feb 09
Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato, ideato ed escogitato dalla mente di Martin Scorsese in oltre quarant’anni di attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta dietro l’angolo. Accantonati i toni cupi ed inquietanti di Shutter Island, il regista questa volta si cimenta con un’avventura fantastica (è il suo primo film con protagonista un bambino) tratta dal best seller The Invention of Hugo Cabret di Brian Selznick, pronipote di quel David O. Selznick storico produttore della Hollywood che fu.
Due piani sequenza ai limiti dell’immaginabile ci catapultano subito nel mondo di Hugo Cabret (Asa Butterfield, già visto ne Il bambino con il piagiama a righe), un ragazzino orfano che vive solo e in incognito in una gare parigina degli anni Trenta. Appassionato di ingranaggi (suo padre era un orologiaio) ha il compito di controllare che gli orologi della stazione funzionino al meglio, il tutto cercando di sfuggire agli occhi dell’ispettore ferroviario (Sacha Baron Cohen) che lo vuole portare in orfanotrofio.
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di Carolina Tocci
tag: Brian Selznick, Georges Méliès, johnny depp, martin scorsese
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feb 08

Dopo un’assenza di più di dieci anni, sono finalmente tornati I Muppet, scelta coraggiosa da parte della Walt Disney Pictures, e questo tema lo si avverte durante tutto il film.
Preceduto da un delizioso corto originale di Toy Story, perfetto nei suoi dettagli come sempre, il film dei Muppet susciterà reazioni diverse in base all’età dello spettatore; coloro, infatti, che ci sono cresciuti insieme, si troveranno a ripercorrere nuovamente la propria infanzia, attraverso una serie di spezzoni dei vari episodi trasmessi in tv, con i loro incredibili ospiti, facendo comprendere allo spettatore di oggi l’importanza che quella serie ha avuto nei cuori degli adulti di adesso.
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di Patricia Locche
tag: jack black, Kermit, Muppet, Piggy, Walt Disney Pictures, Whoopi Goldberg
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feb 07

Il tema dei bambini maltrattati, abusati o anche ‘semplicemente’ trascurati non è certo nuovo, eppure una scossa di adrenalina corre lungo le schiene degli spettatori mentre guardano, sentono e ascoltano Polisse, un’esperienza sensoriale oltre che un film, che impone una partecipazione dei cinque sensi sia per la velocità degli eventi narrati, sia per l’intensità dei personaggi.
Premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, il film della giovane ed attraente regista e attrice franco-algerina Maïwenn Le Besco, racconta, con ritmo concitato e in presa diretta, le vicende di un gruppo di agenti di Polizia della Sezione Protezione Minori: violenze, pedofilia, maltrattamenti, incesti, case-famiglia ed ospedali, ragazze-madri, rapimenti e adolescenti difficili. Tutto questo lascia tracce indelebili sulla psiche, sentimenti e vita privata degli stessi agenti e, per ogni bambino salvato, sembra dire il film, si paga un prezzo.
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di Roberto Dati
tag: Cannes, Maïwenn Le Besco
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feb 06
Sto sognando o piove davvero?
Forse tutt’e due
Oggi, il mio regista preferito in assoluto, il geniale François Truffaut, avrebbe compiuto 80 anni.
Voglio ricordarlo così.
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di Massimo Frezza
tag: François Truffaut
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feb 03

Il film “sportivo” con Brad Pitt che si è portato a casa sei nomination all’Oscar. Le virgolette sono d’obbligo, visto che L’arte di vincere usa il baseball come metafora della società, più precisamente dell’America, e partendo da qui ci regala una visione dello sport – pardon, della politica – basata su ideali etici e reale passione. Billy Bean (Pitt) è un uomo che ha ricevuto solamente delusioni come giocatore, e ora che è general manager di una squadra scalcinata ma che riesce comunque a cavarsela, gli Oakland Athletics, tutto quello che desidera è cambiare il sistema dall’interno.
L’occasione gli viene offerta dal provvidenziale incontro con Peter Brand (Jonah Hill), fresco di laurea in economia. Peter è convinto che una grande squadra di baseball si possa mettere su anche basandosi solamente sulle statistiche e sulle capacità dei singoli, senza ricorrere necessariamente alle leggi del mercato e a nomi costosissimi.
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di Francesco Bernacchio
tag: brad pitt, Jonah Hill
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feb 02
Tom Cruise torna a vestire i panni di Ethan Hunt per la quarta volta, totalmente e completamente. Nel senso che nonostante le numerose scene ad alto rischio contenute nel film, non ha voluto neanche sentir parlare di controfigura. Quando lo vedete in scena, quindi, in qualunque inquadratura o angolazione, state pur certi che si tratta di lui e di nessun altro. Il cinquantenne più in forma di Hollywood, palestratosi a dovere per entrare nelle tutine dell’agente Hunt, si è messo in gioco completamente, per tentare di rilanciare un’immagine ultimamente un pò offuscata da scelte non proprio azzeccate sia in ambito professionale che privato.
Così se il ruolo del Colonnello Von Stauffenberg in Operazione Valchiria, pellicola diretta da Bryan Singer su un complotto contro Hitler in cui era alle prese con un personaggio non facile (ricordate che aveva un occhio solo, oltre a un braccio ed una mano finti?), non è riuscito a guadagnarsi i favori del pubblico, non gli è andata meglio nemmeno con quello della spia Roy Miller nel più recente action a tinte rosa Innocenti bugie, accanto a Cameron Diaz.
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di Carolina Tocci
tag: Brad Bird, J.J. Abrams, Michael Nyqvist, Millennium, tom cruise
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gen 29

