<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Binario Loco &#187; I migliori</title>
	<atom:link href="http://www.binarioloco.it/category/recensioni/migliori/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.binarioloco.it</link>
	<description>Sito di cinema e attualità. Recensioni, anteprime, notizie e conferenze stampa dal mondo del cinema.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 02:52:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.3</generator>
		<item>
		<title>Hugo Cabret</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/02/09/hugo-cabret/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/09/hugo-cabret/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 02:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Selznick]]></category>
		<category><![CDATA[Georges Méliès]]></category>
		<category><![CDATA[johnny depp]]></category>
		<category><![CDATA[martin scorsese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8094</guid>
		<description><![CDATA[Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato, ideato ed escogitato dalla mente di Martin Scorsese in oltre quarant’anni di attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta dietro l’angolo. Accantonati i toni cupi ed inquietanti di Shutter Island, il regista questa volta si cimenta con un’avventura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret.jpg" rel="lightbox[8094]"><img class="alignnone size-full wp-image-8098" style="float: left; margin: 5px;" title="Hugo Cabret" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret.jpg" alt="" width="270" height="405" /></a>Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato,  ideato ed escogitato dalla mente di Martin Scorsese in oltre quarant’anni di  attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta  dietro l’angolo. Accantonati i toni cupi ed inquietanti di <a href="http://www.movielicious.it/2010/03/03/shutter-island/"><em>Shutter Island</em></a>,  il regista questa volta si cimenta con un’avventura fantastica (è il  suo primo film con protagonista un bambino) tratta dal best seller <em>The Invention of Hugo Cabret</em> di Brian Selznick, pronipote di quel David O. Selznick storico  produttore della Hollywood che fu.</p>
<p style="text-align: justify;">Due piani sequenza ai limiti  dell’immaginabile ci catapultano subito nel mondo di <a href="http://www.hugocabret.it/" target="_blank"><em>Hugo Cabret</em></a> (Asa Butterfield, già visto ne <em>Il bambino con il piagiama a righe</em>),  un ragazzino orfano che vive solo e in incognito in una gare parigina  degli anni Trenta. Appassionato di ingranaggi (suo padre era un  orologiaio) ha il compito di controllare che gli orologi della stazione  funzionino al meglio, il tutto cercando di sfuggire agli occhi  dell’ispettore ferroviario (Sacha Baron Cohen) che lo vuole portare in  orfanotrofio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8094"></span>La sorte del piccolo Hugo però cambia quando si imbatte in  uno strano macchinario da ricostruire, in una ragazza un po’  stravagante e nel padrino di lei, papà Georges, lo scontroso gestore di  un negozio di giocattoli con un passato misterioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente con Hugo Cabret ci troviamo davanti al film più personale  di Martin Scorsese, quello più magico e iperreale. Con centosettanta  milioni di dollari di budget, i suoi fidati collaboratori (da Dante  Ferretti per le sorprendenti scenografie a Francesca Lo Schiavo per i  costumi, fino alla sua storica montatrice Thelma Schoonmaker), e un  produttore d’eccezione (Johnny Depp, che appare anche in un cameo), il  regista newyorchese ci accompagna nei meandri più profondi dei propri  sogni più reconditi, nel meraviglioso mondo di uno dei pionieri del  cinema, il regista e illusionista francese Georges Méliès, il primo a  mostrare i mondi fantastici fino a quel momento descritti solo in  letteratura e nei teatri, attraverso la tecnica delle immagini in  movimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_middle.jpg" rel="lightbox[8094]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8100" title="Hugo Cabret_middle" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_middle.jpg" alt="" width="450" height="83" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il film di Scorsese diventa così un omaggio incondizionato al  cinema nella sua essenza più meravigliosa e trasgressiva, nel senso di  fuori dall’ordinario, e immaginifica. E riesce a stupire lo spettatore  smaliziato di oggi, proprio come il suo predecessore Méliès aveva fatto  con il suo pubblico, che si alzava in piedi impaurito alla visione del  treno che arriva nella stazione di La Ciotat. Lo fa con un 3D  strabiliante (ulteriore omaggio al padre degli effetti