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	<title>Binario Loco &#187; Venezia 66</title>
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	<description>Sito di cinema e attualità. Recensioni, anteprime, notizie e conferenze stampa dal mondo del cinema.</description>
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		<title>Il colore delle parole</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 15:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[Il colore delle parole]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Simon Puccioni]]></category>
		<category><![CDATA[Orizzonti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;AFRICA A CASA NOSTRA La rassegna Gli occhi dell&#8217;Africa propone il documentario Il colore delle parole, del regista italiano Marco Simon Puccioni, uno sguardo sulle problematiche di adattamento degli immigrati nel nostro paese. San Daniele del Friuli, Cinema Splendor, sabato 12 dicembre, ore 21.00 INGRESSO LIBERO L&#8217;Africa a casa nostra: sabato 12 dicembre a San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5346" title="Il-colore-delle-parole" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/12/Il-colore-delle-parole.jpg" alt="Il-colore-delle-parole" width="450" height="300" /></p>
<p>L&#8217;AFRICA A CASA NOSTRA</p>
<p style="text-align: justify;">La rassegna <em>Gli occhi dell&#8217;Africa</em> propone il documentario <em>Il colore delle parole</em>, del regista italiano Marco Simon Puccioni, uno sguardo sulle problematiche di adattamento degli immigrati nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5345"></span>San Daniele del Friuli, Cinema Splendor, sabato 12 dicembre, ore 21.00</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INGRESSO LIBERO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Africa a casa nostra: sabato 12 dicembre a San Daniele del Friuli, Cinema Splendor, ore 21.00, a ingresso libero, la rassegna <em>Gli occhi dell&#8217;Africa</em> continua con un film che racconta quel continente nero ormai così vicino a noi, perché rappresentato da tutte le persone immigrate che lavorano e vivono nel nostro paese. In programma infatti la proiezione di <em>Il colore delle parole</em>, documentario del regista italiano Marco Simon Puccioni, autore di documentari e fiction per diverse trasmissioni televisive e impegnato nel veicolare, attraverso il cinema, importanti messaggi per la difesa dei diritti umani. Attraverso questo lavoro il regista, in un momento socio-politico delicato e imbarazzante relativamente alle questioni dell&#8217;immigrazione clandestina, interviene a far luce sulle problematiche di adattamento degli extracomunitari nel nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Teodoro è poeta, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Sono questi i protagonisti di <em>Il Colore delle parole</em>. Tutti vivono e lavorano in Italia da oltre trent&#8217;anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all&#8217;integrazione perché &#8220;Migrare non è un reato!&#8221;, come dice uno dei protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Presentato anche nell&#8217;ambito della sezione Orizzonti dell&#8217;ultima Mostra del Cinema di Venezia, un progetto come <em>Il colore delle parole</em> apre a un aspetto tanto importante quanto poco considerato: il punto di vista dello straniero sulle nostre politiche di immigrazione. La Storia italiana degli ultimi trent&#8217;anni, dall&#8217;assassinio di Aldo Moro a quello del giovane rifugiato Jerry Masslo, dalla Legge Martelli al Pacchetto Sicurezza, viene riletta attraverso la memoria storica dei quattro testimoni privilegiati protagonisti del documentario. Un&#8217;opera che ha il pregio di farci rileggere la storia di un paese, il nostro, che procede troppo lentamente nel prendere coscienza del fenomeno immigrazione.</p>
<p>Il programma dettagliato della retrospettiva Gli Occhi dell&#8217;Africa è su: www.cinemazero.org</p>
<p>www.cinemasplendor.it</p>
<p><strong>Retrospettiva Gli occhi dell&#8217;Africa</strong></p>
<p>Un&#8217;iniziativa di</p>
<p>Cinemazero</p>
<p>Caritas Diocesana di Concordia &#8211; Pordenone</p>
<p>L&#8217;AltraMetà &#8211; Pordenone</p>
<p><strong>In collaborazione con</strong></p>
<p>Officine d&#8217;autore San Daniele del Friuli</p>
<p>La Cineteca del Friuli Gemona del Friuli</p>
<p>Comune di Sacile Assessorato alla Cultura</p>
<p>Centro Espressioni Cinematografiche Udine</p>
<p>Time For Africa Udine</p>
<p><strong>Con il sostegno di</strong></p>
<p>Provincia di Pordenone</p>
<p>Comune di Pordenone</p>
<p>BCC Pordenonese</p>
<p>Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia</p>
