feb 07

Il tema dei bambini maltrattati, abusati o anche ‘semplicemente’ trascurati non è certo nuovo, eppure una scossa di adrenalina corre lungo le schiene degli spettatori mentre guardano, sentono e ascoltano Polisse, un’esperienza sensoriale oltre che un film, che impone una partecipazione dei cinque sensi sia per la velocità degli eventi narrati, sia per l’intensità dei personaggi.

Premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, il film della giovane ed attraente regista e attrice franco-algerina Maïwenn Le Besco, racconta, con ritmo concitato e in presa diretta, le vicende di un gruppo di agenti di Polizia della Sezione Protezione Minori: violenze, pedofilia, maltrattamenti, incesti, case-famiglia ed ospedali, ragazze-madri, rapimenti e adolescenti difficili. Tutto questo lascia tracce indelebili sulla psiche, sentimenti e vita privata degli stessi agenti e, per ogni bambino salvato, sembra dire il film, si paga un prezzo.

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di Roberto Dati
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gen 11

African Women – in viaggio per il Nobel della Pace di Stefano Scialotti approda in televisione su Rai Tre giovedì 12 gennaio alle ore 22.55. In contemporanea e per i giorni successivi, il documentario sarà visibile anche sul sito Rai.tv.

Realizzato a sostegno della campagna NOPPAW (Nobel Peace Prize for African Women),il film è stato presentato Fuori Concorso nella sezione Extra del Festival Internazionale del Film di Roma (2011) e ha vinto il Premio Speciale Ambiente del WWF.

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di Massimo Frezza
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gen 11

Presentato in Concorso a Venezia 68, arriva nelle sale italiane il nuovo film di Steve McQueen, video artista inglese che si porta dietro una pesante omonimia. Dopo l’acclamato Hunger (2008), ambientato all’inizio degli anni Ottanta nel carcere nordirlandese di Maze, dove i detenuti dell’IRA attuarono una rivolta finalizzata a costringere il governo inglese a conferire loro lo status di prigionieri politici, McQueen rimette in gioco il suo protagonista Michael Fassbender e lo trasforma in Brandon. Un uomo sulla trentina affascinante e di successo che vive a New York e che all’apparenza ha una vita perfetta.

Dietro a questa pellicola di impeccabilità illusoria si nasconde il vero Brandon, quello ossessionato dal sesso, incapace di relazionarsi con qualcono se non attraverso incontri erotici mordi e fuggi consumati in ogni angolo di una New York che sembra fare il suo gioco. Un giorno, però, a sconvolgere l’insolita routine di Brandon, arriva la sorella minore Sissy (la sempre più brava Carey Mulligan), che invece è alla disperata ricerca di affetto e stabilità.

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di Carolina Tocci
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dic 18

“Guardati dalle idi di marzo”: questo l’avvertimento che l’augure Spirinna rivolge a Giulio Cesare e che, a distanza di secoli, riecheggia nel dramma di Shakespeare dedicato al generale romano. Una frase forte, di impatto, che ha ispirato George Clooney a tal punto da convincere i produttori a modificare il titolo della piece teatrale originale da cui il film è tratto, Farragut North (firmata da Beau Willimon, che nel 2004 lavorava per l’aspirante candidato presidente Howard Dean).

Dodici milioni di dollari di budget, un cast stellare e un solido script riportano così il Clooney autore alla ribalta, che con Le idi di marzo firma il suo quarto film da regista. Dopo Good Night and Good Luck non era difficile intuire che lo scapolo d’oro di Hollywood prima o poi avrebbe affondato un colpo da maestro, e il modo in cui questo suo ultimo lavoro è stato accolto all’ultimo Festival di Venezia e la manciata di candidature per i Golden Globe  2012 lo confermano.

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di Carolina Tocci
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dic 09

All’inizio, sette o otto anni fa, coltivavo la fantasia di realizzare un film muto. Probabilmente perché i cineasti leggendari che ammiro di più vengono tutti dal cinema muto: Hitchcock, Lang, Ford, Lubitsch, Murnau, il Billy Wilder sceneggiatore…ma soprattutto perché una scelta di questo genere obbliga il regista ad affrontare le proprie responsabilità.

Michel Hazanavicius

The Artist è un sogno in bianco e nero.

The Artist è una splendida fiaba muta…che sussurra the sound of silence.

The Artist è il miglior tributo al miglior cinema occidentale di sempre. Il miglior biglietto d’amore per la settima arte della nostra generazione.

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di Massimo Frezza
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dic 08

A Gaspar Noé va sicuramente riconosciuto un merito, quello di essere riuscito a far recitare Monica Bellucci, che non è cosa da poco. Ci riferiamo alla famosa scena di violenza di nove interminabili minuti contenuta in Irréversible, con cui dieci anni fa il regista argentino ha scioccato le platee di mezzo mondo.

E dato che Noé è un autore coerente, e che ogni volta ama spostare il suo limite, e quello di chi guarda i suoi film, un po’ più avanti (anche se questa volta ha un tantino esagerato), viene da pensare che ormai abbia abbracciato un’idea di fare cinema difficilmente condivisibile dal pubblico, almeno tradizionalmente inteso ed è per questo che Enter the Void, godrà di una particolare distribuzione: dal 9 dicembre uscirà in pochi cinema (una decina in tutto), ma dallo stesso giorno sarà possibile trovarlo online, da scaricare on demand, a prezzi minori rispetto a quelli del circuito tradizionale.

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di Carolina Tocci
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dic 01

Irish Fillm FestaDall’1 al 5 dicembre torna a Roma l’IRISHFILMFESTA, l’appuntamento dedicato alla cinematografia irlandese, giunto quest’anno alla V edizione e ospitato dalla Casa del Cinema di Roma, struttura promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio per la direzione artistica di Caterina d’Amico e la gestione di Zètema Progetto Cultura.

In programma, come sempre, una panoramica di opere recenti e recentissime che danno conto della varietà di temi, generi e suggestioni del cinema irlandese contemporaneo. Titoli per lo più inediti, che saranno accompagnati a Roma da attori, produttori e registi ancora in larga parte sconosciuti al pubblico italiano, ma spesso già noti alle platee dei festival internazionali.

La serata inaugurale del festival propone The Guard opera prima di John Michael McDonagh (fratello di Martin, l’autore di In Bruges). Premiato come miglior film al festival di Galway 2011 e come miglior film d’esordio al Festival di Berlino, The Guard ha già battuto il record d’incassi in Irlanda, superando anche Il vento che accarezza l’erba di Ken Loach. Al centro della vicenda il burbero e irrispettoso sergente Gerry Boyle (interpretato da Brendan Gleeson) e l’agente dell’FBI (il candidato all’Oscar Don Cheadle) sono alle prese con un’indagine sul traffico internazionale di cocaina.

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di Massimo Frezza
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nov 30

Ho percorso in macchina tutta la costa, da Genova all’Olanda, ed ho trovato quello che cercavo nella città del blues, del soul e del rock’n’roll, Le Havre.

Dopo cinque anni di lontananza, il più amato e poetico regista finlandese torna a farci sognare. L’ultimo lungo del visionario Aki Kaurismäki, adorato dai cinefili di tutto il mondo, risale infatti al 2006. Si trattava del capitolo finale della sua trilogia della solitudine, Le luci della sera (i primi due, rispettivamente del 1996 e del 2002, erano Nuvole in viaggio e L’uomo senza passato).

Dopo 19 anni, il regista gira il suo secondo lungo in francese (il primo era Vita da bohème del 1992), presentato in Concorso a Cannes 2011, regalandoci un gioiello di dolcezza e poesia. Poche figure sono, infatti, evocative di un certo classico cinema d’autore “povero” come il lustrascarpe, quel mestiere che non esiste più, a metà tra un mondo scomparso ed una contemporaneità di plastica, fatta di sneaker e stressante, apatica routine.

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di Massimo Frezza
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nov 30

Erano decenni che un film di Woody Allen non funzionava tanto bene sul mercato americano. Midnight in Paris, presentato a maggio come pellicola di apertura al Festival di Cannes ed uscito subito dopo nelle sale statunitensi, ha costretto i distributori ad aumentare il numero di copie dopo il primo weekend di programmazione, tanto era alta la richiesta da parte del pubblico di vedere il film.

Sarà stato felice, il settantacinquenne Woody, di aver ritrovato il feeling che ormai pensava perduto con gli spettatori del suo paese, gli stessi che dagli anni Ottanta hanno iniziato a disertare i suoi lavori giudicandoli troppo europei e con eccessive ambizioni autoriali. Di fatto Midnight in Paris, oltre ad essere una vera e propria dichiarazione d’amore per Parigi, è un ritorno al cinema più sognante e surreale di Allen. Languido e trasognato, caratterizzato com’è da quella vena di nostalgia ed insoddisfazione nei confronti dell’attuale perido storico, di cui soffre il suo nuovo alter ego Owen Wilson.

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di Carolina Tocci
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nov 17

Possiamo “sciallare” anche noi: il cinema italiano è ancora in grado di regalarci qualche sorpresa, che prende la forma stavolta di una commedia generazionale senza inutili fronzoli, senza inutili morali, senza appesantimenti ma allo stesso tempo senza la faciloneria e la volgarità che hanno eretto un muro tra i blockbuster trash e i film di qualità della Penisola. Francesco Bruni, al debutto come regista dopo una brillante carriera come sceneggiatore, ci racconta la storia di Bruno, professore indolente e impotente, scrittore ma di biografie di altri per necessità, che vede la propria vita sconvolta da Luca, quindicenne che si rivela essere non un banale ragazzino che da lui prende ripetizioni, ma suo figlio.

Luca trascorrerà un periodo della sua vita a casa di Bruno senza sapere che è suo padre, e i mondi dei due collideranno cambiando profondamente entrambi. Luca, con il suo romanesco colorito ma realistico, la sua passione per l’hip hop e la sua educazione messa in discussione dalle tentazioni da scavezzacollo, cambieranno soprattutto la vita del padre, che prima scorreva tra ripetizioni e dettati per la biografia di una pornostar in pensione.

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di Francesco Bernacchio
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