giu 09

Dal film fantastico alla commedia sentimentale, dal dramma al film musicale. Molto spazio dedicato alle fobie del nostro tempo: la paura della solitudine, il timore del “diverso”, la pornodipendenza. Ma anche un desiderio di evasione, di ritorno all’infanzia, di viaggio spazio temporale. E’ un’istantanea sulle tendenze del nuovo cinema italiano la selezione di opere prime dell’undicesima edizione del festival Maremetraggio: 11 i lavori selezionati, per la maggior parte sconosciuti al grande pubblico perché passati in poche sale d’Italia.

Il più noto è  probabilmente Cosmonauta (premio Controcampo al 66° Festival del Cinema di Venezia), di Susanna Nicchiarelli, con Sergio Rubini, Claudia Pandolfi e Angelo Orlando, recentemente premiato a Lecce e all’International Women Film Festival di Colonia. Segue a ruota “Basilicata Coast to Coast”, opera prima rivelazione di Rocco Papaleo, con Alesssandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno e, al suo esordio sul grande schermo, Max Gazzè. Questa insolita commedia musicale ha sbancato i botteghini, facendo registrare in alcuni casi un incasso maggiore del kolossal di James Cameron Avatar.

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di Massimo Frezza
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giu 09

Esiste un luogo, tra le esplosioni delle bombe e i palazzi sventrati, in cui non v’è differenza tra bianchi e neri, tra locali ed immigrati, tra giovani e vecchi, tra uomini e donne. Tutti sono uguali di fronte al dolore, tutti uguali di fronte al chirurgo che – spesso a lume di candela – lotta contro il tempo per salvargli la vita. Questo luogo che sembra davvero sospeso nel tempo e nello spazio si chiama, si chiamava Gaza Hospital.

Questo intenso e, per quanto il durissimo tema lo consenta, splendido documentario, è stato girato da Marco Pasquini (classe ’75 e notevole esperienza sul campo. Interessante la sua esperienza sul set con Ciprì e Maresco) che ne ha curato anche la fotografia e ne ha scritto la traccia insieme a Lillo Iacolino. Proiettato – in anteprima italiana (è stato presentato in anteprima mondiale al Dok Leipzig nel 2009) – il mese scorso a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, nell’ambito del Tekfestival 2010, Gaza Hospital deve il nome proprio a questo luogo incredibile che è stato il secondo ospedale più importante del Libano e la più importante struttura sanitaria della Mezzaluna Rossa Palestinese in territorio libanese, uno dei principali luoghi di cura dei profughi palestinesi a Beirut, dei libanesi più poveri e degli immigrati dai vicini paesi arabi.

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di Massimo Frezza
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