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		<title>Lo spazio bianco</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaele Rivieccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Comencini]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono momenti di sospensione in un limbo che non può, non vuole e non deve essere qualcosa di diverso del segno di indefinitezza, dell&#8217;assenza di senso e di significato. Uno spazio bianco, nero, grigio che risulta non intellegibile, non decifrabile, troppo compresso o insopportabilmente espanso. Uno spazio che non ha misura, che non ha tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5127" style="float:left" title="lo-spazio-bianco-2" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/10/lo-spazio-bianco-21.jpg" alt="lo-spazio-bianco-2" width="310" height="301" />Esistono momenti di sospensione in un limbo che non può, non vuole e non deve essere qualcosa di diverso del segno di indefinitezza, dell&#8217;assenza di senso e di significato. Uno spazio bianco, nero, grigio che risulta non intellegibile, non decifrabile, troppo compresso o insopportabilmente espanso. Uno spazio che non ha misura, che non ha tempo o che forse è il tempo, è la misura. Come il tratto che precede l&#8217;alba, in cui già c&#8217;è luce ma ancora non appare il sole. In cui il cielo è grigio, bianco ma ancora nero. Appunto. Come il tempo dell&#8217;attesa che vive la protagonista del film della Comencini.</p>
<p><span id="more-5121"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una donna – Margherita Buy nel film – che dopo aver partorito prematuramente attende, per decine di interminabili giorni, lo sviluppo del feto in un incubatrice dalla quale uscirà vivo, morto o afflitto da un danno non riscontrabile ancora nel piccolo corpo. L&#8217;incubatrice potrebbe diventare una bara. Dispensatrice di incubi, appunto.<br />
Il tempo passato davanti a questa piccola Sfinge tecnologica, altera i normali ritmi esistenziali, li svuota del senso precedente per riempirli imperiosamente solo del proprio significato. Che però è disumano, è mortifero, è il tempo della non azione, della non vita, l&#8217;attimo eterno dell&#8217;attesa. Voglio però andare oltre i tanti discorsi sulla scelta della maternità, sulla bravura della Buy e su una Napoli non oleografica, discorsi già fatti in abbondanza in occasione dei tanti incontri con la regista e con l&#8217;attrice. Anche perchè, pantografando la misura aurea del film, il senso dell&#8217;opera trascende il tema della maternità, facendolo coincidere con l&#8217;eistenza tutta.</p>
<p>In fondo cos&#8217;è, se non uno spazio bianco, quello che stiamo vivendo?
</p>
<p style="text-align: justify;">Sospeso tra la nascita e la morte, nell&#8217;attesa della morte, quasi nell&#8217;invocarla, temendola, per sfuggire allo stillicidio sfibrante dell&#8217;attesa? La nostra vita è uno spazio bianco e l&#8217;uscita è dall&#8217;incubatrice vita direttamente in una incubatrice di zinco e di legno. Ed allora, nel parallelo, ancora più inquietante risulta domandarsi chi, fuori dalla nostra incubatrice di plastica (un po&#8217; come la cupola in cui vive Truman) ci stà guardando, infila le mani in apposite aperture per manipolare il nostro corso, ed attende. Non nel dubbio tra vita e morte, ma solo vuole accertarsi che la nostre fine avvenga. Un convalidatore e nulla più.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un film elegante, sospeso, leggero a suo modo, ben interpretato ma che forse non ha il coraggio di uscire dai soliti discorsi sulla donna, sugli uomini, sulla maternità, la paternità, il coraggio di vivere. E magari puntare più in alto, su un tema dell&#8217;attesa non della vita (che riguarda tutte le madri e l&#8217;altro spazio bianco, quello della gravidanza) ma della morte, che riguarda tutti gli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2009/10/20/lo-spazio-bianco/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Cosmonauta</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/10/03/cosmonauta/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 15:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Pandolfi]]></category>
		<category><![CDATA[Miriana Raschilla]]></category>
		<category><![CDATA[sergio rubini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è che, da grande, vuoi fare l&#8217;astronauta? Ma mamma! Si dice cosmonauta! Gli astronauti sono gli americani! Vincitore della sezione Controcampo Italiano a Venezia 66, Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli (qui in veste di regista e sceneggiatrice) è un gioiellino che attrae e coinvolge lo spettatore, attraverso un&#8217;apparente naivete. Tra topolini comunisti e ragnetti nichilisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4937" title="Miriana-Raschilla-Cosmonauta_piccola" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Miriana-Raschilla-Cosmonauta_piccola.jpg" alt="Miriana-Raschilla-Cosmonauta_piccola" width="460" height="307" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Non è che, da grande, vuoi fare l&#8217;astronauta? Ma mamma! Si dice cosmonauta! Gli astronauti sono gli americani!</em></p>
