
Una dolorosa, sanguinante, inesorabile discesa agli inferi nel nuovo, atteso, lungometraggio firmato dal documentarista e mago della ripresa cinematografica Daniele Vicari. Quest’omonima trasposizione del romanzo di Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera (Premio Bancarella nel 2005), opera ispirata a sua volta dal Demian di Herman Hesse, durissima analisi della dicotomia inconciliabile tra il bene ed il male, tra la luce ed il buio che albergano in ognuno di noi, come antitetici demoni che combattono per il predominio sulla nostra anima, è la prova evidente di quanto un bravo scrittore abbia bisogno di un bravo regista per imprimere sulla pellicola le proprie parole.




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