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	<title>Binario Loco &#187; Musica</title>
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	<description>Sito di cinema e attualità. Recensioni, anteprime, notizie e conferenze stampa dal mondo del cinema.</description>
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		<title>Giovanni Allevi &#8211; Alien World Tour</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 00:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Alien]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere.it]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Allevi]]></category>
		<category><![CDATA[Inno alle Marche]]></category>

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		<description><![CDATA[L’artista marchigiano Giovanni Allevi, torna con un nuovo, emozionante tour estivo che coinvolgerà le maggiori località turistiche italiane. Il tour, iniziato il 6 luglio, toccherà le seguenti città: Siracusa, Palermo, Fiesole (FI), Ostuni (BR), Piazzola sul Brenta (PD), Brescia, Mantova, Ascoli Piceno, Trieste, Merano (BZ), Porto Rotondo, Riola Sardo (OR), Roma, Sanremo, Tarviso, Sabaudia (LT), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/07/Giovanni-Allevi_immagine-tratta-dal-sito-ufficiale.jpg" rel="lightbox[7360]"><img class="alignnone size-full wp-image-7361" style="float: left;" title="Giovanni Allevi_immagine tratta dal sito ufficiale" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/07/Giovanni-Allevi_immagine-tratta-dal-sito-ufficiale.jpg" alt="" width="300" height="290" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’artista marchigiano <a title="Giovanni Allevi - Sito ufficiale" href="http://www.giovanniallevi.com/" target="_blank">Giovanni Allevi</a>, torna con un nuovo,  emozionante tour estivo che coinvolgerà le maggiori località turistiche italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tour, iniziato il 6 luglio, toccherà le seguenti città: Siracusa, Palermo, Fiesole (FI), Ostuni (BR), Piazzola sul Brenta (PD), Brescia, Mantova, Ascoli Piceno, Trieste, Merano (BZ), Porto Rotondo, Riola Sardo (OR), Roma, Sanremo, Tarviso, Sabaudia (LT), Pescara,  Lamezia Terme, Altomonte (CS), Taormina (ME), Segesta (TP), Spoleto, Barletta, Lucera.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno due mesi ricchi di spettacoli  per Allevi, che presenterà il suo nuovo album, <em>Alien</em>, e riprenderà i suoi maggiori successi del passato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7360"></span>Tra le varie tappe, non può mancare quella ad Ascoli Piceno, sua città natale, per la quale nutrre grande affetto e lo ha dimostrato dedicando un inno alla sua regione: “Inno alle Marche”.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Ascoli Piceno e tutta la regione sono molto orgogliosi di avere un cittadino di fama mondiale ma che, nonostante i suoi tour all’estero, si ricorda sempre della sua terra. Per dimostrare l’ammirazione che la regione prova per questo artista, è stato nominato Testimonial della regione Marche.</p>
<p style="text-align: justify;">La città di Ascoli Piceno, per il concerto di Allevi, si è premunita, acquistando in anticipo i biglietti, per non correre il rischio di non partecipare al grande evento.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2011/07/22/giovanni-allevi-alien-world-tour/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Data la bravura dell’artista, molte località, dove si terrà il concerto, hanno già registrato il tutto esaurito, lasciando molti fan senza la possibilità di partecipare al grande evento. Per tutti gli amanti dell’artista, sul <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/index.shtml?refresh_ce" target="_blank">Corriere.it</a> un’opportunità unica: la possibilità di seguire le sue interviste in anteprima e vedere pezzi del concerto inediti, così anche coloro che non potranno partecipare in prima persona, potranno vedere il concerto!</p>
<p style="text-align: justify;">In esclusiva <a href="http://lamusicaelitalia.corriere.it/" target="_blank">il blog scritto da Giovanni Allevi</a> che racconterà gioie e dolori del suo imminente tour, aggiornato direttamente dall’artista che condivierà con i lettori  riflessioni e pensieri, giorno dopo giorno per tutta la durata del suo Alien World Tour.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/07/Alieno-in-tour-La-musica-e-Italia.jpg" rel="lightbox[7360]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7364" title="Alieno in tour - La musica e Italia" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/07/Alieno-in-tour-La-musica-e-Italia.jpg" alt="" width="450" height="91" /></a></p>
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		<title>Janis Joplin &#8211; Ricordando un mito</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 23:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Ansa]]></category>
		<category><![CDATA[Gospel According to Janis]]></category>
		<category><![CDATA[Janis Joplin]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Biamonte]]></category>
		<category><![CDATA[Zooey Deschane]]></category>

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		<description><![CDATA[Janis Joplin: un mito senza tempo. Impossibile ricordarla meglio, nel quarantesimo anniversario della sua morte, di come ha fatto Paolo Biamonte, nel suo splendido articolo apparso sull&#8217;Ansa. In attesa, quindi, di riviverla (ne ricordate il ritratto, felino e dalla voce immensa, in Across the Universe?) &#8211; sperando che facciano un buon lavoro &#8211; attraverso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.janisjoplin.com/" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-6399" style="float: left;" title="Janis_Joplin_mentre canta_15_10_2010_small" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/10/Janis_Joplin_mentre-canta_15_10_2010_small.jpg" alt="" width="300" height="418" />Janis Joplin</a>: un mito senza tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile ricordarla meglio, nel quarantesimo anniversario della sua morte, di come ha fatto Paolo Biamonte, nel suo splendido articolo<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2010/10/02/visualizza_new.html_1756695918.html" target="_blank"> apparso sull&#8217;Ansa</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa, quindi, di riviverla (ne ricordate il ritratto, felino e dalla voce immensa, in <a href="http://www.sonypictures.com/homevideo/acrosstheuniverse/" target="_blank">Across the Universe</a>?) &#8211; sperando che facciano un buon lavoro &#8211; attraverso la bellissima <a href="http://zooey-deschanel.us/" target="_blank">Zooey Deschanel</a> che la interpreterà nell&#8217;ambiziosa (a partire dal titolo) produzione <a href="http://www.imdb.com/title/tt0384141/" target="_blank">Gospel According to Janis</a>, la cui uscita sembra essere prevista per il 2012&#8230;sognamo ancora una volta con l&#8217;originale.</p>
<p style="text-align: justify;">Logout</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/2010/10/15/janis-joplin-ricordando-un-mito/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Festa della Musica di Chianciano 2010 &#8211; Il gran finale</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 03:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiude oggi, tra musica, natura e lavoro, l’edizione 2010 della Festa della Musica di Chianciano, presso i giardini pubblici di Chianciano Terme. Un oceano di concerti ad ingresso gratuito nato da un’idea dell’Istituto Musicale Bonaventura Somma di Chianciano Terme e dell’associazione del Centro Storico “La Campana”. Portata avanti per alcuni anni dall’associazione “SiFaLaMusica”, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Festa-della-Musica-di-Chianciano-2010_Locandina_small1.jpg" rel="lightbox[6189]"><img class="alignnone size-full wp-image-6195" style="float:left" title="Festa della Musica di Chianciano 2010_Locandina_small" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Festa-della-Musica-di-Chianciano-2010_Locandina_small1.jpg" alt="" width="350" height="495" /></a>Si chiude oggi, tra musica, natura e lavoro, l’edizione 2010 della Festa della Musica di Chianciano, presso i giardini pubblici di Chianciano Terme. Un oceano di concerti ad ingresso gratuito nato da un’idea dell’Istituto Musicale Bonaventura Somma di Chianciano Terme e dell’associazione del Centro Storico “La Campana”. Portata avanti per alcuni anni dall’associazione “SiFaLaMusica”, dal 2007 la rassegna è organizzata dal <a href="http://http://www.collettivofabrica.org" target="_blank">Collettivo Fabrica</a> che, come per magia, in un triennio di assoluta recessione culturale, è riuscito ad ampliarne il bacino di utenza in modo esponenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pubblico di quest’anno, infatti, risulta addirittura raddoppiato rispetto soltanto a quello del 2009. Risultato davvero significativo, non c’è che dire. Riconosciuta, a buon merito, come uno dei migliori festival ad INGRESSO GRATUITO della Regione Toscana, la Festa della Musica di Chianciano riunisce ogni anno, nell’arco di  quattro intense giornate, 12 concerti e più di 100 artisti provenienti da ogni angolo del mondo. E poi ancora: conferenze, mostre fotografiche, laboratori multimediali e flea market.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6189"></span>Particolare attenzione viene data alla diffusione delle nuove tecnologie: la SILENT DISCO (dj set proposto in cuffie wireless) è un marchio di fabbrica del Festival. Immaginate l’impatto visivo/ecologico di una folla che danza&#8230;in silenzio e senza fili! Come se ciò non bastasse, l’attenzione all’ambiente è evidente anche nell’utilizzo di bicchieri e stoviglie in materiale biodegradabile (Mater-bi) e nella distribuzione gratuita di acqua a tutti i partecipanti (in questi giorni, mai notizia fu più gustosa). Gli organizzatori, infatti,la traggono dall’acquedotto pubblico e la “passano attraverso” un potabilizzatore, azzerando, in tal modo, la vendita di bottigliette di plastica. Zero inquinamento e zero spesa per il pubblico, quindi.  L’edizione 2010 si avvale anche di pannelli fotovoltaici che permettono di ridurre l’utilizzo di idrocarburi e, quindi, di emissioni nocive, fornendo energia per alcune strutture in maniera sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">La novità principale di questa edizione è legata a YOU MEDIA,  sviluppato nell’ambito del progetto regionale Filigrane e finalizzato ad avvicinare i giovani all’uso consapevole delle nuove tecnologie. L’iniziativa si è concretizzata in un evento legato al tema della disoccupazione giovanile: per tutta la durata della manifestazione, infatti, è stato  predisposto un videobox con cui registrare il proprio curriculum vitae che, grazie al  Centro per l’impiego di Montepulciano, sarà inviato alle aziende del territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FY3RCrCg3tA&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FY3RCrCg3tA&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Preziosa la collaborazione con APT Chianciano Terme Val di Chiana  per l’ideazione di pacchetti turistici ad hoc che hanno permesso ai giovani di ogni parte d’Italia di poter soggiornare nella cittadina termale e conoscerne luoghi e storia a prezzi molto convenienti, grazie a convenzioni con alberghi, Terme e Museo delle Acque. Si è, inoltre, maggiormente rafforzata la collaborazione tra il Collettivo Fabrica,  Legambiente  e l’Arci Caccia di Chianciano Terme. Per il programma completo, cliccate <a href="http://www.collettivofabrica.org" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Mika infiamma RockinRoma</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2010/07/13/rockinroma-mika-in-concerto/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Freddie Mercury]]></category>
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		<description><![CDATA[È atterrata a RockinRoma, all’Ippodromo delle Capannelle, la multiforme astronave di Mika, artista londinese originario del Libano, esploso tre anni fa con il singolo Grace Kelly – pezzo programmatico del suo stile e delle sue ambizioni. L’atteso concerto si apre con Relax Take It Easy, con Mika che sfoggia subito la sua perfetta forma fisica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Mika_luglio_2010_small.jpg" rel="lightbox[6178]"><img class="alignnone size-full wp-image-6179" style="float: left;" title="Mika_luglio_2010_small" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Mika_luglio_2010_small.jpg" alt="" width="320" height="396" /></a>È atterrata a <a href="http://www.rockinroma.com/" target="_blank">RockinRoma</a>, all’Ippodromo delle Capannelle, la multiforme astronave di Mika, artista londinese originario del Libano, esploso tre anni fa con il singolo Grace Kelly – pezzo programmatico del suo stile e delle sue ambizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L’atteso concerto si apre con <em>Relax Take It Easy</em>, con Mika che sfoggia subito la sua perfetta forma fisica, schizzando su e giù per il palco (anche se sul secondo brano scivola nel saltare sull’enorme pedana inclinata al centro della scena…). È uno show coloratissimo, che attinge a piene mani dall’immaginario pop – dai cartoons ad un’enorme gamba di gomma, preannuncio della bambola gonfiabile che sarà usata in seguito.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gruppo suona tra quinte floreali, con alberi e girasoli: la scenografia pervade tutto, perfino i membri del gruppo ne fanno parte: oltre al bassista con la faccia dipinta di bianco stile-clown, c’è la batterista – efficacissimo il suo drumming – che ostenta un enorme toupé nero, con rimando allo stile blackploitation (Mika la presenta come “la Favorita”).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6178"></span>Mika utilizza la voce con grande duttilità, anche simulando un assolo di tromba, suona il piano&#8230; insomma, ha molte frecce al suo arco, e si vede – anzi, si sente – anche sul piano dell’impianto sonoro: un pop-rock dove il pendolo oscilla a volte sul versante più duro, altre su quello più morbido, in cui trionfano i ritornelli più celebri del repertorio di Mika. Interessanti gli innesti disco, ma anche gli strumenti acustici (chitarra e pianoforte) che danno maggior risalto al ritmo complessivo, con brani come We are golden, Rain, Blame it on the girls che mandano in visibilio il pubblico. Curiosamente rappresentativo di età che vanno dai giovanissimi a ultraquarantenni, probabilmente qui con la scusa di accompagnare i primi…</p>
<p style="text-align: justify;">Verso la fine del concerto Mika resta a torso nudo, quasi a sottolineare il richiamo all’icona di Freddie Mercury, di cui il nostro condivide anche la notevolissima estensione vocale (<em>Over My Shoulder</em>) e il ricorso a registri malinconici, come in Happy ending. Poi una strana processione di ballerini in costume e maschere deposita un enorme pupazzo al centro del palco, che diviene oggetto di una simbolica fucilazione. Il tutto resta nei confini di uno show giocoso e gioioso, rafforzato da bis come <em>Grace Kelly</em> e <em>Lollipop</em> o dalla citazione degli <a href="http://stomp.co.uk/shows.php" target="_blank">Stomp</a>, innovativi performer di qualche anno fa, con le percussioni – guidate dallo stesso Mika – su bidoni di latta.</p>
<p style="text-align: justify;">L’entusiasmo tributato dai fan all’artista anglolibanese è ripagato con scherzi e battute in italiano, molto più generosamente di quanto accada con i grandi nomi della musica che sbarcano da queste parti. Ma questo rientra perfettamente nel profilo di Mika, showman davvero globale che incarna al meglio sogni e desideri di una nuova generazione di appassionati.</p>
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		<title>&#8220;Le strade del paesaggio&#8221; a Rossano &#8211; 20/21 luglio 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 02:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un workshop sulle nuove forme di produzione delle arti visuali A Rossano (Cs) dal 20 al 21 luglio 2010 anticipazione della quarta edizione de Le strade del paesaggio È dedicato alle nuove forme di produzione delle arti visuali il workshop organizzato dalla Provincia  di Cosenza come anticipazione della quarta edizione de “Le strade del paesaggio”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Le-strade-del-paesaggio-2010_logo_small.jpg" rel="lightbox[6141]"><img class="aligncenter size-full wp-image-6143" title="Le strade del paesaggio 2010_logo_small" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/07/Le-strade-del-paesaggio-2010_logo_small.jpg" alt="" width="460" height="325" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Un workshop sulle nuove forme di produzione delle arti visuali<br />
A Rossano (Cs) dal 20 al 21 luglio 2010<br />
anticipazione della quarta edizione<br />
de <a href="www.lestradedelpaesaggio.com" target="_blank">Le strade del paesaggio</a></p>
<p style="text-align: justify;">È dedicato alle nuove forme di produzione delle arti visuali il workshop organizzato dalla Provincia  di Cosenza come anticipazione della quarta edizione de “Le strade del paesaggio”, evento estivo dedicato a fumetto, musica e video.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il workshop appuntamento il 20 e 21 luglio (info e iscrizioni attraverso il sito dell&#8217;<a href="www.provincia.cs.it" target="_blank">Ente</a>). Il workshop sarà coordinato da tre esperti videomaker: Luigi Celebre, Ivo Miraglia e Rocco Calandriello. Lo scopo è realizzare uno o più prodotti, legati al contesto territoriale, che verranno presentati nella sessione video della quarta edizione del festival Le Strade del Paesaggio (il 6 agosto, nel centro storico di Rossano).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6141"></span>Il workshop anticipa, appunto, l&#8217;edizione 2010 de “Le strade del paesaggio” che per il 6 agosto ha in programma una serata dedicata ad Alessandro il Molosso, figura storica che ha segnato l’immaginario collettivo delle genti di Calabria. Il re dell&#8217;Epiro, zio di Alessandro Magno, segue idealmente le tracce di Alarico, il condottiero visigoto autore del celebre Sacco di Roma morto nei pressi di Cosenza al quale è stata dedicata la passata edizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro il Molosso si spense proprio in territorio cosentino (nel 330 a.C. circa) vedendo così tramontare il suo progetto di uno stato unitario nel Meridione. La serata a lui ispirata, nel centro storico di Rossano, prevede una performance del fumettista David Vecchiato insieme al gruppo musicale “Razzmatazz” e un incontro con la disegnatrice Marina Comandini. Inoltre, per la sezione video, proiezione dei lavori conclusivi del workshop dedicato agli operatori delle arti visive e una selezione di video dall’archivio del “Lucania Film Festival”.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla sinergia con l&#8217;importante evento della vicina Basilicata, “Le strade del Paesaggio”, all&#8217;insegna della partnership pubblico-privato, per questa quarta edizione ha il supporto della celebre fabbrica di liquirizia Amarelli che proprio a Rossano gestisce il “Museo della liquirizia Giorgio Amarelli”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le strade del paesaggio” è l&#8217;espressione del nuovo modo di intendere la cultura della Provincia di Cosenza. Un tessuto connettivo capace di legare sostegno alle produzioni, marketing territoriale, eventi, fruizione consapevole e sviluppo locale. “Le strade del paesaggio” è un&#8217;iniziativa finanziata dai fondi Fesr-Por 2007/13 per il triennio 2009/20011, in collaborazione con Regione Calabria e Provincia di Cosenza.</p>
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		<title>De André &#8211; La mostra</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2010/03/31/de-andre-la-mostra/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 14:06:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dori ghezzi]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andrè]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Mollica]]></category>

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		<description><![CDATA[È in corso a Roma la mostra dedicata ad uno dei maggiori esponenti della cultura italiana, Fabrizio De André, detto Faber, prematuramente scomparso l’11 gennaio 1999. Nella maestosa cornice dell’Ara Pacis è stato allestito un percorso multimediale molto ricco e articolato, promosso dalla Fondazione Fabrizio De André e realizzato da Studio Azzurro (gruppo di videoarte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/Fabrizio-De-Andre_31-3-2010.jpg" rel="lightbox[5813]"><img class="alignnone size-full wp-image-5820" style="float: left;" title="Fabrizio De Andre_31-3-2010" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/03/Fabrizio-De-Andre_31-3-2010.jpg" alt="" width="280" height="373" /></a>È in corso a Roma <a href="http://www.arapacis.it/mostre_ed_eventi/mostre/fabrizio_de_andre_la_mostra" target="_blank">la mostra</a> dedicata ad uno dei maggiori esponenti della cultura italiana, <a href="http://www.fondazionedeandre.it/index.html" target="_blank">Fabrizio De André</a>, detto Faber, prematuramente scomparso l’11 gennaio 1999. Nella maestosa cornice dell’Ara Pacis è stato allestito un percorso multimediale molto ricco e articolato, promosso dalla Fondazione Fabrizio De André e realizzato da Studio Azzurro (gruppo di videoarte attivo a livello internazionale), con la cura e la consulenza di esperti del calibro del giornalista Vincenzo Mollica, dello scenografo Pepi Morgia, del fotografo Guido Harari e dell’editore Vittorio Bo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5813"></span>Inoltre, da venerdì 23 a domenica 25 aprile sarà possibile visitare l’esposizione ed ammirare i colori forti e vivaci dei marmi antichi dell’Ara Pacis grazie ad un nuovo sistema di illuminazione che utilizza una sofisticata tecnologia virtuale.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, in realtà, è stata originariamente allestita nella prima metà del 2009, a Genova, città natale di Faber (un ruolo fondamentale lo ha infatti svolto la fondazione culturale genovese Palazzo Ducale) ed è stata presentata al pubblico romano nel corso di una affollata conferenza stampa condotta dal Sovrintendente ai beni culturali del Comune di Roma Umberto Broccoli, già giornalista radiofonico con la passione della buona musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ospite d’onore, ovviamente, Dori Ghezzi, musa ispiratrice di De André nella sua seconda vita umana e artistica, sua compagna dal 1974 fino alla fine e madre di Luvi, secondogenita dopo l’erede musicale di Fabrizio, Cristiano. La Ghezzi ha raccontato com’è nata questa mostra, scaturita dal desiderio del Comune di Genova di celebrare degnamente questo suo grandissimo cittadino, nonché dalla convinzione di lei che non dovesse trattarsi di una delle “solite mostre statiche, senza vita”, ma che al contrario fossero rispecchiate le molteplici dimensioni di Fabrizio, anche quella circense, cui uno come lui – che non si prendeva mai sul serio – era molto affezionato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quindi che la poetica e la musica di De André emergono con forza dal ricco materiale utilizzato nell’esposizione, da reperti autentici (spartiti, appunti, lettere) a filmati d’archivio, da interviste con critici, amici, testimoni alle registrazioni audio del suo ricchissimo canzoniere, fino ad installazioni originali che richiamano il pantheon dei personaggi cantati da Faber.</p>
<p style="text-align: justify;">È come se lui fosse ancora in tournèe, ha detto Vincenzo Mollica, però con la possibilità di conoscere tutto – o almeno gran parte – quello che normalmente resta fuori da un “semplice” concerto. Forse perché, come ci ha detto un decano del giornalismo italiano, Fabrizio Zampa, gran conoscitore dell’universo di De André, uno come lui non amava concedersi troppo allo sguardo curioso del mondo esterno (e questo spiega perché i video che girano su Faber sono più o meno sempre gli stessi da anni), preferendo affidare i segreti della propria arte agli amici più intimi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, per dirla con le parole di Broccoli,  De André se n’è andato come una di quelle nuvole di uno dei suoi dischi più belli, lasciando a tutti noi “soltanto una voglia di pioggia”.</p>
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		<title>Welcome to the Machine</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Donnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>
		<category><![CDATA[Queen]]></category>
		<category><![CDATA[Syd Barrett]]></category>
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		<description><![CDATA[WELCOME TO THE MACHINE a Bologna Liberare la mente attraverso l&#8217;arte o liberare l’arte attraverso il trip? Il viaggio visionario è ciò che spingeva la rockstar (Syd Barrett, tanto per fare un esempio) sul palco ma la condannava inesorabilmente ad essere schiava del sistema. Attraverso i più grandi successi dei Pink Floyd, eseguiti rigorosamente dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Welcome-to-the-machine.jpg" rel="lightbox[5766]"><img class="alignnone size-full wp-image-5767" style="float: left;" title="Welcome to the machine" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/Welcome-to-the-machine.jpg" alt="" width="300" height="382" /></a>WELCOME TO THE MACHINE<br />
a Bologna</p>
<p style="text-align: justify;">Liberare la mente attraverso l&#8217;arte o liberare l’arte attraverso il trip? Il viaggio visionario è ciò che spingeva la rockstar (Syd Barrett, tanto per fare un esempio) sul palco ma la condannava inesorabilmente ad essere schiava del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5766"></span>Attraverso i più grandi successi dei Pink Floyd, eseguiti rigorosamente dal vivo, <em>Welcome to the Machine</em>, con messa in scena originale, racconta l’ascesa e la decadenza di una giovane rockstar, la storia della vita di un artista nella Londra dei primi anni settanta, gli inizi in uno scantinato, gli abusi alcolici e di droghe, i rapporti con i produttori e la stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo <em>We Will Rock You</em>, il musical ispirato e ideato dai Queen, anche <a href="http://www.welcometothemachine.it/" target="_blank">Welcome to the Machine</a> si inserisce nel filone degli spettacoli rivolti a ricordare e omaggiare i grandi successi di band che hanno fatto la Storia della musica rock internazionale. Al Teatro EuropAuditorium di Bologna il 1° Aprile andrà in scena il tribute show dedicato ai Pink Floyd.</p>
<p style="text-align: justify;">Diretto da Emiliano Galigani, già regista di Circo Faber, <em>Welcome to the Machine</em> è liberamente ispirato alla vicenda di Syd Barrett,  leader del famoso gruppo inglese dal 1964 al 1968. E’ un concerto-spettacolo in cui ballo, musica, recitazione e grafica 3D si fondono. La musica live, eseguita dalla band di Massimiliano Salani, ripercorre i brani più celebri e significativi dei Pink Floyd. Il cast è costituito da 18 artisti professionisti tra cui Daniela Bulleri  (era Piccarda in <em>La Divina Commedia</em>), Beatrice Baldaccini  (<em>Il mondo di Patty</em>), Nicola Palladini  (<em>Il Miracolo di Marcellino</em> e <em>Lady Day</em>, il musical di Romeo Piparo e Amii Stewart). Lo spettacolo è interamente cantato e suonato dal vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La tournée 2010, partita dal Teatro Colosseo di Torino, si concluderà in aprile a Milano, facendo tappa a Piacenza, Bologna, Firenze, Mantova, Vicenza, Varese, Pordenone e Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Prevendite presso EuropAuditorium in Piazza Costituzione, 4 Bologna. Circuito prevendite biglietti anche presso teatro delle Celebrazioni, il Circuito VivaTicket-Charta, i punti d&#8217;ascolto delle IperCoop, e Ticketone. www.teatroeuropa.it &#8211; tel 051 37.25.40 –  051 63.75.199    <a href="&#105;&#110;&#102;o%40t%65%61t%72&#111;%65%75%72op&#97;&#46;it">info&#64;te&#97;tr&#111;&#101;&#117;&#114;&#111;&#112;a.&#105;&#116;</a></p>
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		<title>The Swell Season</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[The Swell Season]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono approdati a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Glen Hansard e Marketa Irglova, ovvero The Swell Season, il duo (chitarra acustica lui, pianoforte lei) protagonista del caso cinematografico-musicale di un paio d’anni fa: il film Once, che ha spopolato al botteghino dopo essersi affermato nel 2007 al Sundance Film Festival di Robert Redford. Questa produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/The-Swell-Season.jpg" rel="lightbox[5760]"><img class="aligncenter size-full wp-image-5763" title="The Swell Season" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2010/02/The-Swell-Season.jpg" alt="" width="450" height="272" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono approdati a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, Glen Hansard e Marketa Irglova, ovvero <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Swell_Season" target="_blank">The Swell Season</a>, il duo (chitarra acustica lui, pianoforte lei) protagonista del caso cinematografico-musicale di un paio d’anni fa: il film <a href="http://www.foxsearchlight.com/once/" target="_blank">Once</a>, che ha spopolato al botteghino dopo essersi affermato nel 2007 al Sundance Film Festival di Robert Redford.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5760"></span>Questa produzione indipendente a basso costo era diretta da John Carney, già bassista dei <a href="http://www.theframes.ie/" target="_blank">The Frames</a>, il gruppo fondato da Hansard a ridosso dell’uscita del celebre <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Commitments_%28film%29" target="_blank">The Commitments</a>, film del 1991 sulla vivace scena soul-rock di Dublino.</p>
<p style="text-align: justify;">È quindi evidente come gli intrecci amicali siano alla base del progetto portato sulle scene di mezzo mondo e, finalmente, anche da noi. Sul palcoscenico il duo è accompagnato da una robusta band che – forte di una consuetudine pluriennale – lo asseconda alla perfezione nel noto repertorio tratto dalla colonna sonora di <em>Once</em>, alternato a brani tratti dal nuovo lavoro, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Strict_Joy" target="_blank">The Strict Joy</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si conviene alla divisione dei ruoli tra loro, l’istrionico Hansard fa la parte del leone, mentre la minuta Irglova offre il suo equilibrato contrappunto pianistico alle esuberanze del compagno artistico. Il quale sfodera il meglio della sua personalità a metà concerto, quando si piazza sul proscenio, al di là del microfono (e meno male che l’acustica della Sala Sinopoli fa egregiamente il suo dovere), per cantare Say it to me now, forse il suo pezzo più significativo – si tratta della struggente canzone con cui inizia il film e in cui Hansard esprime tutto il suo pathos di amante deluso in un crescendo disperato.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante l’esecuzione del brano, il fulvo e corpulento irlandese arriva a strappare il cavo di amplificazione della chitarra, scatenando l’ovazione del pubblico che in questo gesto un po’ teatrale legge il rifiuto del Nostro a tradire le origini di busker ispirato e squattrinato, anche ora che ha finalmente raggiunto il successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di ciò Hansard fornisce la sua spiegazione, rivolgendosi ai fan in inglese: il successo è come un uccellino che si posa sulla tua spalla quando meno te l’aspetti. Ragion per cui il musicista ad un certo punto imbraccia una vecchia chitarra, con la cassa di legno tutta scrostata dai colpi di plettro inferti al culmine del coinvolgimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima e dopo, scorrono – condite da siparietti in cui l’innegabile simpatia del frontman irlandese la fa da padrone – Falling Slowly (premio Oscar 2008 come miglior canzone originale), <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bzlfXvF1ekc" target="_blank">If You Want Me</a> (qui i riflettori sono tutti per Marketa), alternati con brani da The strict joy come Low rising, Feeling the pull e In these arms, per tornare dalle parti di Once con Fallen From The Sky, Trying to Pull Myself Away e ovviamente la title-track.<br />