<p style="text-align: justify;">Vincitore della sezione <em>Controcampo Italiano</em> a Venezia 66, <a href="http://www.fandango.it/default.asp?idlingua=1&amp;idContenuto=1874" target="_blank">Cosmonauta</a> di Susanna Nicchiarelli (qui in veste di regista e sceneggiatrice) è un gioiellino che attrae e coinvolge lo spettatore, attraverso un&#8217;apparente naivete. Tra topolini comunisti e ragnetti nichilisti (il cortometraggio di apertura vale, da solo,  il prezzo del biglietto), giovani fanciulle sognatrici (la fantastica Miriana Raschilla, una &#8220;Caterina&#8221; che, non soltanto &#8220;va in città&#8221; ma la usa come rampa di lancio per la conquista del mondo) e genialoidi fratelloni mai cresciuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4936"></span>Questo è il secondo lungometraggio della brillante regista romana <a href="http://www.vivofilm.it/?p=108" target="_blank">Susanna Nicchiarelli</a> (il primo è stato <em>Uomini e zanzare</em>, nel 2004) , che vediamo sullo schermo nel ruolo della dolce compagna, dai caldi occhi verdi, di Angelo Orlando e la maturità inizia ad essere evidente nell&#8217;utilizzo della macchina da presa, nelle invenzioni creative, nel mantenere questa atmosfera sognata e sognante che immediatamente ci trasporta nella storia e non ci abbandona sino ai titoli di coda.</p>
<p style="text-align: justify;">Una prima parte più solida, una seconda a tratti esitante ma, globalmente, un prodotto di alto livello (la coppia Sergio Rubini &#8211; Claudia Pandolfi è tanto improbabile quanto esilarante) senza l&#8217;atteggiamento pretenzioso dei grandi film. Menzione d&#8217;onore per la colonna sonora, azzeccatissima, che dobbiamo alla lungimiranza di <a href="http://www.subsonica.it/" target="_blank">Max Casacci</a> che, nel 2007,  ha prodotto <em>Cuore</em>, l&#8217;album di Robertina &amp; <a href="http://www.gattociliegia.it/" target="_blank">Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo</a>. Nomi e sonorità indimenticabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Un film da non perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">Logout</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2009/10/03/cosmonauta/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Il grande sogno</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/09/30/il-grande-sogno/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Mazzacane</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Il grande sogno]]></category>
		<category><![CDATA[jasmine trinca]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Argentero]]></category>
		<category><![CDATA[michele placido]]></category>
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		<description><![CDATA[Il grande sogno di Michele Placido, che era tra i film italiani in concorso alla 66a Mostra del cinema di Venezia, sta suscitando pareri discordanti. Tra gli esperti di cinema non ha riscosso un gran successo, ma al pubblico piace, anche a giudicare dalle sale cinematografiche abbastanza piene. Proprio a Venezia, la protagonista femminile,  Jasmine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-4970" title="GrandeSogno" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/GrandeSogno.jpg" alt="GrandeSogno" width="459" height="305" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.imdb.com/title/tt1194231/" target="_blank">Il grande sogno</a> di Michele Placido, che era tra i film italiani in concorso alla <a href="http://www.binarioloco.it/category/festival/venezia-66/" target="_blank">66a Mostra del cinema di Venezia</a>, sta suscitando pareri discordanti. Tra gli esperti di cinema non ha riscosso un gran successo, ma al pubblico piace, anche a giudicare dalle sale cinematografiche abbastanza piene.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4967"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio a Venezia, la protagonista femminile,  <a href="http://www.imdb.com/name/nm0872910/" target="_blank">Jasmine Trinca,</a> ha vinto il Premio Mastroianni come miglior attrice emergente. Nel film, la Trinca interpreta Laura, il personaggio intorno al quale ruotano le vicende amorose e politiche dei due protagonisti maschili, Libero e Nicola, interpretati rispettivamente da Luca Argentero e Riccardo Scamarcio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il grande sogno</em> è un film sul 1968 – 1969, raccontato ripercorrendo la vera storia del regista Michele Placido, interpretato da Scamarcio che veste il ruolo del giovane Nicola Casella, giovane poliziotto pugliese che sogna di fare l’attore. Trasferitosi a  Roma per recitare, nel film “il mio alter ego realizza il suo sogno, diventa attore&#8221; &#8211; ha raccontato Placido &#8211; &#8220;ma so che le strade di molti miei amici di allora hanno preso una piega molto diversa, alcuni hanno partecipato alle attività violente degli anni successivi. Per quanto mi