mag 23
1.591.404.818 dollari incassati in totale fino ad ora dai cinque film. E chi se lo aspettava tanto successo? Sicuramente non Rob Cohen, il regista che nel 2001 ha dato il la a quella che sarebbe diventata una delle saghe cinematografiche americane più longeve e di successo, e nemmeno Vin Diesel che ormai viene identificato con il personaggio di Dominic Toretto, ex re delle corse clandestine, uno che vive la sua vita “a un quarto di miglio alla volta”. Fatto sta che senza neanche accorgercene siamo al sesto Fast and Furious, quello che chiude la seconda trilogia, diretto dal veterano della saga Justin Lin.
Avevamo lasciato Dominic e gli altri subito dopo essersi trascinati un’enorme cassaforte per le strade di Rio De Janeiro ed averne intascato il contenuto. Con dieci milioni di dollari a testa, tutti i membri della squadra si sono ritirati a vita privata. Almeno fino a quando l’agente Hobbs (Dwayne Johnson) non propone una tregua a Dom Toretto e Brian O’Conner (Paul Walker) perché ha bisogno di loro e degli altri per sgominare una pericolosa gang di rapinatori. Perché accettare? Ormai vivono alle Canarie, Toretto con la nuova fiamma Elena Neves (Elsa Pataky) e O’Conner con Mia (Jordana Brewster) dalla quale ha appena avuto un bambino. Il motivo lo avevamo intuito dalla scena in appendice di Fast and Furious 5. Letty Ortiz (Michelle Rodriguez), grande amore di Dom, non è affatto morta come tutti credono e per di più è entrata a far parte della squadra di criminali da sgominare.
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di Carolina Tocci
tag: Dwayne Johnson, Elsa Pataky, Jordana Brewster, Justin Lin, Michelle Rodriguez, Paul Walker, Vin Diesel
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mag 12
W Costanza Quatriglio!
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SKY ARTE HD
insieme a
Cliomedia Officina e Istituto Luce Cinecittà
presentano
Terramatta
Il film di Costanza Quatriglio, vincitore del Nastro d’Argento nella categoria Documentari
Oggi, domenica 12 maggio, alle 22.20, in prima tv esclusiva, Sky Arte HD trasmette il film di Costanza Quatriglio Terramatta, una delle più belle sorprese dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia e vincitore, nei giorni scorsi, del prestigioso Nastro d’Argento, il premio assegnato dal Sindacato Giornalisti Cinematografici.
La pellicola, che avuto anche la menzione di Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici, è liberamente tratta dalle memorie autobiografiche di Vincenzo Rabito, pubblicate nel 2007 da Einaudi con il titolo Terra matta: uno dei più autentici casi letterari degli ultimi anni, una scoperta per critici, linguisti e migli,aia di lettori.
(null)
di Massimo Frezza
tag: Cliomedia Officina, Costanza Quatriglio, Istituto Luce Cinecittà, Nastro d’Argento, Paolo Buonvino, Roberto Nobile, Sky Arte HD, Terramatta, Vincenzo Rabito
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mag 09
HOLA! Un evento da non perdere!
Ecco il comunicato stampa ufficiale. Per il programma del Festival, cliccate qui. ENJOY!
Torna a Roma,dal 9 al 15 maggio, il Festival del cinema spagnolo giunto alla sua sesta edizione, fondato e diretto da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, che offrirà come di consueto al Cinema Farnese Persol di Campo de’ Fiori un ampio panorama sul cinema iberico e latinoamericano di qualità, dai classici alle ultime novità. Film di apertura del festival, il lungometraggio Blancanieves di Pablo Berger, vincitore di 10 Premi Goya tra cui Miglior Film, Miglior Sceneggiatura e Miglior attrice emergente (Macarena Garcia).
Il film, che sarà distribuito in Italia il prossimo autunno, è muto e in bianco e nero, ambientato nella Siviglia degli anni Venti e sarà presentato dall’attrice, cantante e ballerina Macarena Garcia, volto noto della serie televisiva Amar en tiempos revueltos.
