apr 19

Woody Allen e John TurturroChi l’ha detto che per essere un tombeur de femmes bisogna essere sexy come Richard Gere? Ne sa qualcosa John Turturro, attore, sceneggiatore e regista di origini pugliesi, che in Gigolò per caso tenta, riuscendoci, di rilanciare l’immagine del gigolò cinematografico, notoriamente tutto muscoli e sex appeal, umanizzandolo e rendendolo più incline a soddisfare quelle che sono le reali richieste delle clienti.

Nella pellicola da lui diretta e interpretata, Turturro è Fioravante, un uomo di mezza età che vive a Brooklyn ed è costretto a fare più lavori per arrivare alla fine del mese. Finché il suo amico Murray (Woody Allen), anche lui sommerso dai debiti e costretto a chiudere la storica libreria di famiglia, non lo coinvolge in un curioso affare. Per sbarcare il lunario, i due decidono così di cimentarsi nel mestiere più antico del mondo: Fioravante come gigolò, Murray come pappone. Fra avvenenti signore a caccia di emozioni forti (Sharon Stone e Sofia Vergara) e incontri ben più casti con Avigal (Vanessa Paradis), timida vedova chassidica di un rabbino, Fioravante e Murray capiranno presto che il mondo dei gigolò non è poi così semplice come immaginavano.

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di Carolina Tocci
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apr 18

Stalker_Locandina originaleDifficile cominciare a parlare di un “film” cosi importante per la cinematografia; molto complesso ed astratto ma anche molto tangibile e personale.

Alcuni potrebbero considerarlo un sci-fi noir, altri un film psicologico ed altrettanto filosofico; personalmente, lo vedo come un viaggio nel tempo sia quello fisico come successione di avenimenti  che quello più propriamente interiore. Qui tutto sembra fermo; la dimensione spazio-temporale è quasi palpabile, hai la senzazione di poterla toccare come tutta quella sabbia nelle camere, intesa come materiale alieno mistico oppure tossico.

I personaggi qui, soprattutto gli stalker che sono intesi piu o meno come guide turistiche, portano delle persone a visitare “La Zona” altamente contaminata e pericolosa al punto da poter inghiottire qualsiasi oggetto ed addirittura le persone. In realtà non si tratta di altro che un viaggio interno nello spirito di ognuno. La Zona aiuta a conoscere i propri limiti e potrebbe essere anche un’invenzione necessaria per l’immanente passaggio del tempo nelle nostre vite, un po’ come la creazione delle prime religioni ancestrali quando l’uomo voleva dare un nome a tutti i fenomeni naturali, personificarli, temerli e venerarli; una forza superiore a tutto ed a tutti.

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di Craylaur
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apr 13
Captain America - The Winter Soldier_original poster
Due anni dopo aver sconfitto la minaccia che ha sconvolto New York nel primo The Avengers, ritroviamo Steve Rogers/Captain America (Chris Evans) a Washington mentre cerca di vivere una quotidianità normale, provando ad adattarsi ad un’epoca che sente non appartenergli.
In seguito allo scontro con il mercenario francese Batroc per recuperare una nave sequestrata, Captain America viene informato da Nick Fury (Samuel L. Jackson) della possibilità di un complotto interno allo SHIELD.
Braccato quindi da quelle stesse forze che, almeno in teoria, dovrebbero proteggere il mondo dal male e coadiuvato solo da Vedova Nera (Scarlett Johansson) e dal nuovo alleato Falcon (Anthony Mackie), il supereroe dovrà affrontare un nuovo e all’apparenza invincibile nemico: il Soldato d’Inverno.

Nuovo tassello della saga dei Vendicatori e prodromo, insieme a Thor – The Dark World e Iron Man 3, del prossimo film collettivo (The Avengers – Age Of Ultron), Capitan America – Il soldato d’inverno segna il definitivo passaggio del mondo Marvel a dinamiche, sia produttive che testuali, molto più vicine a quelle della lunga serialità televisiva che non all’universo cinematografico. Una volta svincolato dalla responsabilità di narrare le origini del supereroe in questione (vera piaga della maggior parte dei “capitoli uno” appartenenti a questo filone), il film infatti parte senza indugi calandoci nel bel mezzo dell’azione.

