dic 31

Quante sono le possibilità che un ragazzino come questo appaia davanti alla tua porta e sappia gareggiare così bene?

—–

Dov’è papà? / Sta correndo. /E da chi scappa?

Scena di apertura e finale da manuale per Mosse vincenti, uscita tecnica di Fox Searchlight, la divisione di Fox dedicata al cinema indipendente, quella che ci ha regalato – per intenderci – chicche come Juno e Little Miss Sunshine.

In attesa di vestire i panni di Philip Dick e mentre lo ammiriamo contemporaneamente in Le idi di marzo, l’eclettico e mirabolante Paul Giamatti ci regala, in notevole ritardo rispetto agli Usa (da loro, il film è in sala da gennaio 2011, dopo essere stato presentato al Sundance) la sua attenta interpretazione dell’avvocato di mezza età Mike Flaherty, bolso, anonimo e sull’orlo del fallimento professionale (unica sua ricchezza, le tre splendide donne della sua vita: la moglie e le due splendide bimbe).

Continua »

di Massimo Frezza
tag: , , , , , ,
Vota l'articolo:

dic 30

L’ultimo film di Clint Eastwood ci ha fatto uscire dalla sala dispiaciuti e di cattivo umore per un semplice motivo: non ci ha entusiasmati. Argomentando un po’ il giudizio su uno dei registi che ammiriamo di più in assoluto, potremmo dire che J. Edgar ci ha sfiorati per le oltre due ore di durata della pellicola, toccandoci davvero solo in alcune isolate scene.

Una delusione parziale (intendiamoci siamo lontani dalla categoria dei brutti film) quella arrivata con questo film, che però è stata sufficiente a farci annegare nelle perplessità mentre cercavamo di comprendere appieno il fulcro reale attorno al quale Eastwood ha voluto far ruotare la sua storia.

Continua »

di Carolina Tocci
tag: , , , , ,
Vota l'articolo:

dic 29

Se fossi un filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli, per dimostrare che nella vita non bisogna prendere nient’altro sul serio e che il giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime occasioni in cui gli uomini diventano completamente vivi.

Robert Lynd

Qualche decennio fa, dire “Natale” equivaleva dire focolare domestico, ricongiungimento, calore familiare. Oggi tale atmosfera non si esprime più davanti a un caminetto, quanto piuttosto di fronte a uno schermo televisivo, magari con le famiglie allargate riunite nella visione di un cartone animato. Si potrà dissentire, però questo è già tradizione. Una tradizione magari non antichissima, magari un tantino tecnologica, ma pur sempre aggregante, unificante, sebbene il racconto dell’anziano capofamiglia sia stato sostituito da una colorata e ammaliante narrazione per immagini.

Da qui la corsa del mercato cinematografico, dell’home video e dei network televisivi a presentare le produzioni animate più attraenti e più importanti proprio intorno, e nel corso delle feste natalizie. I titoli proposti spaziano dalle novità agli evergreen, dai cortometraggi a disegni animati ai classici debitamente rimasterizzati e digitalizzati per una visione sempre più qualitativamente soddisfacente.

Continua »

di Claudio Lugi
tag: , , , , , ,
Vota l'articolo:

dic 23

“Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.

Gianni Rodari

Crediamo si possa affermare che, per il periodo natalizio, le produzioni animate della Aardman – Sony Pictures, distribuite in Italia dalla Warner Bros, conquisteranno il pianeta, dal Sud al Settentrione, specialmente dopo aver portato in sala Happy Feet 2, la magica epopea dei pinguini imperatore in Antartide e Il figlio di Babbo Natale, un’avventura in 3D che prende avvio tra i ghiacci del Polo Nord. Sarebbe meglio dire “sotto” la calotta polare, visto che proprio lì si trova il centro operativo che si occupa della consegna dei milioni e milioni di regali che annualmente giungono sotto l’albero di altrettanti bambini di ogni parte del mondo.

Tale base consta di centinaia di postazioni elettroniche presso le quali si danno da fare migliaia di elfi al servizio di Babbo Natale, e agli ordini del primogenito Steve. Questi è un meticoloso organizzatore che utilizza al meglio ogni strumento e accessorio tecnologico al fine di allietare la festa più importante dell’anno. Inoltre, quasi un milione di elfi trasportati dall’ipertecnologica astroslitta S1 (150.000 kn/h), una specie di Enterprise rivisitata a mo’ di slitta, larga un miglio e lunga due, sono impegnati nel recapito “porta a porta” dei doni, effettuato nel tempo record di circa diciotto secondi da squadre di tre elementi ciascuna.

Continua »

di Claudio Lugi
tag: , , , , ,
Vota l'articolo:

dic 21

L’attesa non era trepidante, decisamente no. Ma dal non aspettarsi un gran che a ritrovarsi a guardare un film scontato, inutile e assolutamente vuoto, un po’ di fastidio lo crea. Più che fastidio fa salire la rabbia perché questa pellicola dal 16 dicembre sarà distribuita in seicento copie, a scapito di altre, nettamente migliori, a cui verrà tolta la possibilità di arrivare a una più ampia fetta di pubblico.