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di Massimo Frezza
tag: Blancanieves, Cinema Farnese Persol, Ciro Guerra, De tu ventana a la mía, Federico Sartori, Grupo 7, Iris Martín-Peralta, Maria Valverde, nick nolte, Nino Manfredi, pedro almodovar, Premi Goya
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mag 09

Mauro Biani strikes back e pubblicarlo è un piacere ed un onore.
Rimanendo nel solco del tema cui questa splendida vignetta fa riferimento…prossimamente, su questo blog, troverete la recensione di Sta per piovere di Haider Rashid, da oggi nelle sale italiane.
Un film davvero molto bello.
Un film necessario.
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di Massimo Frezza
tag: Haider Rashid, Mauro Biani, Sta per piovere
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mag 08
Un’idea carinissima.
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[Thanks to Movielicious]
di Carolina Tocci
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mag 08
Bellas Mariposas, ovvero della via sarda ad un Novello Realismo. Non il Neorealismo storico, che vide in Napoli e soprattutto in Roma, i luoghi concentrazionari e simbolici della durezza ma anche della poesia dell’Italia uscita devastata materialmente e moralmente dalla Guerra. Non il cosiddetto Neoneorealismo che, tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 ha raccontato il deserto metropolitano e la desertificazione delle coscienze, portando sul palcoscenico dell’immaginario le periferie urbane di Palermo, Milano ed altre realtà inedite rispetto all’iconografia centromeridionalista di Rossellini, De Sica, Zavattini, Germi degli anni ’40 e ’50.
Il Neoneorealismo riprendeva tematiche ed ambientazioni tipiche della corrente storica e la riadattava allo stile moderno ed al “gradiente di violenza” di quattro decenni dopo, un esempio eclatante ne è proprio il parallelismo tra Sciuscià di De Sica e Mery per sempre di Marco Risi.
Negli ultimi quindici anni, si sono affacciate, all’occhi dell’obiettivo, nuove realtà sconosciute, fuori dagli stereotipi geografico-cinematografici imperanti per decenni. Realtà, nelle quali l’approfondimento antropologico e nella durezza umana del contesto, sono comunque interpretati attraverso personaggi dalla complessa psicologia e afflato lirico che li rende donne e uomini tout court e non solo rappresentati strumentali di istanze sociali, politiche, economiche. Film di quello che potremmo chiamare un Novello Realismo appunto che hanno come stella polare forse la figura carismatica Pier Paolo Pasolini ma solo come padre spirituale, come riferimento etico più che stilistico, declinato però nella contemporaneità e secondo le autonome personalità autoriali dei registi.
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di Raffaele Rivieccio
tag: Ballo a tre passi, De Sica, Luciano Curreli, Pasolini, Salvatore Mereu, Sonetàula
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mag 07
Casa del Cinema di Roma
7 maggio-5 giugno 2013
Il cinema sopra Taormina
A cura di Ninni Panzera
La mostra verrà inaugurata mercoledì 7 maggio.
Saranno presenti: l’Assessore al Turismo Michela Stancheris, Alessandro Rais, Direttore Generale dell’Assessorato ed il Sindaco di Taormina Mauro Passalacqua. Saranno inoltre presenti il Direttore Editoriale del TaorminaFilmFest Mario Sesti e la General Manager Tiziana Rocca. Tra gli ospiti confermati: Ricky Tognazzi, Alessandro Haber, Ninni Bruschetta e tanti altri.
La Casa del Cinema di Roma è la prossima sede che ospiterà, dal 7 maggio al 5 giugno, la mostra Il cinema sopra Taormina, organizzata dall’associazione culturale La Zattera dell’Arte. in collaborazione con l’Assessorato Turismo Regione Siciliana e il Taormina Film Fest .
L’esposizione è un vero e proprio viaggio in quasi cento anni di storia del cinema italiano e straniero attraverso locandine, manifesti, cineromanzi e foto di scena dei film girati interamente o in parte a Taormina. Dal periodo del muto, quando il regista francese Louis Mercanton vi diresse nel 1919 il primo film L’appel du sang, fino ai nostri giorni. L’avventura di Michelangelo Antonioni, Le grand bleu di Luc Besson, Il piccolo diavolo di Roberto Benigni, Il padrino-parte III di Francis Ford Coppola, La dea dell’amore di Woody Allen sono solo alcune delle tante pellicole che hanno scandito la presenza di Taormina nella storia del cinema.
