Selezionato ai Festival di Cannes e Rotterdam, e distribuito in Italia da Fandango, questo documentario dal titolo singolare, Per uno solo dei miei due occhi, offre uno spaccato davvero indipendente di una vicenda oltremodo tragica, quella dell’occupazione israeliana nei territori della striscia di Gaza, che non sembra vedere la fine. Il regista israeliano Avi Mograbi fa ricorso alle storie dell’antica tradizione biblica per raccontare e denunciare, con lo stile del documentario e la forza della convinzione personale, le difficoltà della vita quotidiana nei territori occupati, dove i giovani palestinesi dell’Intifada combattono costantemente contro le violenze, le umiliazioni ed i controlli invasivi ed arbitrari da parte dell’esercito israeliano.
Le immagini s’insinuano con vigore ed indignazione fra i contadini che non possono coltivare i campi, i bambini bloccati per ore ai check-point dopo la scuola, i malati impossibilitati a raggiungere l’ospedale, gli anziani che non possono rientrare a casa, ponendo domande dirette agli stessi soldati israeliani, spesso arroganti, che effettuano blocchi, ispezioni e perquisizioni sulla popolazione civile. Mograbi documenta con coraggio, spesso a suo rischio e pericolo come ex-militante nei gruppi di attivisti della sinistra israeliana, una situazione insostenibile.



Siete pecore tra i lupi. Siate astuti come serpenti ma innocenti come colombe.
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