gen 16
Si è svolta la notte scorsa a Hollywood la sessantanovesima edizione dei Golden Globe, i premi assegnati dall’Associazione della Stampa Estera ai migliori prodotti televisivi e cinematografici dell’anno.
George Clooney e il suo Paradiso amaro, diretto da Alexandre Payne, si sono aggiudicati il Golden Globe per il MIglior Attore drammatico e per il Miglior Film nella categoria drama. Michelle Williams, invece, è stata premiata come Miglior attrice di Commedia/Musicalper per la sua performance in My Week With Marilyn.
Grande successo anche per The Artist, il film muto e in bianco e nero del regista francese Michel Hazanavicius, che si è aggiudicato tre premi tra cui Miglior Commedia-Film musicale, Miglior Attore Protagonista in un musical o commedia, andato a Jean Dujardin, e Migliore Colonna Sonora, firmata Ludovic Bource.
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di Carolina Tocci
tag: george clooney, golden globe, Jean Dujardin, michelle williams, steven spielberg, woody allen
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gen 16

Torna sul grande schermo il maestro Giuliano Montaldo, e lo fa con un’opera di grande spessore, scritta come si faceva una volta, fotografata in un elegantissimo bianco e nero con striature seppia. La crisi si è abbattuta sul tessuto sociale di una città decaduta – la location è Torino, e tutto rimanda alle vicende della più nota fabbrica italiana, simbolo del capitalismo familistico dove la leadership è tramandata per via ereditaria.
Montaldo, ben sostenuto da un cast tecnico di alto livello, affida all’ormai onnipresente Pierfrancesco Favino (qui a dire il vero piuttosto bravo) il ruolo-clou di Nicola Ranieri, il cui padre – di origini meridionali – ha, con grandi sacrifici e lavorando sodo, accumulato una piccola fortuna, lasciandogli una fabbrica di medi dimensioni specializzata nella produzione di pannelli solari che però restano sempre più numerosi nei magazzini, invenduti.
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di Roberto Dati
tag: carolina crescentini, giuliano montaldo, pierfrancesco favino, Steve Della Casa
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gen 16

“La prego, non realizzi il film del libro né un remake della miniserie TV. Esistono già”.
Questa la richiesta fatta da John Le Carrè, autore del romanzo Tinker, Tailor, Soldier, Spy al regista Tomas Alfredson. L’ardua impresa (non è affare da poco ridurre per lo schermo un libro di quattrocento e più pagine, soprattutto se intricato come quelli dello scrittore britannico) secondo noi è riuscita in pieno.
Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per il successo riscosso nel 2008 con il delicato horror Lasciami entrare (Låt den rätte komma in), lo svedese Alfredson è qui alle prese con il suo primo film in lingua inglese, interpretato da attori internazionali e realizzato con un budget consistente (circa trenta milioni di dollari). E vince.
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di Carolina Tocci
tag: John Le Carré, lasciami entrare, Soldier, Spy, Tailor, Tinker, tomas alfredson
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gen 14

Le favole tradizionali spesso parlano di rapimenti, di fate che rapiscono bambini, neonati, adulti e poi li restituiscono alle famiglie ‐ cambiati. Possono tornare menomati,o semplicemente scossi, con vizi orribili e strani comportamenti, ululanti alla luna o altro. Li trasformano in modi bizzarri… Ho pensato che sarebbe stato interessante inserire questo elemento nella storia.
Guillermo Del Toro
Dopo l’evocativo Il labirinto del fauno, Guillermo del Toro torna a maneggiare i temi che più gli sono congeniali (horror, infanzia problematica, mondo fatato), ma questa volta solo nelle vesti di sceneggiatore e produttore, lasciando la regia nelle mani dell’esordiente Troy Nixey.
Spetta dunque al noto fumettista (creatore di Trout e co-autore della miniserie Jenny Finn, nonché disegnatore di alcuni albi di Batman) portare sullo schermo (in Italia il film arriva, ça va sans dire, con due anni di ritardo) Non avere paura del buio, remake cinematografico dell’omonima serie televisiva diretta nel 1973 da John Newland e trasmessa dalla ABC, riveduta e corretta nell’ormai definito “Del Toro style”. Nel passaggio dal piccolo al grande schermo la protagonista, da adulta, diventa una bambina, a conferma che il regista messicano non intende abbandonare l’interesse che nutre nell’esplorare gli incubi dell’infanzia (come aveva fatto con La spina del diavolo e Il labirinto del fauno).
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di Carolina Tocci
tag: guillermo del toro, guy pearce, il labirinto del fauno, katie holmes, La spina del diavolo
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gen 13

Inizi anni’70, in piena guerra fredda. Per la sicurezza della Gran Bretagna e dell’intero Occidente è necessario smascherare la talpa. E’ più che un sospetto, una certezza: nei servizi segreti inglesi c’è un traditore filosovietico. Un finto agente/amico che fa il gioco del nemico.
Ovviamente esiste solo un uomo capace di risolvere il caso e l’Intelligence inglese richiama in azione George Smiley (Gary Oldman in versione cupa e malinconica) che, dopo aver individuato quattro possibili sospetti, porterà a termine la missione.
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di Silvia Donnini
tag: Alec Guinnes, colin firth, Gary Oldman, john hurt, John Le Carré, tomas alfredson
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gen 11