speciali),  funzionale alla narrazione e che diventa strumento evocativo nel finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Georges Méliès, proprio come Scorsese, aveva intuito il potenziale  immaginifico del cinema, e da artigiano sopraffino quale era, si era  messo a fabbricare i sogni, quelli che non esistevano e che, grazie alle  sue trovate, finalmente la gente poteva guardare in faccia mentre era  seduta in una sala buia. In questo <em>Hugo Cabret </em>è imbattibile,  nella potenza di sussurrare emozioni di celluloide, nel potere che nel  film viene dispensato alla settima arte di far dimenticare le brutture  della vita e di catturare i sogni, e nel citazionismo selvaggio di cui è  intriso che sfocia spesso in omaggi più o meno espliciti a cinema e  letteratura (si va da Harold Lloyd e Douglas Fairbanks a David  Copperfield e Jean Valjean).</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/09/hugo-cabret/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Hugo Cabret però, nonostante risulti  stilisticamente impeccabile, rimane un film imperfetto, narrativamente  meno forte rispetto ad altri lavori del regista americano, con una trama  che si gioca tutto nella seconda parte, lasciando al resto dei cambi di  ritmo eccessivi e ridondanti. Ma l’essenza del messaggio che Scorsese  ci lascia in quello che ha tutta l’aria di essere il suo testamento  cinematografico, arriva dritto al cuore. Il consiglio, anzi la  necessità, è quella di tornare a una visione innocente del cinema,  recuperandone il passato e la sua storia. Liberi dai pregiudizi e con  gli occhi innocenti di un bambino che scopre il mondo. E alla fine,  sembra quasi di vederlo, Martin Scorsese, con gli occhi lucidi e  consapevoli, che a settant’anni riesce a trovare ancora una storia in  grado di emozionarlo.</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_bottom.jpg" rel="lightbox[8094]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8101" title="Hugo Cabret_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Hugo-Cabret_bottom.jpg" alt="" width="448" height="298" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/02/09/hugo-cabret/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I Muppet</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/02/08/i-muppet/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/08/i-muppet/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 01:51:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patricia Locche</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[jack black]]></category>
		<category><![CDATA[Kermit]]></category>
		<category><![CDATA[Muppet]]></category>
		<category><![CDATA[Piggy]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney Pictures]]></category>
		<category><![CDATA[Whoopi Goldberg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8111</guid>
		<description><![CDATA[Dopo un’assenza di più di dieci anni, sono finalmente tornati I Muppet, scelta coraggiosa da parte della Walt Disney Pictures, e questo tema lo si avverte durante tutto il film. Preceduto da un delizioso corto originale di Toy Story, perfetto nei suoi dettagli come sempre, il film dei Muppet susciterà reazioni diverse in base all&#8217;età [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_Top.jpg" rel="lightbox[8111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8117" title="I Muppet_Top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_Top.jpg" alt="" width="450" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un’assenza di più di dieci anni, sono finalmente tornati <a href="http://www.disney.it/muppet/" target="_blank">I Muppet</a>, scelta coraggiosa da parte della Walt Disney Pictures, e questo tema lo si avverte durante tutto il film.</p>
<p style="text-align: justify;">Preceduto da un delizioso corto originale di Toy Story, perfetto nei suoi dettagli come sempre, il film dei Muppet susciterà reazioni diverse in base all&#8217;età dello spettatore; coloro, infatti, che ci sono cresciuti insieme, si troveranno a ripercorrere nuovamente la propria infanzia, attraverso una serie di spezzoni dei vari episodi trasmessi in tv, con i loro incredibili ospiti, facendo comprendere allo spettatore di oggi l’importanza che quella serie ha avuto nei cuori degli adulti di adesso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span id="more-8111"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo cresciuti con le storie di Kermit e Piggy, gli scherzi un po&#8217; farlocchi di Fozzie l’orso, Animal, Gonzo ed i due simpaticissimi Statler e Waldorf che hanno sempre contornato gli episodi con battute sarcastiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/08/i-muppet/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Il film, mantiene la sua tradizione