C’è spazio anche per il violinista Colm Mac Iomaire, che interpreta in modo molto personale un classico del folk irlandese, prima dei bis e del tripudio del pubblico che ha potuto godere di due ore piene di buona musica, interpretata con la giusta dose di onesta passione dall’insolita coppia boemo-irlandese.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bzlfXvF1ekc?fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bzlfXvF1ekc?fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>De André canta De André</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 07:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
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		<category><![CDATA[Auditorium Parco della Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano De André]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio de andrè]]></category>
		<category><![CDATA[Premiata Forneria Marconi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricky Portera]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è un tributo, dice un emozionato Cristiano De André: questo tour vuole essere la testimonianza di un figlio nei confronti dell’immenso lascito artistico del padre, vestendone le meravigliose canzoni con un vestito nuovo. In effetti, va dato atto al rampollo di Fabrizio De André di aver finalmente trovato il coraggio per affrontare l’opera paterna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5410" style="float:left" title="deandre canta deandre" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/12/deandre-canta-deandre1.jpg" alt="deandre canta deandre" width="300" height="321" />Non è un tributo, dice un emozionato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cristiano_De_Andr%C3%A9" target="_blank">Cristiano De André</a>: questo tour vuole essere la testimonianza di un figlio nei confronti dell’immenso lascito artistico del padre, vestendone le meravigliose canzoni con un vestito nuovo. In effetti, va dato atto al rampollo di <a href="http://www.fondazionedeandre.it/index.html" target="_blank">Fabrizio De André</a> di aver finalmente trovato il coraggio per affrontare l’opera paterna, con il tour (premio MEI al “Miglior tour 2009”) conclusosi domenica 13 dicembre nella imponente Sala Santa Cecilia dell’<a href="http://www.auditorium.com/" target="_blank">Auditorium Parco della Musica</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5405"></span>Tuttavia, il valore del concerto sta soprattutto nel riconoscimento del debito che tutti noi abbiamo verso un musicista di sconvolgente bravura e commovente intensità, sempre in direzione “ostinata e contraria”: Faber, scomparso troppo presto (11 gennaio 1999) per un maledetto tumore, ha scritto, musicato e cantato cose troppo belle, profonde, vere, emozionanti per poter essere totalmente reinterpretate, men che meno migliorate, da chiunque altro, fosse pure suo figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche brano è stato riletto con originalità da Cristiano, da «La Canzone di Marinella» a «Oceano» (restituita nella sua abbagliante nudità, con la sola chitarra acustica), da «Se ti tagliassero a pezzetti» a «Quello che non ho». Ma più spesso i brani di Fabrizio si sono imposti con la loro forza di sempre – squassante come un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ricky_Portera" target="_blank">Ricky Portera</a> d’antan l’assolo di chitarra elettrica su «Amico fragile», intatte le canzoni “etniche” («Creuza de mä», «Megu megùn», «Â çímma») e quelle anarco-gitane dell’ultimo album («Smisurata preghiera», «Ho visto Nina volare»).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco poi riaffiorare gli arrangiamenti della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premiata_Forneria_Marconi" target="_blank">Premiata Forneria Marconi</a>, ormai divenuti un classico dopo gli storici concerti congiunti del 1979-80: brani come «Un giudice» o «Il pescatore» sono scolpiti nella memoria nella versione prog-rock di Franz Di Cioccio e compagni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto condito da alcuni aneddoti raccontati da Cristiano con la sua voce calda e avvolgente, dello stesso timbro di quella del padre, la cui figura è resa più umana dall’episodio del peperone che non voleva crescere (sembra che Faber, con ligure testardaggine, ne abbia piantati 700 in un terreno assolutamente sfavorevole all’ortaggio) o dalla circostanza in cui è nata la canzone «<a href="http://www.viadelcampo.com/html/cristiano_de_andre.html" target="_blank">Cose che dimentico</a>», di cui Cristiano aveva scritto la musica e Fabrizio le parole, dedicandole ad un amico morto di AIDS: tanta era la passione che ci aveva messo da svegliare il figlio alle 5 di mattina per fargli ascoltare il risultato…</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2009/12/17/de-andre-canta-de-andre/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Alessio Lega, oggi a Roma, Casa  della memoria e della storia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 11:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Lega]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio S. Sacchi]]></category>
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		<category><![CDATA[Volodja Vyssotskij]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 3 dicembre, ovvero giovedì, alle ore 18.00 &#8211; Casa della memoria e della storia in via S.Francesco di Sales, Alessio Lega accompagnato dal fido Rocco Marchi cantaerà e racconterà di Volodja Vyssotskij, il grande poeta-musicante russo degli anni &#8217;70. Sarà  presente anche Sergio S. Sacchi, massimo esperto e grande divulgatore musicale, già  curatore, fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5320" style="float:left" title="Alessio Lega - 3 dicembre 2009" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/12/Alessio-Lega-3-dicembre-20091.jpg" alt="Alessio Lega - 3 dicembre 2009" width="280" height="420" />Il 3 dicembre, ovvero giovedì, alle ore 18.00 &#8211; Casa della memoria e della storia in via S.Francesco di Sales, <a href="http://www.alessiolega.it/index.php" target="_blank">Alessio Lega</a> accompagnato dal fido Rocco Marchi cantaerà e racconterà di <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=111310384980&amp;ref=mf" target="_blank">Volodja Vyssotskij</a>, il grande poeta-musicante russo degli anni &#8217;70.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà  presente anche Sergio S. Sacchi, massimo esperto e grande divulgatore musicale, già  curatore, fra l&#8217;altro, dello storico CD &#8220;<a href="http://www.riviera24.it/userdata/articoli/allegati/2008/11/collana-dischi-tencodf_37174.pdf" target="_blank">Il volo di Volodja</a>&#8221; e del recente libro &#8220;Volodja&#8221; (ed. Giunti).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spettacolo racconterà  Volodja attraverso le sue canzoni in versione italiana (negli adattamenti di Sacchi e di Alessio stesso).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5300"></span>Cantando, cantando il discorso si allargherà  a tutto il fenomeno dei cantautori dissidenti dell&#8217;Europa dell&#8217;est: Okudzava, Kryl, Kaczmarski, ecc. alla ricerca delle radici eternamente ribelli della poesia del popolo.</p>
<p>La serata è nell&#8217;ambito della rassegna</p>
<p><strong>DISSIDENZE PROFONDE</strong></p>
<p>Tarkovskij, Solzhenitsyn, Vysotskij, organizzata dall&#8217;Istituto Internazionale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andrej_Arsen%27evi%C4%8D_Tarkovskij" target="_blank">Andrej Tarkovskij</a>.</p>
<p>In allegato un ritratto di Volodja Vyssotskij apparso su A rivista anarchica e poi inserito nel volume &#8220;Canta che non ti passa&#8221; (ed. Stampa Alternativa).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Volodja esiste.</p>
<p style="text-align: justify;">È un reticolato di storie d’amore quello che vi voglio raccontare per avvicinare l’aura di leggenda che circonda vita e memori del principe dei bardi russi Vladimir Vysotskij.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore scontò sulla sua pelle un’ostilità cupa, uno strato di silenzio terribile quanto quello che subì il suo maestro Bulat Okudzava. Rispetto a Bulat però, Vladimir era molto meno caratterialmente corazzato per muoversi nel mare ghiacciato in cui la vita lo cacciò. Okudzava era ironico, sfuggente, la sua tensione lirica volava spanne sopra il fango. L’amarezza era parte della sua filosofia di vita e paradossalmente gli fu più facile conviverci.<br />