African Women – in viaggio per il Nobel della Pace di Stefano Scialotti approda in televisione su Rai Tre giovedì 12 gennaio alle ore 22.55. In contemporanea e per i giorni successivi, il documentario sarà visibile anche sul sito Rai.tv.
Realizzato a sostegno della campagna NOPPAW (Nobel Peace Prize for African Women),il film è stato presentato Fuori Concorso nella sezione Extra del Festival Internazionale del Film di Roma (2011) e ha vinto il Premio Speciale Ambiente del WWF.
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di Massimo Frezza
tag: ChiAma l'Africa, CIPSI, Louis Siciliano, Nobel Peace Prize for African Women, Stefano Scialotti
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gen 11

Presentato in Concorso a Venezia 68, arriva nelle sale italiane il nuovo film di Steve McQueen, video artista inglese che si porta dietro una pesante omonimia. Dopo l’acclamato Hunger (2008), ambientato all’inizio degli anni Ottanta nel carcere nordirlandese di Maze, dove i detenuti dell’IRA attuarono una rivolta finalizzata a costringere il governo inglese a conferire loro lo status di prigionieri politici, McQueen rimette in gioco il suo protagonista Michael Fassbender e lo trasforma in Brandon. Un uomo sulla trentina affascinante e di successo che vive a New York e che all’apparenza ha una vita perfetta.
Dietro a questa pellicola di impeccabilità illusoria si nasconde il vero Brandon, quello ossessionato dal sesso, incapace di relazionarsi con qualcono se non attraverso incontri erotici mordi e fuggi consumati in ogni angolo di una New York che sembra fare il suo gioco. Un giorno, però, a sconvolgere l’insolita routine di Brandon, arriva la sorella minore Sissy (la sempre più brava Carey Mulligan), che invece è alla disperata ricerca di affetto e stabilità.
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di Carolina Tocci
tag: Hunger, IRA, Michael Fassbender, Steve McQueen
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gen 08

Preparate il tè, è l’ora di Downton Abbey
Credo sia una sensazione piuttosto comune, visitando un castello, domandarsi chi vi abbia vissuto e cosa vi sia accaduto, mentre una guida annoiata snocciola nomi e date.
Tutte queste domande e sensazioni potrebbero essere lo spunto da cui trae ispirazione Downton Abbey, la serie televisiva inglese che racconta l’epopea della famiglia Crawley e del castello in cui vivono i suoi numerosi membri.
La storia si svolge durante l’Era Edwardiana, ossia nei primi anni del Ventesimo Secolo, ed inizia con una delle tragedie che più colpirono l’immaginario collettivo dell’epoca: l’affondamento del Titanic (Nota del caporedattore: nel 2012 ricorre il centenario e per tale occasione uscirà la versione 3D del film di Cameron).
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di Elisa Pantaleo
tag: British Media Company, Cameron, Carnival Films, Downton Abbey, Titanic
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gen 06

A volte ritornano. Soprattutto quando il primo film (Immaturi – gennaio 2011) ha ottenuto risultati sopra le aspettative, e quindi, gli ormai 40enni compagni di scuola di Paolo Genovese dopo aver sostenuto per la seconda volta l’esame di maturità, decidono di tuffarsi nella tarda adolescenza concedendosi il viaggio scolastico mai effettuato ai tempi del liceo.
Il luogo è un pò scontato, un’isola della Grecia, prevedibile anche la movida e le avventure amorose, più stile anni ’80 che attuali. Seppur troppo stereotipati sia i luoghi che i personaggi è bello scoprire che nulla cambia di generazione in generazione (dagli anni ’60 in avanti, ovviamente) e che la sperata maturità non arriva né con gli esami né successivamente con l’età.
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di Silvia Donnini
tag: ambra angiolini, anita caprioli, Barbora Bobulova, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, raoul bova
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gen 02

E’ uno dei libri di cinema più conosciuti, soprattutto dagli appassionati di Science Fiction, anche se fuori stampa da anni. Si tratta del Blade Runner Sketchbook, ossia una raccolta di appunti e bozzetti dell’universo creato da Ridley Scott ormai trent’anni fa.
Pubblicato nello stesso anno di uscita del film, il libro raccoglieva il materiale di designer del calibro di Syd Mead, Mentor Huebner, Charles Knode e dello stesso Ridley Scott, notoriamente ispirati ai lavori di Moebius.

Se siete in possesso di una copia del libro, tenetevela stretta, dato che il suo valore comerciale ha raggiunto le centinaia di dollari.
Ma possiamo mostrarvi una versione online del Blade Runner Sketchbook cliccando QUI. Buona lettura!
Thanks to Movielicious! ;-D

di Carolina Tocci
tag: Blade Runner, Charles Knode, Mentor Huebner, ridley scott, Syd Mead
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