lug 13

È atterrata a RockinRoma, all’Ippodromo delle Capannelle, la multiforme astronave di Mika, artista londinese originario del Libano, esploso tre anni fa con il singolo Grace Kelly – pezzo programmatico del suo stile e delle sue ambizioni.

L’atteso concerto si apre con Relax Take It Easy, con Mika che sfoggia subito la sua perfetta forma fisica, schizzando su e giù per il palco (anche se sul secondo brano scivola nel saltare sull’enorme pedana inclinata al centro della scena…). È uno show coloratissimo, che attinge a piene mani dall’immaginario pop – dai cartoons ad un’enorme gamba di gomma, preannuncio della bambola gonfiabile che sarà usata in seguito.

Il gruppo suona tra quinte floreali, con alberi e girasoli: la scenografia pervade tutto, perfino i membri del gruppo ne fanno parte: oltre al bassista con la faccia dipinta di bianco stile-clown, c’è la batterista – efficacissimo il suo drumming – che ostenta un enorme toupé nero, con rimando allo stile blackploitation (Mika la presenta come “la Favorita”).

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di Roberto Dati
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lug 13

La vita è così bella e non voglio assolutamente che cambi.

Nicolas

Incontriamo il regista de Il piccolo Nicolas e i suoi genitori dopo la proiezione stampa al Cinema Quattro Fontane di Roma. È un uomo alto e magro, sui quarant’anni, visibilmente soddisfatto per il gradimento mostrato per il film da parte della platea dei giornalisti, che lo accolgono con ampi sorrisi. Il tempo di accomodarsi e di ricordare l’uscita della pellicola il prossimo 2 aprile in 250 copie, e ha inizio la raffica delle domande.

Qual è il segreto della longevità e del successo di questo genere di racconto?

Il successo è dovuto essenzialmente al talento di Sempé e Goscinny che hanno saputo riportare il pubblico nel mondo dell’infanzia. Ognuno s’identifica in questo misto d’ironia e di poesia, è uno sguardo che è al contempo ad altezza di bambino e ad altezza di adulto. Capita, difatti, che l’adulto abbia uno sguardo di superiorità rispetto all’infanzia, ma non è questo il caso, visto che abbiamo non solo cercato di collocare la macchina da presa al livello dei bambini, ma anche di raccontare attraverso la loro prospettiva visuale.

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di Claudio Lugi
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