Non era bastato Redacted di De Palma, finito direttamente su Sky senza passare per i cinema, una volta giunto da noi. Ora una sorte non dissimile accadrà a W. di Oliver Stone, acquistato dalla Dall’Angelo Pictures che lo manderà in onda su La7, prima di relegarlo al solo mercato dell’home video.
Clamoroso e triste che ciò accada: non solo per lo spessore dei due registi, ma perchè si tratta di due pellicole di stampo politico. E se per quella di Stone, dedicata alla guerra in Iraq, l’aspetto accusatorio è più evidente, per la seconda la critica internazionale ha sottolineato proprio la scarsa aggressività che in fondo la sceneggiatura riserva nei confronti del presidente Bush, a cui il film è dedicato. Ancora più grave se poi si pensa che si sta parlando di due film passati con gran successo per i festival nostrani: il primo vinse addirittura il Leone d’Argento a Venezia 2007, mentre il secondo ha aperto l’ultimo Torino Film Festival, dopo la ridicola querelle con quello di Roma. Una querelle che ora non può non ritornare a mente palesando tutta la falsità messa in scena dalle dichiarazioni del teatrino politico.



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