riguarda, io credo di stare ancora facendo il &#8217;68 attraverso il mio lavoro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sullo sfondo, ovviamente, la situazione economico-sociale di un’Italia travolta da ribellioni e contrapposizioni politiche feroci. Michele Placido racconta se stesso, la sua gioventù romana, attraverso Nicola, cui viene assegnato l’incarico di infiltrato nell’Università, proprio per le sue doti recitative. Qui conosce Laura e se ne innamora, trovandosi più volte diviso tra il dovere di contenere i manifestanti e la voglia di proteggere i  nuovi amici dall&#8217;aggressività dei colleghi poliziotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo, quindi, di fronte a due film in uno: il primo narra le vicende amorose di Nicola, Laura e Libero; il secondo è un ritratto storico di quegli anni, visto attraverso gli occhi del poliziotto che osserva i suoi coetanei mentre tentano di cambiare il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è anche un altro “pezzo” di Michele Placido nel film, il figlio Marco Brenno (lo abbiamo conosciuto nella fiction Rai <em>Tutti pazzi per amore</em>). che interpreta il ruolo del fratello minore di Laura. Anche lui e la sorella vengono pervasi dal fervore politico che li circonda in quegli anni e che gli entra in casa, gettando scompiglio. Ciò, insieme al carattere deciso ed all&#8217;attitudine “rivoluzionaria” di Laura, provocherà la ribellione contro i genitori e la società.</p>
<p style="text-align: justify;">Bravi Luca Argentero e Laura Morante che, ancora una volta, veste i panni della signora di mezza età. Nevrotica, gelosa e vendicativa.</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_trovacinema/2009/08/29/1251548920884_02.jpg" rel="lightbox[4967]"><img class="alignnone" src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_trovacinema/2009/08/29/1251548920884_02.jpg" alt="" width="148" height="98" /></a> <a href="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_trovacinema/2009/08/29/1251548921056_il_grande_sogno_1.jpg" rel="lightbox[4967]"><img class="alignnone" src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_trovacinema/2009/08/29/1251548921056_il_grande_sogno_1.jpg" alt="" width="142" height="98" /></a> <a href="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_trovacinema/2009/08/29/1251548921100_il_grande_sogno_2.jpg" rel="lightbox[4967]"><img class="alignnone" src="http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_trovacinema/2009/08/29/1251548921100_il_grande_sogno_2.jpg" alt="" width="149" height="98" /></a></p>
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		<title>Venezia a L&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[baaria]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe tornatore]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila]]></category>
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		<description><![CDATA[Ottima iniziativa, quella di portare &#8211; con proiezioni gratuite e per tre giorni, da oggi a sabato &#8211; cinque film italiani di Venezia 66 a L&#8217;Aquila. Il cinema cura le ferite e nutre l&#8217;anima. Ovviamente, non può risolvere il problema degli alloggi ma aiuta. Il programma dell&#8217;evento è il seguente: Giovedì 17 - Tris di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4909" title="La doppia ora" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/La-doppia-ora.jpg" alt="La doppia ora" width="432" height="288" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ottima iniziativa, quella di portare &#8211; con proiezioni gratuite e per tre giorni, da oggi a sabato &#8211; cinque film italiani di Venezia 66 a L&#8217;Aquila. Il cinema cura le ferite e nutre l&#8217;anima. Ovviamente, non può risolvere il problema degli alloggi ma aiuta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4908"></span></p>
<p>Il programma dell&#8217;evento è il seguente:</p>
<p><strong>Giovedì 17</strong></p>
<p>- <em>Tris di donne e abiti nuziali</em> (Movieplex, ore 17.00 &#8211; Auditorium, ore 17.20) alla presenza di Sergio Castellitto ed Elena Bouryka</p>
<p>- <em>Il grande sogno</em> (Movieplex, ore 20,15 &#8211; Auditorium, ore 20,45) con l&#8217;intervento di Michele Placido, Luca Argentero e Jasmine Trinca.</p>
<p><strong>Venerdi&#8217; 18</strong></p>
<p>- <em>Lo spazio bianco</em> (Movieplex, ore 17.00 &#8211; Auditorium, ore 17.20) alla presenza di Francesca Comencini e Margherita Buy</p>
<p>- <em>La doppia ora</em> (Movieplex, ore 19.30 &#8211; Auditorium, ore 20.00).</p>
<p><strong>Sabato 19</strong></p>
<p>- <em>Baaria</em> (Movieplex, ore 17.00 &#8211; Auditorium, ore 17.30), presenti Giuseppe Tornatore, Beppe Fiorello e Leo Gullotta.</p>
<p>Logout</p>
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		<title>Da Venezia a Roma 2009</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/09/14/da-venezia-a-roma-2009/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 16:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[francesca comencini]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>
