gen 16

American Gangster

Ridley Scott è un regista privo di un genere preferenziale. Egli predilige il rinnovamento, cambiare registro una tantum per affondare le mani su nuovi e diversificati progetti… toccando quei punti esperienza mai raggiunti prima d’ora. Ed è per questa ragione che, prima o poi, anche il padre di Alien si sarebbe addentrato nei meandri dei gangster movie americani. Il suo è uno stile che si frappone tra quello rilassato e incisivo di Francis Ford Coppola e quello meno ovvio, sporco e sudaticcio di Martin Scorsese. La mano del regista insegue con sottile fedeltà storica la dirompente guerra del Vietnam, mantenendo l’atmosfera di panico e crisi idealistiche del periodo, focalizzandosi però sull’effetto sociale, e quindi su New York e realtà affini. In questo contesto la droga diventa un palliativo quasi necessario per uscire indenni da un periodo di terrore e gratuita mistificazione ai danni della popolazione.
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di Vito Sugameli
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gen 16

Into The Wild

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”. H. D. Thoreau , Walden.

Che cosa è che spinge un giovane di talento a rinunciare ad una brillante carriera per cercare il senso profondo della vita e della libertà nelle zone selvagge, fino all’estremo, fino alla morte?
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di Paola Schettino Nobile
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gen 16

HarryPotterL’ultimo film di Harry Potter potrebbe essere un doppio film! A mettere la pulce nell’orecchio a quelli di casa Warner fu per prima proprio la Rowling, che riguardo la realizzazione del film tratto dal settimo libro della sua saga aveva decretato che era “impossibile riuscirci con meno di 4 ore di pellicola”. D’altronde ridurre le 776 pagine dell’ultimo capitolo ad un solo film è cosa ardua e così anche alla Warner preferiscono non smentire l’ipotesi di un Harry Potter e i Doni della Morte diviso in due parti.

Certo, per loro vorrebbe dire meno costi e più incassi, mentre per i fan del maghetto (e dei libri) significherebbe una resa più fedele all’originale (che pare denso di avvenimenti). Rimane da chiedersi quale necessità ci sia di questa operazione dal momento che i tagli – per forza di cose – erano cospicui anche nei primi capitoli. L’ennesima trovata commerciale, per spremere soldi da una fonte inesauribile? Sembrerebbe proprio così…

di Luca Gianneramo
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