
Dopo Sin City, il fumettista Frank Miller, prestato con notevole successo al cinema, torna alla regia, questa volta in solitaria, per adattare una vecchia serie a fumetti degli anni Quaranta e Cinquanta, firmata Will Eisner. Nonostante i buoni lavori fatti in sede di scrittura sia con Sin City che con 300, qui Miller – che si ripropone anche come sceneggiatore – fa il lavoro a metà, mettendo in serio pericolo la qualità del film: se infatti nulla si può dire dello stile autoironico o dei dialoghi ora folli ora caustici, la quasi totale assenza di trama mina la scorrevolezza dell’opera. E non essendo di fronte al cinema intimista svedese… è un difetto notevole.



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