
Un bambino muto, allontanato e umiliato dai coetanei, si trasforma in un’autentica leggenda vivente.
Tre ragazze, scampate a un incidente stradale, non sfuggiranno invece alla vendetta della loro vittima.

Come spesso accade, l’estate trasporta sul bagnasciuga dei nostri cinema prodotti di varia origine, non commercializzabili normalmente negli altri periodi dell’anno: film di nicchia dimenticati da anni in polverosi magazzini che hanno una breve occasione, film stranieri che non si confanno al gusto dei più ma che hanno un valore proprio (basti ricordare il visionario Kyashan – la rinascita). E ripescaggi dall’home video furbescamente rititolati come questo Fantasmi – Italian Ghost Stories del 2013, divenuto nel 2014 Paranormal Stories.

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Recensioni

Insieme per forza

9 lug , 2014  

Blended, Drew Barrymore e Adam Sandlers

Strano attore Adam Sandler e, almeno per noi italiani, piuttosto misterioso. Comedian dalla carriera ormai quasi trentennale, iniziata in quel Saturday Night Live che in America è un vero passaggio obbligato per chiunque ambisca a ruoli comici importanti, Sandler in patria è un mito assoluto e, con la sua casa di produzione Happy Madison, continua a macinare film a cadenza più o meno annuale, affidandone la regia a onesti mestieranti – prima Dennis Dugan e poi, come in questo caso, Frank Coraci – privi di particolari guizzi stilistici e al completo servizio della sua verve comica. Fin qui tutto bene, se non fosse che la qualità media dei suddetti film pare aver imboccato da qualche anno a questa parte (diciamo da Io vi dichiaro marito e marito in poi) una decisa spirale discendente, cui corrisponde il passaggio dalla grana demenziale e un po’ grossolana dei suoi primi lavori al politically correct familistico degli ultimi.

Nulla che ricordi quindi, nemmeno alla lontana, la furia irriverente dei primi Farrelly – anche se in questo Insieme per forza c’è più di un rimando al loro film forse meno riuscito, Lo spaccacuori – o il romanticismo sboccato di Kevin Smith. Ed è un peccato perché, ogni volta che ha osato allontanarsi dai comodi lidi delle commediole per famiglie per affidare il proprio talento ad autori in qualche modo più strutturati, Adam Sandler ha dimostrato di essere interprete versatile e molto più raffinato di quanto non si immagini vedendolo recitare, ad esempio, in Cambia la tua vita con un click, interpretando film buoni (Spanglish di James L.Brooks e Reign Over Me di Mike Binder), ottimi (quel Funny People di Judd Apatow) e almeno un assoluto capolavoro (Ubriaco d’amore di P.T. Anderson).

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Festival di Mosca 2014,Venezia 70

Festival di Mosca 2014 – I loro vincitori, le nostre pagelle

9 lug , 2014  

Tadanobu Asano_Miglior Attore

E’ un’aria da Guerra Fredda quella che si respira dentro il cinema Oktyabr’, epicentro mondano e teatro dell’epilogo del 36° Festival Cinematografico Internazionale di Mosca: l’assegnazione dei premi e il clima da festa privata sembrano quasi riportare ai tempi del Patto di Varsavia, alla demarcazione netta fra Oriente e Occidente e all’isolazionismo tutto sovietico dell’era pre-glasnost.

Colpita da sanzioni e boicottaggi di vario genere e tarata dagli imbarazzi diplomatici di oggi, la Russia risponde con un palmares che di fatto esclude, con un’unanimità che si fatica a considerare casuale, tutta quella parte di mondo fino al 1991 in palese opposizione alla cortina di ferro: un po’ a sorpresa, infatti, ad aggiudicarsi il San Giorgio d’Oro è il nipponico Watashi no otoko, quarto titolo proveniente dal Sol Levante a imporsi sulla rassegna, ma solo il primo a non portare la firma del veterano Kaneto Shindo.

Si tratta senz’altro di una scelta coraggiosa che condividiamo e che ricompensa uno dei partecipanti più interessanti e impegnativi del Concorso, ma non nascondiamo che le nostre preferenze erano furiosamente indirizzate verso lo straordinario Gözümün Nuru, indisputabile capolavoro della selezione che arriva solo a un passo dal clamoroso bis della Turchia (l’anno scorso era stato il turno dell’ottimo Zerre) nella manifestazione della Capitale, portandosi a casa un meritatissimo San Giorgio d’Argento (che in una premiazione perfetta avremmo visto attribuito al bel Oi aisthimaties, rimasto a mani vuote) ed incassando le benedizioni collaterali del NETPAC, il network per la promozione della cinematografia asiatica, e del circuito dei cineclub russi.

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