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di Fabio Giusti
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apr 12

The Grand Budapest Hotel_original poster_smallDal Texas non vengono solo tori e checche, come sosteneva il severo Sergente Hartman in Full Metal Jacket. Ma anche Wes Anderson, uno dei più originali rappresentanti del cinema americano non mainstream, le cui opere meritano di essere guardate oltre che viste e sentite, oltre che ascoltate. Giunto alla sua ottava pellicola, il regista de I Tenenbaum, Fantastic Mr. Fox e Moonrise Kingdom continua a riproporre con una certa coerenza le tematiche e le scelte stilistiche che hanno contraddistinto il suo modo di fare cinema sin dagli esordi; e questo The Grand Budapest Hotel ne è l’emblema, stilistico e formale. Una farsa delirante e patinata che racchiude tutte le caratteristiche peculiari del cinema di Wes Anderson e trae spunto dalle opere dello scrittore austriaco Stefan Zweig, autore animato da un convinto pacifismo che nel 1933 si vide bruciare dai nazisti ciò che aveva scritto. Divertissment a tinte piene popolato di personaggi ironici e decadenti, la pellicola racconta le vicende dei clienti del lussuoso albergo arrampicato sui monti di un immaginario stato della Mitteleuropa, del suo carismatico concierge, Gustave H., intepretato da un eccezionale Ralph Fiennes, e del garzoncello appena assunto, Zero Moustafa, l’esordiente Tony Revolori.

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di Carolina Tocci
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apr 10

Nordic Film Fest 2014_logoDa ieri a Roma, Nordic Film Fest 2014, giunto alla sua terza edizione. Ecco il nutritissimo comunicato stampa del Festival. Non mancate!  ;-)

[Le proiezioni inizieranno mercoledì, giovedì, venerdì, alle ore 15.00 per concludersi alle ore 24.00; sabato alle ore 11.30 per concludersi alle ore 24.00; domenica  alle ore 10.00 per concludersi alla ore 24.00 e saranno tutte ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. Per il programma dettagliato delle proiezioni, cliccate qui.]

Roma ospita da mercoledì 9 a domenica 13 aprile la terza edizione del Nordic Film Fest, rassegna che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia), a cura delle quattro ambasciate nordiche presenti in Italia e con la collaborazione del Circolo Scandinavo di Roma.

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di Massimo Frezza
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apr 10

Tutto parla di te_locandinaGioie e dolori dell’essere madri. Ma soprattutto dolori, difficoltà, dubbi, ansia e oppressione: tutto quanto avremmo voluto sapere su quanto è difficile essere madri e su come molte donne non reggono questa esperienza, e non abbiamo mai osato chiedere o guardare davvero. Eppure il coraggio e la forza di parlare ‘al femminile’ – senza scadere nel retorico o nel banale – di un evento complesso come la maternità che può dare sì enorme gioia ma anche cupa angoscia, fino al punto di non ritorno, qualcuno l’ha avuto, e si potrebbe aggiungere ‘finalmente’, in un panorama stereotipato di mamme perfette e felici di rinunciare a tutto per i figli.

Si tratta della regista e documentarista milanese Alina Marazzi (già nota per Un’ora sola ti vorrei, bellissimo ed intimo omaggio dedicato alla madre, e ‘Vogliamo anche le rose’), selezionata al Festival Internazionale del Film di Roma 2012 nella sezione CinemaXXI con ‘Tutto parla di te’, suo primo lungometraggio con incursioni documentaristiche, genere a lei caro, ed archivistiche. ‘Ero con mio figlio appena nato – ha raccontato la regista – quando una donna mi avvicinò dicendomi con un sorriso: “Che belli i bambini quando sono in braccio agli altri”.