Vysotskij era un lottatore, un disperato, un attore che si appassionava a ogni personaggio che si immedesimava in ogni dramma della vita per sfuggire a sé stesso, al proprio uomo nero, che della vita trangugiava i calici più amari, che voleva restare in piedi a tutti i costi sulle macerie, in mezzo al disastro, affrontando la tempesta a capo scoperto. Era un piccolo principe, un bambino, un soldato della poesia. Una sporca guerra mai dichiarata &#8211; ma che in Russia fra suicidati, fucilati, morti in campo di concentramento, internati nelle cliniche psichiatriche ha molte vittime illustri e no &#8211; il potere combatte sempre contro la poesia, contro la follia creativa.<br />
Volodja per temperamento più che per ideologia fu sempre in prima linea. Era un uomo affamato di vita e votato alla sventura. Visse poco e male, fu alcolista e morfinomane, morì a quarantadue anni.<br />
“Canta ancora”, disse Okudzava scatenando quell’onda d’amore che l’ha reso conosciuto, se non noto, anche in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sergio S. Sacchi, una delle anime più colte del club Tenco di Sanremo, cui Okudzava aveva partecipato nel 1985, tornò a salutarlo in una successiva apparizione di Bulat a Torino. In quell’occasione si fece autografare un libro uscito nel nostro paese nel ’72: Canzoni russe di protesta, una fondamentale antologia coi testi tradotti dei 3 bardi Okudzava, Galic e Vysotskij.<br />
Okudzava molto sorpreso che un libro del genere esistesse &#8211; in Unione Sovietica sarebbe stato impensabile &#8211; mise da parte la sua proverbiale discrezione – “Si diventa molto discreti quando si hanno tutti i fucilati e deportati che ha avuto Bulat in famiglia” ci siamo detti con Sergio! &#8211; e vi scrisse sopra una commovente dedica, anche a nome dei due poeti morti, ma ancora vivi su quel libro insieme a lui. Mi racconta Sergio “Lui era l’unico rimasto vivo e parlava anche a nome degli altri due. La cosa mi ha violentemente toccato. Nascono sempre da momenti d’amore le cose. Quella sera sono partito e ho detto: cazzo, devo far conoscere Vysotskij”.<br />
Partì dunque all’approfondimento di questo personaggio impossibile. Vero figlio della Russia: il folle che scompigliava l’idea di rigore immutabile e impenetrabile che questo immenso paese voleva dare di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Volodja era figlio di un militare e di un’interprete di tedesco, era nato in uno dei periodi più tremendi della storia sovietica, quel 1936 che inaugura le grandi purghe e l’epoca delle più feroci epurazioni, le stesse fucilazioni e internamenti che distruggeranno per sempre la famiglia e la felicità di Okudzava.<br />
Fu bambino durante la guerra e adolescente nel clima falso e miserabilmente trionfalistico dell’immediato dopoguerra in cui era portato a passeggio dal padre coperto di medaglie. La Russia si promuoveva a superpotenza al prezzo della fame e dello sfruttamento del suo popolo. Volodja era già un alcolizzato di tredici anni. A venti conosceva il gergo della malavita e i codici dei bassifondi moscoviti e cercava di dare un grande futuro alla sua vocazione teatrale.<br />
E teatrante fu, fra i più grandi della sua epoca, nel teatro Taganka di Jury Liubimov, un teatro paragonabile per importanza al Piccolo di Milano negli anni di Strehler. Di quel teatro Vysotskij fu il primo attore fino alla morte interpretando i tanti ruoli fondamentali nel Pugaciov di Esenin, nel Galileo di Brecht, nel giardino dei ciliegi di Checov e infine nel celebratissimo Amleto, nei cui panni Volodja girò l’Europa intera.<br />
La sua faccia divenne popolare in Russia per una serie di mediocri film che lo confinavano nel solo ruolo del cattivo, ma la sua voce popolare lo era già da un pezzo. Dischi in patria gliene hanno fatti fare ben pochi, comunque in numero del tutto inadeguato alla sua fama, un buon numero delle sue migliori canzoni le ha incise per il mercato estero in Francia o in Canada.<br />
Ma sono state le cassette registrate in incontri privati o nei pubblici concerti, vendute sottobanco e riprodotte &#8211; di copia clandestina in copia clandestina &#8211; a raggiungere ogni sperduto angolo del suo immenso paese e ad essere portate persino dai cosmonauti in orbita.</p>
<p style="text-align: justify;">Le canzoni di Volodja, come quelle di Brel, si nutrono di interpretazione, ne sono agitate e rese incandescenti. Volodja è un autore che può risultare un po’ arcano e grezzo al gusto intellettualino occidentale, ma sconvolge per la plebea varietà del suo entusiasmo.<br />
I suoi eroi non sono solo i marginali generici, i bambini, i matti, i poeti e gli artisti trasformati dall’ennesima guerra in soldati che affollano le canzoni d’autore &#8211; anche quelle di Okudzava a lui tanto vicino. Oltre e più che da questi, la curiosità del popolano Vysotskij è attratta verso ogni modo estremo di vivere: numerosissime le sue canzoni sugli sportivi corridori, saltatori, lanciatori di pesi, pugili, alpinisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo tutte figure che abbondano nella storia della canzone, ma sempre come metafore consapevoli di uan riflessione, di un atteggiamento di una lotta. Volodja ha l’entusiasmo selvaggio dell’immedesimazione fino allo spasimo e se si trae una morale dai suoi racconti è sempre una morale a posteriori. Persino le celebratissime canzoni del ciclo della guerra non si possono in alcun modo definire canzoni antimilitaristi, ma son proprio canzoni sulla guerra, quando non addirittura canzoni della guerra. Persino il punto di vista dello stesso Bulat Okudzava appare più soffuso su questo tema, cosa che appare paradossale visto che Bulat in guerra c’è stato, mentre Volodja essendo nato nel ’38 no. Ma Bulat in effetti scrive della propria guerra, la vede attraverso i suoi occhi, la racconta con la sua voce che non è quella di nessun altro &#8211; e, a scanso di equivoci diciamo anche che attinge vette di poesia più alte – mentre Visotskji si mette nella pelle e nei panni di molti e diversi soldati e se alla fine è ben percepibile la tragedia nella sua immensità lo è attraverso l’insieme corale di questo catalogo di soldati che ci mette a disposizione.<br />
Anche in queste canzoni terribili l’ironia è presente, certo, ma anche l’esaltazione e l’eroismo. La sua poetica tutta è come dominata da uno strano esistenzialismo forsennato, da un presagio cupo e vitalissimo al contempo. Visotskji è un poeta dalle forme spesso curate, ma tutto il suo atteggiamento interpretativo è rock e forse è per questo che ha esercitato un vero richiamo delle folle, anche se i mezzi che gli sono stati concessi hanno reso impossibile la comunione.</p>
<p style="text-align: justify;">Visotyskji si brucia in pochi anni. Non è solo un alcolizzato che beve regolarmente, a intervalli brevi o larghi si getta come un bolide nell’autostrada dell’autodistruzione, quando lo assale una crisi comincia a bere, scompare alla vista del mondo, si perde in luoghi sordidi, e sono sei sette litri di vodka al giorno, per due o tre giorni di oblio, di vomito, di sangue, di morte.<br />
La moglie Marina Vlady – grande attrice francese di origine russa che lui ha prima sognato adgli schermi poi è riuscito a conquistare e sposare – tenta di tutto per strapparlo alla sua disperata furia autodistruttiva e forse riesce a guadagnargli qualche anno mettendo a repentaglio la propria stessa salute.<br />
Ma nulla si può fare contro una tale ansia divorante nutrita dalla condizione di poeta fantasma in cui il governo lo costringe, tutti i visti le suppliche i viaggi negati e qualche volta concessi, cento volte gli allungano la vita e mille gliela accorciano. La fine giunge il 25 agosto del 1980, durante le olimpiadi di Mosca. La notizia è occultata goffamente, ma il suo corteo funebre diventa la manifestazione spontanea più gigantesca di tutta la storia sovietica.