La nuova commedia che non fa ridere del regista toscano racconta la storia di un professore di musica di Lucca che durante una lezione viene chiamato dalla trasmissione di Maria De Filippi C’è posta per te. Benedetto, questo il nome dell’ennesimo personaggio sempre uguale a se stesso interpretato da Leonardo Pieraccioni, scopre che sua madre, scomparsa da poco, aveva adottato a distanza una bambina brasiliana. Quella bambina adesso è una splendida modella (pensate un po’…) che vuole conoscere il suo fratellastro italiano

Continua »

di Carolina Tocci
tag: , , , ,
Vota l'articolo:

dic 18

Shrek è morto, viva il Gatto. Esaurita già da almeno due episodi la carica della saga dell’orco più famoso del cinema, la Dreamworks lascia spazio al suo comprimario più amato, Gatto, che aveva fatto impazzire milioni di femmine (feline e non) a partire da Shrek 2.

Lo fa con un episodio completamente slegato dalla saga principale, né un prequel né un sequel, quanto piuttosto un racconto dell’infanzia di Gatto: cresciuto in un orfanotrofio con l’amico uovo Humpty Dumpty, i due non desiderano altro che trovare i fagioli magici per raggiungere il castello dalle uova d’oro. Ma se i sogni di infanzia si infrangono insieme con la loro amicizia, anni dopo un nuovo incontro e il coinvolgimento della bella micia Kitty permette di riprendere il sogno e di raggiungerlo.

Continua »

di Francesco Bernacchio
tag: , , ,
Vota l'articolo:

dic 18

Frustrati dalle banalità e dalle gratuite trivialità dei “cinepanettoni”, tediati dai cartoni natalizi (inevitabili in quanto promessi alla prole), depressi dall’ultimo dramma sull’immigrazione, oppure dall’ennesimo docu-film sui disastri della globalizzazione, ecco arrivare la via d’uscita ai lunghi pomeriggi di festa conditi dalle solite strenne televisive, e addolciti dai rimasugli del pandoro affogati nello zucchero a velo.

Si tratta di Sherlock Holmes: Gioco di ombre, sequel del sorprendente primo capitolo, titolato semplicemente Sherlock Holmes, diretto da quel Guy Ritchie finalmente stimato per qualcos’altro che non sia il trascorso connubio con la controversa popstar Madonna. L’avventura, che si avvale della perfetta alchimia tra il simpatico duo di protagonisti (Robert Downey Jr. e Jude Law, nei panni rispettivamente di Holmes e del fido dottor Watson), mescola azione ed ironia, raffinatezza vittoriana e vizi da letteratura decadente, suspense e fine gusto scenografico, intermezzi di musica colta e sequenze rallentate, curiosamente commentate dalla voce narrante del protagonista durante il loro svolgersi.

Continua »

di Claudio Lugi
tag: , , , , ,
Vota l'articolo:

dic 18

“Guardati dalle idi di marzo”: questo l’avvertimento che l’augure Spirinna rivolge a Giulio Cesare e che, a distanza di secoli, riecheggia nel dramma di Shakespeare dedicato al generale romano. Una frase forte, di impatto, che ha ispirato George Clooney a tal punto da convincere i produttori a modificare il titolo della piece teatrale originale da cui il film è tratto, Farragut North (firmata da Beau Willimon, che nel 2004 lavorava per l’aspirante candidato presidente Howard Dean).

Dodici milioni di dollari di budget, un cast stellare e un solido script riportano così il Clooney autore alla ribalta, che con Le idi di marzo firma il suo quarto film da regista. Dopo Good Night and Good Luck non era difficile intuire che lo scapolo d’oro di Hollywood prima o poi avrebbe affondato un colpo da maestro, e il modo in cui questo suo ultimo lavoro è stato accolto all’ultimo Festival di Venezia e la manciata di candidature per i Golden Globe  2012 lo confermano.

Continua »

di Carolina Tocci
tag: , , , , ,
Vota l'articolo:

dic 13

Oggi, alle ore 19.00, presso la Libreria del Cinema di Roma, sarà presentato il volume:

LE FAMIGLIE ITALIANE SULLO SCHERMO

Il cinema racconta l’Italia di oggi

(Editrice La Scuola, 2011)

di Mario Dal Bello

Introduzione di Marco Spagnoli

Sarà presente l’autore ed interverranno Marco Spagnoli, Anne Riita Ciccone ed Eugenio Cappuccio.

Continua »

di Massimo Frezza
tag: , , ,
Vota l'articolo:

dic 13

La Cage Aux Folles. Perché sono come sono.

La Cage Aux Folles (ovvero la Gabbia Dei Matti) è un locale della Costa Azzurra per clientele dal palato raffinato; ogni sera, il programma prevede le audaci esibizioni delle Cagettes, un corpo di ballo di travestiti in grado di ammaliare chiunque. Tra piume, ombretti e mascara, ogni notte si fa largo l’indiscusso talento della magnifica Zazà, al secolo Albin.

Albin è il compagno di Renato, il gestore del locale. La loro vita scorre tranquilla tra lustrini, paillette e complementi d’arredo che tentano di rivoluzionare l’idea di kitsch. Come ogni coppia, anche i due protagonisti incontrano, nella loro relazione, le difficoltà della vita insieme, tentando di superarle con ironia e romanticismo sino al giorno in cui, a turbare la quiete, arriva una notizia inattesa: Laurent, il figlio di Renato nato da una fugace avventura eterosessuale con una ballerina, ha deciso di sposarsi. Nessun problema se non fosse che la promessa sposa è figlia nientedimeno che del leader del partito per la morale.

Continua »

di Elisa Pantaleo
tag: , , , , , , ,
Vota l'articolo: