mar 02

mattinoorobocca.jpgChe uno come Marco Baldini (sì, proprio il comico che da anni fa da spalla radiofonica a Fiorello) possa aver scritto un libro autobiografico glielo si può pure concedere (tanto lo fanno in tanti…); che però lo intitoli come un capolavoro di un certo Dostoevskij (Il giocatore) e che ne ricalchi aspetti della trama è meno accettabile. Altrettanto strano suona che qualcuno ne possa aver tratto addirittura un film. L’imputato in questione è Francesco Patierno, autore de Il mattino ha l’oro in bocca.

Sono passati cinque anni dal suo esordio con Pater Familias e la mano di Patierno è, oggi, più sicura e versatile. A proposito del libro che lo ha ispirato afferma il regista: ”L’inizio di questo romanzo, con un ragazzo condotto da due brutti ceffi davanti a una buca perché scavi da sé la propria fossa, mi ha subito folgorato, dandomi l’entusiasmo necessario e l’avvio per partire”.

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di Massimo Frezza
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mar 02

finepenamai.jpg“Gli anni ‘80 in Puglia sono gli anni delle pistole, dell’arrivo dell’eroina e dei lutti, ma anche gli anni dell’assalto al territorio, delle tangenti, dei flussi di denaro pubblici intercettati chissà da chi e chissà in che modo, della totale assenza di qualsiasi senso di comunità, anni che hanno lacerato e bruciato vite in una periferia infinita, dove la coesione sociale era già morta da troppo tempo. Anni che hanno visto troppi giovani nell’attesa di una trasformazione sociale che sarebbe arrivata troppo in fretta e senza alcun controllo, pezzi di generazione in cerca di una dose di eroina, una dose di anestetico sociale che consumava il tempo, l’energia vitale”.

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di Massimo Frezza
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