		<category><![CDATA[Soul Kitchen]]></category>

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		<description><![CDATA[9 giorni, 12 cinema, 34 titoli. Venezia 66 giunge a Roma e lo fa in grande stile! Dal Leone d&#8217;Oro &#8211; stasera, al Greenwich. 20.30 e 22.30 &#8211; sino ad occupare Lo spazio bianco di Francesca Comencini, con una splendida Margherita Buy&#8230;per giungere all&#8217;attesissimo Soul Kitchen, tutti in versione originale (sottotitolata in italiano), in questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4894" title="Da Venezia a Roma" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Da-Venezia-a-Roma.jpg" alt="Da Venezia a Roma" width="432" height="254" /></p>
<p>9 giorni, 12 cinema, 34 titoli. <strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Venezia 66</strong> giunge a Roma e lo fa in grande stile!</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <a href="http://www.binarioloco.it/2009/09/12/venezia-66-il-leone-doro-e-lebanon/" target="_blank">Leone d&#8217;Oro</a> &#8211; stasera, al Greenwich. 20.30 e 22.30 &#8211; sino ad occupare <em>Lo spazio bianco</em> di Francesca Comencini, con una splendida Margherita Buy&#8230;per giungere all&#8217;attesissimo <a href="http://www.imdb.com/title/tt1244668/" target="_blank">Soul Kitchen</a>, tutti in versione originale (sottotitolata in italiano), in questa 15a edizione c&#8217;è, semplicemente, l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p>Per il programma, cliccate <a href="http://www.agisanec.lazio.it/sezioni.asp?modulo=subcategoria&amp;catID=217&amp;scatID=425" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Logout</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Venezia 66 &#8211; Il Leone d&#8217;Oro è LEBANON!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 18:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Lebanon]]></category>
		<category><![CDATA[Samuel Maoz]]></category>
		<category><![CDATA[Soul Kitchen]]></category>
		<category><![CDATA[tom ford]]></category>

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		<description><![CDATA[Come pronosticato, il Leone d&#8217;Oro per il Miglior Film di Venezia 66 è andato, pochi minuti fa, a Lebanon del regista israeliano Samuel Maoz! Leone d&#8217;Argento per la Miglior Regia alla talentosa Shirin Neshat. Il suo film, Women Without Men, è davvero splendido. Premio Speciale della Giuria a Soul Kitchen del grande Fatih Akin. Coppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4873" title="Lebanon" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Lebanon2.jpg" alt="Lebanon" width="468" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come pronosticato, il <strong>Leone d&#8217;Oro per il Miglior Film</strong> di Venezia 66 è andato, pochi minuti fa, a <a href="http://www.imdb.com/title/tt1483831/" target="_blank">Lebanon</a> del regista israeliano Samuel Maoz!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leone d&#8217;Argento per la Miglior Regia</strong> alla talentosa Shirin Neshat. Il suo film, <a href="http://www.imdb.com/title/tt1498887/" target="_blank">Women Without Men</a>, è davvero splendido.</p>
<p style="text-align: justify;">Premio Speciale della Giuria a <a href="http://www.imdb.com/title/tt1244668/" target="_blank">Soul Kitchen</a> del grande Fatih Akin.</p>
<p><span id="more-4870"></span></p>
<p><strong>Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile</strong> a Colin Firth, insospettabilmente bravo in <a href="http://www.imdb.com/title/tt1315981/" target="_blank">A Single Man</a>, acclamata opera prima dello stilista Tom Ford.</p>
<p><strong>Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Femminile</strong> alla talentosa Kseniya Rappoport (<em>La sconosciuta</em>, <em>L&#8217;uomo che ama</em>) per un&#8217;altra opera prima, questa volta italiana:  <em>La doppia ora </em>di Giuseppe Capotondi.</p>
<p>Per i premi minori, cliccate <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/premi/" target="_blank">qui</a>.  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Logout</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venezia 66 &#8211; Attendendo &#8220;Poeti&#8221; di Toni D&#8217;Angelo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 19:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Gregory Corso]]></category>
		<category><![CDATA[toni d'angelo]]></category>

