A cinquant’anni dalla realizzazione del capolavoro felliniano, il Museo Nazionale del Cinema presenta alla Mole Antonelliana, ormai consolidata e splendida sede del museo, la mostra Gli anni della Dolce Vita.
Roma, 1964. Guido è un regista italiano di successo internazionale che vive combattuto tra realtà e immaginazione, ossessionato dalle donne della sua vita e in preda al blocco dello scrittore, così oppresso dallo stress da non riuscire più neanche a respirare. Perennemente alle prese con la prima pagina del suo ultimo film, e non reggendo lo stress della sua vita romana, Guido si rifugia in un albergo di Anzio, cittadina di mare vicino Roma dove si fa raggiungere dalla sua amante Carla, che alloggia in una squallida pensione per non dare nell’occhio.
L’uomo che verrà di Giorgio Diritti è, indubbiamente, uno dei più bei film italiani degli ultimi anni ed è collocato temporalmente in quegli anni poiché affronta lo straziante episodio della Strage di Marzabotto. Sono, quindi, molto felice che abbiano deciso di proiettarlo in 20 sale in più rispetto a quelle previste venerdì scorso, giorno di uscita.
Per tutte queste ragioni, mi permetto la licenza di citarlo proprio oggi, 27 gennaio, Giornata della Memoria.
Andatelo a vedere, leggete – rileggete l’immenso Primo Levi e…non dimenticate mai.
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Grazie alla lungimiranza di Raro Video, possiamo finalmente goderci su dvd Hyenes, del geniale regista africano Djibril Diop Mambety.
Davvero una visione da non perdere. Per un interessante articolo a riguardo, cliccate qui.
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Un’interessante iniziativa del Museo Nazionale del Cinema è la rassegna Tra Palermo e Brooklyn. Omaggio a John Turturro. Fino a martedì 26 gennaio al Cinema Massimo. La retrospettiva dedicata all’attore e regista newyorkese comprende una selezione di film da lui interpretati e diretti e scelti tra la sua vasta filmografia nel rapporto con le sue origini siciliane (il padre).
Le due splendide immagini che vedete in questo post, sono del mio amico David Lindsey, eccezionale fotografo inglese che vive in Olanda. Spero tanto che, in futuro, mi autorizzi a pubblicare altri scatti da lui realizzati. Benvenuto su Binario Loco, David!
Stupore…STUpore…STUPORE INTERGALATTICO!!!
Chi di voi, infatti, avrebbe mai potuto immaginare che, nell’anticamera degli Oscar…emblema, da sempre, del più becero marchettume hollywoodiano…premiassero un film a basso costo, prodotto da una casa indipendente in poche settimane? Insomma…un prodotto minimale come…AVATAR??? ;-D











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