Au fond, je ne dis pas, je montre, je montre des gens qui agissent et parlent. C’est tout ce que je sais faire, mais là est mon vrai propos
Eric Rohmer
Per milioni di appassionati di cinema nel mondo, Eric Rohmer vivrà in eterno. Oggi, è possibile riscoprirne il talento nella splendida cornice di Villa Medici, a Roma, rendendone indelebile il ricordo. Ecco, quindi, il suggerimento di Binario Loco per rendere indimenticabile questa domenica di gennaio .
Come eravamo. La storia siamo noi. Non è solo il fortunato programma televisivo di Minoli ma una voglia irrefrenabile di tornare indietro nel tempo. Anche i registi non si sottraggono, basti pensare alle ultime produzioni cinematografiche. Sarà forse per le questioni sconfortanti del nostro tempo che si cerca il tepore del passato, La prima cosa bella. Così almeno pensa Paolo Virzì. E lo fa tornando a Livorno (suo natio paese già palcoscenico di Ovosodo).
Jake Sully (Sam Worthington) è un marine, costretto su una sedia a rotelle dopo un incidente. L’esercito gli offre una possibilità: prendere il posto del fratello morto in un progetto innovativo. A 44 anni luce dalla Terra c’è un pianeta, chiamato Pandora, luogo di grande interesse per gli studiosi, ma anche fonte di preziosi minerali, necessari agli abitanti della Terra. Purtroppo, l’atmosfera sul pianeta è tossica per gli esseri umani; degli scienziati, tra cui il fratello di Jake, hanno a questo scopo creato degli Avatar, esseri del tutto simili ai nativi che abitano il pianeta, ma guidati dagli umani tramite macchine al sicuro nella base.
Incontri a Parigi è tra i miei film della vita e scrivere un pezzo globale su un genio della leggerezza, un maestro così assoluto, scrivere della scomparsa del padre della Nouvelle Vague, Eric Rohmer…è impossibile.
Il futuro dei fumetti passa per il digitale e per la visualizzazione sui cellulari di ultima generazione, I-Phone in primis, ovviamente. Lo scorso 15 dicembre, a Milano, The Walt Disney Company ha presentato il prodotto che si prepara a lanciare in contemporanea in Italia, USA e in tutti i paesi di lingua inglese: Digicomics.
E’ trascorso ormai da due ore e mezza, l’anniversario della morte dell’immenso Fabrizio De Andrè, avvenuta l’11 gennaio 1999…come a non volerlo vedere…questo assurdo, nuovo millennio.
Fortunatamente, non sono tra i lettori del best seller L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, autrice che ha fortemente contestato la riduzione cinematografica del suo libro. Non sono in grado, quindi, di fare paragoni ma posso affermare con certezza che Il riccio è certo davvero un film piccolo piccolo, una regia televisiva, una colonna sonora che sfiora un citazionismo trash anni ’80 mentre la storia ed i personaggi protagonisti, chi più chi meno, grondano stereotipìa da ogni frase ed inquadratura.
Prodotti da salvare, ma anche da vendere, su circuiti del gusto che in Toscana, più che altrove, trovano spazio e terreno fertile. Per qaesto, sempre attraverso Slow Food, sono nati nella regione una ventina di Presidi del Gusto per valorizzare altrettante meraviglie gastronomiche che vanno dal tenero Agnello di Zeri (sulle montagne di Massa-Carrara) vera leccornia da forno, alla cipolla da zuppa di Certaldo nella Valle dell’Elsa, passando per la bottarga di muggine di Orbetello che nulla ha da invidiare a quella della Sardegna.
Come recita un noto adagio, non si spara mai sulla Croce Rossa, così come sui preti. E il missionario protagonista di Io, loro e Lara, uscito in sala il 5 gennaio, incastonata per ragioni commerciali tra il cinepanettone (Natale a Beverly Hills) e la portaerei mangiasoldi (Avatar), è interpretato dal simpatico Carlo Verdone, che dopo anni di “macchiette” in tonaca nera, veste finalmente i panni di un religioso “moderno”, come personaggio principale di un lungometraggio.
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