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		<description><![CDATA[Attendendo la proiezione di domani, nella sezione Controcampo Italiano, interessante spazio dedicato da Venezia 66 a &#8220;Le nuove linee di tendenza del cinema italiano&#8221;, per ora mi limito a segnalarvi Poeti, il documentario di Toni D&#8217;Angelo sulla poesia contemporanea, attraverso gli occhi della camera che segue due poeti (appunto) &#8220;tra autobus e metropolitane&#8221;. Il tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="float:left" title="Poeti Toni D'Angelo" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Poeti-Toni-DAngelo1.jpg" alt="Poeti Toni D'Angelo" width="224" height="320" />Attendendo la proiezione di domani, nella sezione <strong><a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/film/selezione_ufficiale/controcampo_italiano/" target="_blank">Controcampo Italiano</a></strong>, interessante spazio dedicato da <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/" target="_blank">Venezia 66</a> a &#8220;Le nuove linee di tendenza del cinema italiano&#8221;, per ora mi limito a segnalarvi <em>Poeti</em>, il documentario di Toni D&#8217;Angelo sulla poesia contemporanea, attraverso gli occhi della camera che segue due poeti (appunto) &#8220;tra autobus e metropolitane&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4858"></span>Il tutto ha inizio al cimitero acattolico di Roma, di fronte alla tomba di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gregory_Corso" target="_blank">Gregory Corso</a>. Il punto di arrivo sarà, invece, la tomba di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Bellezza" target="_blank">Dario Bellezza</a>. Tra questi due sepolcri, il dialogo sul senso e sul futuro della poesia ai giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori dettagli, vi rimando alla recensione, prossimamente su queste pagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Saluti da Venezia a tutti i lettori di <a href="http://www.binarioloco.it/" target="_blank">Binario Loco</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Logout</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venezia 66 &#8211; Premio Kitsch 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 13:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Accident]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Ye]]></category>

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		<description><![CDATA[Mai titolo fu più profetico! Michelle Ye, infatti, è a Venezia 66 come protagonista di Accident. Nulla da dire su di lei, è davvero bella ma, ragazzi, il tacco con la donnina nuda&#8230;è da arresto!  Trovate l&#8217;intera sequenza fotografica qui. Logout]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4853" title="Tacco Donna Nuda Venezia 66" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Tacco-Donna-Nuda-Venezia-66.jpg" alt="Tacco Donna Nuda Venezia 66" width="414" height="515" /></p>
<p>Mai titolo fu più profetico! <a href="http://www.michelle-ye.com/" target="_blank">Michelle Ye</a>, infatti, è a Venezia 66 come protagonista di <a href="http://www.imdb.com/title/tt1202514/" target="_blank">Accident</a>. Nulla da dire su di lei, è davvero bella ma, ragazzi, il tacco con la donnina nuda&#8230;è da arresto!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Trovate l&#8217;intera sequenza fotografica <a href="http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/venezia/ye-bellezza-ai-piedi-il-tacco-donna-nuda/7834290/1/1?speciale=venezia2009#fotogallery" target="_blank">qui</a>.</p>
<p>Logout</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Venezia 66 &#8211; Francesca</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 09:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Fandango]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Concordo con Fandango. Francesca va distribuito e in versione integrale. Logout]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Fandango.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/film-romeno-stop/film-romeno-stop/film-romeno-stop.html" target="_blank">Francesca</a> va distribuito e in versione integrale.</p>
<p>Logout</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il compleanno</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/09/06/il-compleanno/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 11:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eva Barros Campelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro gassman]]></category>
		<category><![CDATA[Controcampo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[il compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[marco filiberti]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato alla 66° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, nella sezione Controcampo Italiano, Il compleanno (accreditato anche come David’s Birthday) è la seconda opera registica di Marco Filiberti, del quale il precedente lungometraggio, Poco più di un anno fa, era forse stata solo una premessa, un piccolo assaggio delle capacità narrative di un artista dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-4839" style="float:left" title="Compleanno" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Compleanno1.jpg" alt="Compleanno" width="360" height="360" />Presentato alla <a href="http://www.labiennale.org/en/cinema/festival/">66° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia</a>, nella sezione <em>Controcampo Italiano</em>, <a href="http://www.imdb.com/title/tt1273204/">Il compleanno</a> (accreditato anche come <em>David’s Birthday</em>) è la seconda opera registica di <a href="http://www.imdb.com/name/nm1332411/">Marco Filiberti</a>, del quale il precedente lungometraggio, Poco più di un anno fa, era forse stata solo una premessa, un piccolo assaggio delle capacità narrative di un artista dalle mille sfaccettature, dai mille impegni come quello d’esser altresì un attore e, cosa più importante, un cantante lirico.