The Iron Lady, presentato agli inizi di gennaio in prima assoluta a Londra ed ora in Italia è già in lizza per le nomination ai prossimi Oscar, dimostrando ancora una volta la grandezza, l’eleganza e l’accuratezza dei film made in England.
Film controverso e non ben accettato sul suolo inglese nella sua totalità per la modalità con cui la regista, Philippa Lloyd ha deciso di trattare una delle tematiche più tabù in Inghilterra, quale la politica. La Lloyd ha deciso, in realtà di soffermarsi sull’evoluzione della figura umana all’interno di un contesto politico piuttosto che fare un’analisi sociopolitica. Richiami alla realtà storico politica sono presenti e si percepiscono soprattutto dalle scene di massa per strada in cui si ricreano i vari scioperi o attentati dell’epoca.
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di Anna Maria Pisanti
tag: Cole Porter, Margareth Tatcher, meryl streep, Philippa Lloyd
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gen 27
Lisbeth è rinata dalle sue ceneri di celluloide ed è pronta a ricondurci nelle tenebre dipinte dal talentoso Stieg Larsson, al grido di: “Combattere le ingiustizie. Sempre!”. La trasposizione americana del capolavoro scandinavo Uomini che odiano le donne uscirà nelle sale italiane il prossimo 3 febbraio e si preannuncia appassionante. D’altra parte, con un golden cast come questo, è pressocché impossibile non andare a segno!
Il ruolo del protagonista maschile, il giornalista investigatore Mikael Blomkvist, è stato, infatti, affidato a Daniel 007 Craig e la regia al venerato ed acclamato David Fincher (Seven, Fight Club, Zodiac). Il film è stato doverosamente girato in Svezia ed è piaciuto talmente all’Academy da attribuirgli ben cinque nomination, tra cui quella per Miglior Attrice a Rooney Mara (era Erica Albright in The Social Network) che ha indossato coraggiosamente le scomode vesti di Lisbeth Salander.
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di Massimo Frezza
tag: daniel craig, david fincher, Rooney Mara, sony pictures, Stieg Larsson
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gen 24

A.C.A.B., prodotto da Cattleya e Rai Cinema e in uscita nelle sale italiane venerdì 27 Gennaio, è il primo lungometraggio di Stefano Sollima, conosciuto a molti come regista delle due stagioni televisive di Romanzo criminale. La pellicola riprende il racconto tratto dal libro di Carlo Bonini, appunto A.C.A.B.(All Cops Are Bastards), grido sposato dagli hooligans ed attualmente utilizzato per rappresentare l’odio dei civili nei confronti dei poliziotti, in particolare dei celerini.
Una Roma attuale, cambiata nel corpo e nello spirito, dove piccoli criminali, usurpatori, exracomunitari e frange estreme regnano perenni, accompagna le giornate di tre poliziotti violenti, parte della squadra celere, interpretati da Pierfrancesco Favino (Cobra), Marco Giallini (Mazinga), Filippo Nigro (Negro).
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di Giorgiomaria Marcelli
tag: Filippo Nigro, Marco Giallini, pierfrancesco favino, Stefano Sollima
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gen 22

L’incredibile storia di Winter il delfino è un film emozionante sia per le scene che per i legami che si instaurano tra i delfini e le persone. Si tratta della trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto ed il susseguirsi delle immagini mostra il nascere ed il crescere di un profondo legame tra il delfino Winter ed il bambino Sawyer, portandoci a riflettere su come oggi si stia perdendo lo spirito d’iniziativa e la convinzione che tutti gli obiettivi possano essere raggiunti grazie alla fiducia in se stessi.
I delfini, poi, animali formidabili e intelligenti, si cimentano, in questo caso, in vere e proprie lezioni di vita, mettendo in evidenza la debolezza di un preconcetto tipicamente “umano”, quello secondo cui una menomazione fisica può mettere fine all’esistenza della persona ed alla sua vita sociale.
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di Michele Verrillo
tag: morgan freeman
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