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pigiamarighe

Nell’immancabile appuntamento annuale con la rappresentazione della Shoah al cinema questo Natale si inserisce anche la Disney, con la sua versione del dramma vista dall’ottica di un bambino (ovviamente), figlio di un gerarca nazista. L’approccio è favolistico quel tanto che basta per edulcorare certi aspetti della storia e allo stesso tempo crudo abbastanza per ricordare che pur sempre di realtà si tratta. Il paragone con La vita è bella balza subito alla mente, ma le similitudini si fermano all’età del protagonista: Il bambino con il pigiama a righe è tanto più drammatico, quanto molto meno incisivo. Paradossi degli approcci formali.

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di Luca Gianneramo
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