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4833"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso, le prime immagini del suo nuovo film si aprono sul primo atto del <em>Tristano e Isotta </em>di Wagner, ispirate alla scuola teatrale del maestro Ezio Frigerio ed appositamente riportate in chiave impercettibilmente moderna al Teatro Pergolesi di Jesi, cosicché, i due giovani che prestano il volto al dramma musicale, riescono a garantire una maggiore opportunità di immedesimazione (e dunque catarsi) al resto del cast, in questo caso ugualmente spettatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio in tal contesto andrebbe specificato, difatti, come la pellicola sia un vero e proprio portabandiera del melodramma contemporaneo, svincolata da qualsivoglia retroterra nazionale e, pertanto, pur sempre estensibile ad un genere cinematografico universale e a se stante, sicuramente idealista e sperimentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessa quanto le sensazioni che vuol trasmettere è la trama, lineare e crescente ma al contempo straziante nella sua voluta incapacità di sorprendere, nel suo drastico desiderio di rispettare e riflettersi negli schemi prescelti, già concretizzati pur se soltanto nella mente e nei pensieri dei suoi protagonisti. Il compleanno racconta e definisce un intreccio di vite umane, di abitudini, segreti e consequenziali comportamenti cui andranno incontro due coppie di amici ritrovatesi a trascorrere un’estate assieme, sull’incantevole sfondo della spiaggia di Sabaudia. È la storia di Matteo (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0688228/">Massimo Poggio</a>), psicanalista dall’intelletto brillante e le notevoli conoscenze filosofiche, di sua moglie Francesca (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0210218/">Maria de Medeiros</a>) con la quale è felicemente sposato, e di Diego (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0309348/">Alessandro Gassman</a>) e Shary (<a href="http://www.imdb.com/name/nm1538552/">Michela Cescon</a>), dove il primo è un marito superficiale ed inetto, e la seconda è una moglie infelice e più volte tradita. A sconvolgere una situazione di svago e tranquillità è il figlio minorenne di questi ultimi, David (<a href="http://www.imdb.com/name/nm3129124/">Thyago Alves</a>), tornato dall’America per rivedere i suoi genitori: la sua travolgente bellezza riesce infatti a scatenare gli interessi omosessuali, ed evidentemente inesplorati e/o repressi di Matteo. Ma l’unico ad accorgersi di una situazione alquanto tesa e compromettente è il fratello di Shary, Leonard (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0998941/">Christo Jivkov</a>), che, preoccupato dal fatto che nessuno sembra prestar caso agl’inconfessati tormenti dell’uomo, tenta invano di affrontare, per lui e per gli altri, la realtà delle cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Sinonimo della fragilità degli odierni rapporti umani, come ha ammesso lo stesso regista, sono Diego e Francesca: alla scarsa profondità del personaggio di Gassman, porrebbe rimedio quello della de Medeiros, così puro ed angelico da non poter tollerare, ma ancor di meno comprendere, l’origine del male e delle sue colpe. A questo punto sorge spontanea, tuttavia, una domanda: è giusto considerare Francesca (che tanto richiama l’ingenuità della Francesca di Dante Alighieri) come l’emblema del bene più autentico ed effettivo? Non è forse una scelta consapevole, coscienziosa e morale sconfiggere la parte disonesta e corrotta che alberga in ognuno di noi, la vera essenza del bene? Perché forse è un po’ troppo facile non possedere in sé alcun lato ottenebrato dal male; ed almeno in questo, Filiberti rischia di cadere in un’accezione stereotipata (ed un tantino ipocrita) della purezza immateriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Piacevole ed alleviante, infine, la partecipazione di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0214766/">Piera Degli Esposti</a>, qui nel ruolo di una paziente di Matteo afflitta da una forma piuttosto inusuale del classico conflitto madre/figlia.</p>