musicale e di grandi ospiti, di cui, per rispetto alle richieste di Kermit, diamo solo un paio di nomi come Jack Black e Whoopi Goldberg. La storia parla di Walter, suo fratello Gary (Jason Segel) e la ragazza di Gary, Mary (Amy Adams) che lasciano il tranquillo paesino di Smalltown per andare a visitare Hollywood e i Muppets Studios, dove Walter scopre che il nuovo proprietario degli Studios Tex Richman (Chris Cooper) ha deciso di abbattere gli Studios ormai ridotti ad un cumulo di memorabilia abbandonate ed impolverate, per scavare il terreno ed estrarne il petrolio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà compito di Walter, Gary e Mary riuscire a riunire i Muppet di nuovo per salvare i ricordi d’infanzia di ognuno di noi ed i sogni di Walter; Mary sperava di riuscire a sposarsi con Gary durante le vacanze, ma mette da parte i suoi sogni per salvare gli Studios, Gary e Walter invece dovranno decidere chi o cosa sono, se uomini o Muppet.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo un’inizio un po&#8217; lento alla ricerca dei componenti dei Muppet, la storia prende velocità e si ritorna ai ritmi ed alle battute tipiche a cui ci hanno abituato Kermit, Peggy, Statler e Waldorf. La musica ha sempre un posto importante in tutte le storie dei Muppet e questa non fa eccezione tant’è che la personalissima “Uomo o Muppet” è candidata agli Oscar 2012.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_middle.jpg" rel="lightbox[8111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8118" title="I Muppet_middle" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_middle.jpg" alt="" width="450" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Kermit per tutta la durata del film ci arricchisce con le sue piccole perle di saggezza, facendoci arrivare attraverso musiche e sceneggiatura il valore profondo dell’amicizia, della famiglia e della forza dei sogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi sveliamo il finale perchè dovete andare a vedere questo meraviglioso film al cinema, vi farà sorridere facendovi tornare bambini, vi commuoverà, vi farà ridere ricordandovi le cose importanti della vita, perchè alla fine non si cresce mai veramente.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete visitare la pagina facebook ufficiale italiana dei Muppet <a href="https://www.facebook.com/IMuppetItalia" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_bottom.jpg" rel="lightbox[8111]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8119" title="I Muppet_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/I-Muppet_bottom.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/02/08/i-muppet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Polisse</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/02/07/polisse/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/07/polisse/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 01:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival di Cannes 2011]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Cannes]]></category>
		<category><![CDATA[Maïwenn Le Besco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8125</guid>
		<description><![CDATA[Il tema dei bambini maltrattati, abusati o anche ‘semplicemente’ trascurati non è certo nuovo, eppure una scossa di adrenalina corre lungo le schiene degli spettatori mentre guardano, sentono e ascoltano Polisse, un’esperienza sensoriale oltre che un film, che impone una partecipazione dei cinque sensi sia per la velocità degli eventi narrati, sia per l’intensità dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Polisse_Maiwenn.jpg" rel="lightbox[8125]"><img class="alignnone size-full wp-image-8137" style="float: left; margin: 5px;" title="Polisse_Maiwenn" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/Polisse_Maiwenn.jpg" alt="" width="300" height="154" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il tema dei bambini maltrattati, abusati o anche ‘semplicemente’ trascurati non è certo nuovo, eppure una scossa di adrenalina corre lungo le schiene degli spettatori mentre guardano, sentono e ascoltano <em>Polisse</em>, un’esperienza sensoriale oltre che un film, che impone una partecipazione dei cinque sensi sia per la velocità degli eventi narrati, sia per l’intensità dei personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Premio della Giuria al Festival di Cannes 2011, il film della giovane ed attraente regista e attrice franco-algerina <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ma%C3%AFwenn" target="_blank">Maïwenn Le Besco</a>, racconta, con ritmo concitato e in presa diretta, le vicende di un gruppo di agenti di Polizia della Sezione Protezione Minori: violenze, pedofilia, maltrattamenti, incesti, case-famiglia ed ospedali, ragazze-madri, rapimenti