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di Elisabetta Colla
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apr 08

Si è conclusa anche quest’anno, dopo quattro giorni di colorata follia, la kermesse di Romics che raggiungendo il ragguardevole traguardo di quindici edizioni si consacra come l’evento principale del genere del centro Italia. Warner Bros. Entertainment Italia, forte della recente uscita del secondo capitolo cinematografico de Lo Hobbit, ha partecipato alla manifestazione presentando i trailer delle sue prossime uscite (The Amazing Spiderman 2, Godzilla, Edge of Tomorrow e Jupiter Ascending), con la presenza di Gianluca Comastri, esperto di lingue Tolkeniane ed offrendo un gustoso buffet a tema “Pietanze della Terra di Mezzo”.

Anche gli appassionati dell’opera di George R.R. Martin, sia della versione letteraria che televisiva, hanno avuto la loro doverosa parte con un corner che ricostruiva il tetro Trono di Spade sul quale era possibile farsi fotografare affiancati da convinte comparse.

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di Vincenzo Bruni
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apr 06

locandina PULP FICTION Evento 20 anni

1994 – 2014

I giorni in cui dimenticare sono finiti, stanno per cominciare i giorni in cui ricordare

A 20 anni dall’uscita, torna sul grande schermo…

PULP FICTION!

Il 7- 8- 9 aprile, infatti,  la versione rimasterizzata in digitale sarà sugli schermi di oltre 100 sale dei circuiti The Space, UCI e non solo. Risale a pochi mesi fa l’inclusione del cult di Quentin Tarantino nel novero delle opere rigorosamente selezionate dal National Film Preservation Board USA, che lo definisce “una pietra miliare nell’evoluzione del cinema indipendente (…) di notevole impatto sulla film industry (…) con uno script tra il profano ed il poetico all’origine di un tour-de-force artistico profondo e indimenticabile”.

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di Massimo Frezza
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apr 04

NYMPHOMANIAC

Forget about love

L’ult fil d La V Tri è usc og… Così inizierebbe questo articolo se volessimo fare il verso a Lars Von Trier: infatti, oggi possiamo vedere solo la prima metà di Nymph()maniac, battezzata per l’appunto “Volume I”, in attesa della seconda uscita prevista per il 24 aprile. Possiamo quindi esprimere una valutazione solo parziale, avendo a disposizione solo cinque degli otto capitoli in cui è suddivisa l’ultima, controversa opera del fondatore (con Thomas Vinterberg) del movimento “Dogma 95”.

Il discusso cineasta danese, che ama sfidare le convenzioni, cinematografiche e non, prosegue nella sua lacerante esplorazione dell’anima e della psiche umane, affidando (nella prima tranche) a Charlotte Gainsbourg il ruolo di narratrice delle abitudini sessuali di una ninfomane, divenuta tale sin dalla pubertà. Questo primo volume vede in azione Joe, prima giovanissima poi solo giovane, che per soddisfare il proprio piacere ne combina di cotte e di crude.

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di Roberto Dati
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apr 02

Grand Central_Lea Seydoux e Tahar RahimSi inaugura oggi a Roma e proseguirà nella capitale sino a domenica 6 aprile, con la proiezione ad inviti del film Quai d’Orsay, ultimo lavoro di Bertrand Tavernier, che sarà eccezionalmente presente, la quarta edizione di RENDEZ-VOUS, APPUNTAMENTO CON IL NUOVO CINEMA FRANCESE, il festival esclusivo dedicato al nuovissimo cinema d’Oltralpe, che si tiene fino al 6 aprile nella Capitale e che, nell’arco di più di un mese, toccherà le città di: PALERMO, BOLOGNA, TORINO, MILANO, e da quest’anno NAPOLI.

Ciascuna ripresa accoglie parte della programmazione romana e un focus dedicato a un ospite speciale. Iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia, la manifestazione è realizzata dall’Institut français Italia, in collaborazione con Unifrance films, con la partecipazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici. La direzione del progetto è affidata a Alix Davonneau, responsabile dell’audiovisivo dell’Ambasciata di Francia, la direzione artistica del festival a Vanessa Tonnini.

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di Massimo Frezza
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