Di questo (giustamente) pluripremiato diamante di Jacques Audiard si potrebbe scrivere, parafrasando il sommo Dante, “Galeotto fu il libro e chi lo lesse” ma anche, citando Nietzsche: “Ciò che non uccide, fortifica”. “Un profeta”, infatti (come bisognerebbe tradurre dall’originale francese, al posto del fuorviante italiano “Il”), è colui che, superate mille dolorose prove, è in grado di comunicare con chiunque nella sua lingua (sarà la forza del protagonista, l’asso nella manica che nessuno, intorno a lui, è in grado di prevedere) e, come un grande maestro di scacchi, agisce prevedendo decine di mosse in anticipo.
mar 30




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