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Scott Derrickson (già regista de L’esorcismo di Emily Rose) riprende in mano il classico del 1951 diretto da Robert Wise, con tutto il relativo fardello di rischi che questo tipo di (sempre più frequenti) operazioni comporta. Il compito sarebbe quello di aggiornare Ultimatum alla Terra al 2008 almeno sul fronte degli effetti speciali e magari su quello del coinvolgimento emotivo: ma sul primo punto sembra di essere tornati indietro di qualche anno, mentre sul secondo il racconto regge per meno di metà durata, prima di perdersi nella superficialità e nella scontatezza.



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