</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco cosa porta Sergio Sacchi quando una dozzina d’anni dopo riesce a convincere il Premio Tenco a dedicare l’intera manifestazione a Visotskji. L’amore ha un potere immenso, frenetico, quell’anno non si parlerà d’altro. Gli artisti italiani solitamente così individualisticamente poco inclini ai mischiamenti – Guccini, Flaco Biondini, Capossela, Branduardi, Vecchjoni, Finardi, Ligabue, Giorgio Conte, Paolo Rossi, Milva &#8211; incideranno un intero disco Il volo di Volodja che resta un’operazione esemplare e unica al mondo nel suo genere. Viene pubblicata con lo stesso titolo una biografia/antologia accompagnata da un CD che compila il meglio dalla voce stessa dell’autore. La serata della rassegna, quasi interamente all’insegna di Vladimir, viene trasmessa in prima serata. La presenza di Marina Vlady garantisce un marchio di commozione e onestà che tengono a bada l’incombere di quel brutto monumento che i genitori di Vladimir avevano voluto per il loro figlio trasformato – da morto – in un eroe del realismo socialista.</p>
<p style="text-align: justify;">Vent’anni prima un grande slavofilo, a suo rischio e pericolo esportava i nastrini segreti e diffusissimi delle canzoni di Okudzava, Visotskji, Galic. Si chiamava Pietro Zveteremich e non era nuovo a operazioni di questo genere: era stato lui che in accordo con Pasternak aveva prelevato e trafugato il suo capolavoro “il dottor Zivago”. “Arrivederci al giorno della mia fucilazione” lo aveva salutato il futuro premio Nobel.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coraggio, la foga di vivere sono passioni forti e generano amore e l’amore può tutto. Il libro di Zveteremich passò dalle mani di Sergio Sacchi a quelle di Bulat Okudzava. Il resto ve l’ho raccontato.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non mi lasciano esistere” aveva detto affarnto Volodja, riferendosi alla burocrazia che impediva i suoi recital ponendolo d’ufficio “in malattia”, che negava la pubblicazione al suo più insignificante verso, che dimenticava di stampare i suoi dischi per decenni interi.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi è che oggi non esiste?</p>
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		<title>The Orchestra of Colours al Brancaccio di Roma</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 20:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The Orchestra of Colours, in occasione del ventennale dalla sua fondazione e della Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione, approda a Roma con un concerto che miscela musica sinfonica e musica popolare. Un evento da non perdere, al Teatro Brancaccio di Roma. I dettagli, nel comunicato stampa qui sotto. Roma – L&#8217;Orchestra dei Colori, in occasione del ventennale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5077" title="manos1" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/10/manos1.jpg" alt="manos1" width="400" height="399" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.orchestraofcolours.gr/eng/orchestra/history.php" target="_blank">The Orchestra of Colours</a>, in occasione del ventennale dalla sua fondazione e della <a href="http://www.fao.org/getinvolved/worldfoodday/it/" target="_blank">Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione</a>, approda a Roma con un concerto che miscela musica sinfonica e musica popolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Un evento da non perdere, al <a href="http://www.teatrobrancaccio.it/" target="_blank">Teatro Brancaccio</a> di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">I dettagli, nel comunicato stampa qui sotto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5074"></span>Roma – L&#8217;Orchestra dei Colori, in occasione del ventennale dalla sua fondazione, approda a Roma con un concerto che miscela musica sinfonica e musica popolare. La prestigiosa ensemble, fondata nel 1989 dal compositore greco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manos_Hadjidakis" target="_blank">Manos Hadjidakis</a> &#8211; premio Oscar per il film di Jules Dassin <a href="http://www.imdb.com/title/tt0054198/" target="_blank">Mai di domenica</a> ed autore di molte colonne sonore sia per il cinema greco che per pellicole internazionali come <a href="http://www.imdb.com/title/tt0056825/" target="_blank">America, America</a> di Elia Kazan, <a href="http://www.imdb.com/title/tt0062742/" target="_blank">Blue</a> di Narizzano, e <a href="http://www.imdb.com/title/tt0072235/" target="_blank">Sweet Movie</a>, di Dusan Makavejev -  si esibirà insieme all’Orchestra dei Sassofoni della Prefettura del Pireo.</p>
<p style="text-align: justify;">“Manos Hadjidakis, mi ha aperto nuovi orizzonti – ha detto il compositore Nicola Piovani, allievo del grande compositore greco – Da lui ho ricevuto i primi insegnamenti di tecnica dell’orchestrazione che hanno allargato i miei interessi musicali al cinema”. Oltre a Piovani, tra gli altri ospiti della serata anche il musicista senegalese Youssou N’Dour, il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, e Gina Lollobrigida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concerto romano del 15 ottobre al Teatro Brancaccio si svolgerà sotto l’egida della Fao e organizzato dalla Onlus <a href="http://www.actionafrica.gr/" target="_blank">Greek Action in Africa</a>, organizzazione non governativa attiva sin dal 1980 nell’aiuto, non solo pratico ma anche culturale, ai paesi martoriati dell’Africa. Non a caso infatti, la data del concerto coincide con la vigilia del 16 ottobre, giorno in cui ogni anno si celebra in oltre 150 Paesi la Giornata mondiale dell’Alimentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Orchestra dei Colori, dopo vent’anni di attività, ha saputo imporsi tra le più prestigiose e quotate orchestre sinfoniche del mondo. La sua struttura al completo, composta da 85 musicisti professionisti, offre un risultato artistico eterogeneo, frutto di una magistrale miscela di elementi di musica classica e musica popolare ellenica. L’ensemble si esibisce stabilmente all’Auditorium di Atene, contemporaneamente piccoli gruppi dell’orchestra si esibiscono presso la Fondazione Melina Merkuri. Al suo attivo ha concerti a Londra, Francoforte, Madrid, Budapest. Il suo repertorio va dalla musica classica all’avant-garde, alla musica dei grandi compositori greci come Mikis Teodorakis e lo stesso Manos Hadjidakis fino a composizioni di Astor Piazzolla, Nino Rota e Kurt Weil.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel concerto romano si esibirà insieme all’Orchestra dei Sassofoni della Prefettura del Pireo, un’orchestra composta da 10 elementi, unica nel suo genere in Grecia. Tra le sue attività più recenti, l’Orchestra dei Sassofoni ha tenuto in Italia 12 concerti nello scorso luglio 2008, spaziando, come è anche caratteristica dell’Orchestra dei Colori, dalla musica classica al jazz, alle più famose colonne sonore del cinema e tutti i grandi compositori greci contemporanei.</p>
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		<title>JOHN ZORN &#8211; Filmworks XXI: Belle de Nature</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 17:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Mandolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[John Zorn]]></category>