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di Massimo Frezza
tag: alessandro haber, Caterina D'Amico, Jean Reno, Marcello Mastroianni, Mario Sesti, Monica Vitti, Ninni Bruschetta, Ninni Panzera, Ricky Tognazzi, Tiziana Rocca, Ugo Tognazzi
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mag 07
Nell’incantevole contesto del Castello del Buonconsiglio a Trento si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei Film vincitori delle Genziane del Trento Film Festival.
Un Festival che ha visto una giuria non omogenea, composta da membri di differente estrazione, da Joni Cooper direttore della programmazione del Banff Film Festival, Maurizio Zanolla “Manolo” famoso alpinista, le registe Tizza Covi, Pelin Esmer e il regista Daniele Gaglianone. La disomogeneità della giuria ha portato ad una serie di scelte, discusse approfonditamente, sulla ricerca dell’emotività, l’intimità e la vita di gruppo di ogni film in concorso. I premi quindi sono stati assegnati a quei film che, con racconti diversi, sono in grado di portare lo spettatore più a contatto con i protagonisti e le loro vicissitudini.
Iniziamo da “No hay lugar lejano”, che con la sua storia ci aiuta a provare cosa significa dire “casa” per le persone “che vengono lasciate come alberi sdradicati”, ha mosso la giuria al l’assegnazione della Genziana d’argento. La colpa e la comprensione per il mondo naturale sono il fil rouge di un meraviglioso lavoro di animazione realizzato da Marieka Walsh dal Titolo “The Hunter”, che riceve il premio miglior cortometraggio.
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di Mirko Sotgiu
tag: Daniele Gaglianone, Expedition to the End of the World, Joni Cooper, Lybros y Nubes, Maurizio Zanola
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mag 03
È’ arrivato direttamente dal successo in Germania del suo film biografico al 61esimo Trento Film Festival, stiamo parlando di Reinhold Messner, celebre alpinista che non necessità certamente di presentazioni. “Messner der Film” è uno dei film in concorso al Festival, ma sapremo solo domani chi sarà incoronato vincitore della Genziana d’oro.
Segnaliamo invece che stasera, 3 maggio 2013, alle ore 21.00 presso l’Auditorium Santa Chiara di Trento, Reinhold Messner presenterà la serata: “L’EVEREST ERA UNA VOLTA IN AMERICA”.
Un omaggio che suona cinematografico dell’alpinismo americano, quello dell’impresa, cinquanta anni or sono, della prima attraversata del tetto del Mondo da parte di un Team Americano. La traversata in oggetto è quella che risale la cresta Ovest dell’Everest e scende per via “classica” del Colle Sud. Durante la serata Messsner ripercorrerà le fasi dell’impresa, importanti per l’affermazione dell’alpinismo statunitense.
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di Mirko Sotgiu
tag: Andreas Nickel, Messner der Film, Reinhold Messner, Trento Film Festival
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apr 28
Tokyo, un locale notturno affollato, giovani che bevono, fumano, parlano del più e del meno. Sovrastando il chiacchiericcio, ci giunge una voce fuori campo: è di una ragazza al telefono, cerca di scrollarsi di dosso l’interlocutore, che vuol sapere dov’è, cosa fa, la incalza con richieste assurde. L’obiettivo non ci mostra la ragazza, ma piuttosto una sua amica, che è seduta a un tavolino parlando con qualcuno che però non vediamo.
Inizia così, con un lungo piano-sequenza, l’ultima opera del maestro iraniano Abbas Kiarostami. Spiazzando tutti, gira un film… giapponese! Ma come si permette? Da un cineasta come lui ci si aspetta un film sull’Iran, magari sull’oppressione della donna in quei luoghi, così da poter levare i nostri scudi di Candide benpensanti. E invece no, Kiarostami antepone a qualsiasi aspettativa o luogo comune l’urgenza dell’arte: la sua personalissima idea di cinema, che coincide con la vita, si riflette nel gioiellino in uscita nelle sale italiane dopo la presentazione ‘ufficiale’ a Cannes 2012.
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di Roberto Dati
tag: abbas kiarostami, tokyo
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