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		<title>Venezia 66 &#8211; La madrina è Maria Grazia Cucinotta</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/09/03/venezia-66-la-madrina-e-maria-grazia-cucinotta/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 13:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[Chengdu I love you]]></category>
		<category><![CDATA[Il postino]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Cucinotta]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Troisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il lontano 1984 quando Maria Grazia Cucinotta giunse per la prima volta a Venezia con Il postino, la pellicola diretta da Michael Radford e mirabilmente interpretata dal grande Massimo Troisi. A distanza di 25 anni esatti, quindi, l&#8217;affascinante attrice e produttrice ritorna al Lido, nell&#8217;autorevole veste di madrina della Mostra. Dopo aver presenziato, quindi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-4810" style="float:left" title="Cucinotta Venezia 66" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/09/Cucinotta-Venezia-66.jpg" alt="Cucinotta Venezia 66" width="300" height="451" />Era il lontano 1984 quando Maria Grazia Cucinotta giunse per la prima volta a Venezia con <em>Il postino</em>, la pellicola diretta da Michael Radford e mirabilmente interpretata dal grande Massimo Troisi. A distanza di 25 anni esatti, quindi, l&#8217;affascinante attrice e produttrice ritorna al Lido, nell&#8217;autorevole veste di madrina della Mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver presenziato, quindi, alla cerimonia di apertura, condurrà la premiazione e la cerimonia di chiusura che avverrà dopo l&#8217;ultima proiezione di Venezia 66, <em>Chengdu, I love you</em>, il film girato &#8220;a  quattro mani&#8221; e diviso in due episodi, per la regia di Fruit Chan e Cui Jian, la cui storia ci riporta all&#8217;epoca del grande terremoto di Tangshan (luglio 1976).</p>
<p style="text-align: justify;">Logout</p>
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		<title>Baarìa apre Venezia 66</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/09/02/baaria-apre-venezia-66/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 13:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Venezia 66]]></category>
		<category><![CDATA[baaria]]></category>
		<category><![CDATA[Margareth Madè]]></category>
		<category><![CDATA[michael moore]]></category>
		<category><![CDATA[Tornatore]]></category>
		<category><![CDATA[werner herzog]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati ben vent&#8217;anni da quando un film italiano ha aperto la Mostra del Cinema di Venezia. C&#8217;è, quindi, enorme trepidazione per la proiezione di stasera alle 19.00 in Sala Grande, quando il pubblico potrà, finalmente ammirare il monumentale affresco di Tornatore, Baarìa, che uscirà in sala il prossimo 25 settembre. Baarìa è il nome [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4771" title="Baaria - 26 agosto 2009" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/08/Baaria-26-agosto-2009.jpg" alt="Baaria - 26 agosto 2009" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sono passati ben vent&#8217;anni da quando un film italiano ha aperto la <a href="http://www.labiennale.org/it/cinema/mostra/calend/2/2set.html" target="_blank">Mostra del Cinema di Venezia</a>. C&#8217;è, quindi, enorme trepidazione per la proiezione di stasera alle 19.00 in Sala Grande, quando il pubblico potrà, finalmente ammirare il monumentale affresco di Tornatore, <em>Baarìa</em>, che uscirà in sala il prossimo 25 settembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4346"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Baarìa è il nome originale (fenicio) di Bagheria, la città di origine del regista, il quale ci conduce in un sogno lungo un secolo, ripercorrendo la storia della sua città dal lontano 1910 ai giorni nostri. Girato in Tunisia, con un budget finale di ben 28 milioni di euro, il film si presenta come il &#8220;T-Rex&#8221; di Venezia 66. Non foss&#8217;altro per l&#8217;eccezionale cast che annovera tra le sue fila il meglio del cinema italiano, da Michele Placido a Luigi Lo Cascio, da Monica Bellucci  (protagonista di un cameo) a Laura Chiatti, da Raoul Bova ad Enrico Lo Verso, da Nicole Grimaudo a Lina Sastri oltre, naturalmente, ai protagonisti (future star di casa nostra) Francesco Scianna e la splendida Margareth Madè.</p>
<p style="text-align: justify;">Il red carpet del film non sarà da meno, con ospiti del calibro di Werner Herzog, Michael Moore, Giorgio Armani ed il mitico Mario Monicelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Non resta, quindi, che attendere la magia di stasera&#8230;godendosi il trailer.</p>
<p>Logout</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/2009/09/02/baaria-apre-venezia-66/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
]]></content:encoded>
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