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		<category><![CDATA[Uri Caine]]></category>

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		<description><![CDATA[JOHN ZORN Filmworks XXI: Belle de Nature / The New Rijksmuseum (Tzadik) Due nuove colonne sonore per John Zorn e la sua incredibile famiglia di musicisti (per l&#8217;occasione composta da Uri Caine, Cyro Baptista, Kenny Wollesen, Carol Emanuel, Marc Ribot e Shanir Blumenkranz). Le musiche per Belle De Nature &#8211; un film francese erotico sadomaso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5039" title="Belle De Nature" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/10/Belle-De-Nature.jpg" alt="Belle De Nature" width="460" height="459" /></p>
<p>JOHN ZORN<br />
Filmworks XXI: Belle de Nature / The New Rijksmuseum (Tzadik)</p>
<p>Due nuove colonne sonore per John Zorn e la sua incredibile famiglia  di musicisti (per l&#8217;occasione composta da Uri Caine, Cyro Baptista,  Kenny Wollesen, Carol Emanuel, Marc Ribot e Shanir Blumenkranz).</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-5036"></span>Le musiche per <a href="http://www.bleuproductions.com/press/BelledeNature.pdf" target="_blank">Belle De Nature</a> &#8211; un film francese erotico sadomaso &#8211;  sono state scritte per chitarra, arpa e basso. Sette meravigliosi bozzetti in cui il talento di Marc Ribot è in assoluta evidenza (il  solo su &#8220;Ortis Cuisantes&#8221; ne mostra l&#8217;anima blues/hendrixiana), e dove  al tono celestiale dell&#8217;arpa di Carol Emanuel fanno da controparte le  pulsioni roventi del basso di Shanir Blumenkranz creando un&#8217;atmosfera  non lontana da quella dei primi dischi di <a href="http://www.alicecoltrane.org/biography.html" target="_blank">Alice Coltrane</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">A dir poco strabiliante la seconda colonna sonora contenuta nel cd,  quella di un documentario girato per testimoniare il rinnovamento del  famoso <a href="http://www.rijksmuseum.nl/?lang=en" target="_blank">Rijksmuseum</a> di Amsterdam. Musica scritta per clavicembalo  (suonato da uno strepitoso Uri Caine ma anche sorprendentemente dallo  stesso Zorn), vibrafono (Kenny Wollesen), percussioni (uno  straordinario Cyro Baptista) e orchestra di bicchieri (sempre Zorn).  Dieci brani dal sapore rinascimentale che tradiscono spesso e  volentieri l&#8217;attitudine jazz/prog dei musicisti coinvolti  nell&#8217;operazione (&#8220;Conservation&#8221;, &#8220;Rendenring&#8221;) e dove Caine può  mostrare tutta la sua abilità, riuscendo a sorprendere ancora una  volta nella solitaria lettura barocca di &#8220;Metting&#8221;.</p>
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		<title>Il Tuscia Opera Festival celebra De Andrè</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 17:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[De André]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, alle 21.00, il Tuscia Opera Festival dedica la serata al grandissimo Fabrizio De Andrè. Se passate dalle parti di Viterbo, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di sognare con l&#8217;interessante trasposizione sinfonica delle sue indimenticabili melodie . Logout]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4602" title="de-andre_18-luglio-2009" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/07/de-andre_18-luglio-2009.jpg" alt="de-andre_18-luglio-2009" width="450" height="297" /></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, alle <strong>21.00</strong>, il <a href="http://www.tusciaoperafestival.com/eventi%202009/18LUGLIO.htm" target="_blank">Tuscia Opera Festival</a> dedica la serata al grandissimo <a href="http://www.fondazionedeandre.it/index.html" target="_blank">Fabrizio De Andrè</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se passate dalle parti di Viterbo, non lasciatevi scappare l&#8217;occasione di sognare con l&#8217;interessante trasposizione sinfonica delle sue indimenticabili melodie .</p>
<p>Logout</p>
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		<title>Bananaz: finalmente in uscita il dvd</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2009/05/27/bananaz-finalmente-in-uscita-il-dvd/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 20:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Mandolini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bananaz, il documentario sui Gorillaz, la band formata da Damon Albarn dopo la temporanea fine dell&#8217;avventura con i Blur, esce finalmente in dvd il 1° giugno. Il film, mai uscito nelle sale italiane, è apparso soltanto in rete lo scorso aprile. Presentato a Berlino 2008 il lungometraggio vede un cast misto di attori e musicisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-4266 aligncenter" title="bananaz-review-0122" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2009/05/bananaz-review-0122.jpg" alt="bananaz-review-0122" width="400" height="339" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bananazfilm.com/" target="_blank">Bananaz</a>, il documentario sui <a href="http://www.gorillaz.com/noflash.html" target="_blank">Gorillaz</a>, la band formata da Damon Albarn dopo la temporanea fine dell&#8217;avventura con i Blur, esce finalmente in dvd il 1° giugno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film, mai uscito nelle sale italiane, è apparso soltanto in rete lo scorso aprile. Presentato a Berlino 2008 il lungometraggio vede un cast misto di attori e musicisti tra i quali <a title="DH" href="http://www.imdb.com/title/tt0460084/" target="_blank">Dennis Hopper</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/De_la_Soul" target="_blank">De la Soul</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ibrahim_Ferrer" target="_blank">Ibrahim Ferrer</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Danger_Mouse" target="_blank">Dangermouse</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dan_the_Automator" target="_blank">Dan the Automator</a>, D12, Bootie Brown e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Neneh_Cherry" target="_blank">Neneh Cherry</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4227"></span>La notizia era trapelata al <a href="http://www.romafictionfest.it/" target="_blank">RomaFictionFest</a> del 2008 dove Mat Wakeham aveva presentato la serie tv <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Phoo_Action" target="_blank">Phoo Action</a> scritta proprio insieme a Jamie Hewlett, il famoso fumettista di <a title="TG" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tank_Girl" target="_blank">Tank Girl</a> che insieme a Damon Albarn ha dato vita ai Gorillaz dieci anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il regista del documentario è Ceri Levi, lo stesso che girò nel 1993 il primo dvd dei Blur. Il famoso gruppo inglese è in procinto di riformarsi per un concerto il prossimo <a href="http://emi.emreact.com/go.asp?/.parlophone.blur.forms/bEMU001" target="_blank">3 luglio a Londra</a>: dopo nove anni Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Dave Rowntree suoneranno di nuovo insieme su un palco.</p>
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