
Cinéma Comoedia, Avenue Berthelot numero 13, Lyon. Entro nella sala uno per vedere un film che ho aspettato per diversi anni. Seduto, prima di essere completamente immerso nel buio, il trailer di L’Armée du crime di Robert Guédiguian. Nel montaggio del trailer un’immagine cattura i miei occhi: un’agguato in un café, un poliziotto in borghese, abito chiaro, con il braccio teso, impugna una pistola e dice “Police.” Due secondi di cinema, due secondi che potrebbero appartenere a qualsiasi polar. E quel braccio teso, immobile, immagine che stranamente mi pare antica, quasi a simboleggiare tutto un cinema fatto di donne e di revolver, di personaggi affascinanti nella loro rigidità di genere. Ossessionato dal cinema francese degli anni ‘50/’60, vedo il linguaggio del polar anche in un film sulla resistenza.
Insomma, dico alla mia dolce metà: “Devo vedere questo film”.



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