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Premiato al Festival di Berlino con il Panorama Audience Award, quello diretto da Eran Riklis potrebbe apparire come il classico “animale da festival”, ossia una pellicola che tratta di un tema politico, prodotta a girata nel luogo e dalle genti che ha per protagonisti e fondamentalmente troppo impegnata per non essere considerata un’opera di nicchia. Il giardino di limoni prova almeno a sfatare l’ultimo luogo comune, ponendo la vicenda politica su un piano allegorico, che dona alla narrazione un lieve umorismo sotteso e la capacità di far riflettere “senza impegno”.



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