e adolescenti difficili. Tutto questo lascia tracce indelebili sulla psiche, sentimenti e vita privata degli stessi agenti e, per ogni bambino salvato, sembra dire il film, si paga un prezzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8125"></span>Il complesso lavoro di preparazione svolto da Maïwenn con i suoi attori, sottoposti ad un lungo training con un poliziotto della Sezione Minori ha prodotto ottimi frutti: il film è autentico, crudo, brillante, usa un gergo pesante ma assolutamente credibile: sembra di essere lì, anche noi con il fiato sospeso, a cercare di salvare l’ennesimo ragazzino in difficoltà, ad interrogare l’ennesimo padre sospettato di violenza. Contemporaneamente scorrono le vite dei poliziotti, fra nuovi amori, separazioni, depressioni, amicizie, litigi e momenti di allegria.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/07/polisse/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno ha bollato l’opera di propaganda; certamente il punto di vista scelto è quello dei tutori della legge, ma ciò passa in secondo piano nel forte e credibile affresco in movimento che Maïwenn fa di un aspetto inquietante della nostra società – il rapporto tra adulti e minori, tanto vezzeggiati a parole quanto bistrattati nei fatti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/festival-de-cannes-2011-maiwenn-le-besco.jpeg" rel="lightbox[8125]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8138" title="festival-de-cannes-2011-maiwenn-le-besco" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/02/festival-de-cannes-2011-maiwenn-le-besco.jpeg" alt="" width="370" height="370" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/02/07/polisse/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bon Anniversaire, Monsieur Truffaut!</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/02/06/bon-anniversaire-monsieur-truffaut/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/06/bon-anniversaire-monsieur-truffaut/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 01:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Frezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[François Truffaut]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8128</guid>
		<description><![CDATA[Sto sognando o piove davvero? Forse tutt&#8217;e due Oggi, il mio regista preferito in assoluto, il geniale François Truffaut, avrebbe compiuto 80 anni. Voglio ricordarlo così. Logout]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> Sto sognando o piove davvero?</em></p>
<p><em>Forse tutt&#8217;e due</em></p>
<p>Oggi, il mio regista preferito in assoluto, il geniale <a href="http://www.francoistruffaut.com/" target="_blank">François Truffaut</a>, avrebbe compiuto 80 anni.</p>
<p>Voglio ricordarlo così.</p>
<p>Logout</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/06/bon-anniversaire-monsieur-truffaut/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<h3><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fran%C3%A7ois_Truffaut"></a></h3>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/02/06/bon-anniversaire-monsieur-truffaut/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;arte di vincere</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/02/03/larte-di-vincere/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/02/03/larte-di-vincere/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 02:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Bernacchio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[brad pitt]]></category>
		<category><![CDATA[Jonah Hill]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8073</guid>
		<description><![CDATA[Il film “sportivo” con Brad Pitt che si è portato a casa sei nomination all’Oscar. Le virgolette sono d’obbligo, visto che L’arte di vincere usa il baseball come metafora della società, più precisamente dell’America, e partendo da qui ci regala una visione dello sport &#8211; pardon, della politica &#8211; basata su ideali etici e reale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/larte-di-vincere_locandina_ita.jpg" rel="lightbox[8073]"><img class="alignnone size-full wp-image-8090" style="margin: 5px; float: left;" title="larte-di-vincere_locandina_ita" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/larte-di-vincere_locandina_ita.jpg" alt="" width="300" height="429" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il film “sportivo” con Brad Pitt che si è portato a casa sei nomination all’Oscar. Le virgolette sono d’obbligo, visto che <a title="Moneyball - Official Website" href="http://www.moneyball-movie.net/" target="_blank">L’arte di vincere</a> usa il baseball come metafora della società, più precisamente dell’America, e partendo da qui ci regala una visione dello sport &#8211; pardon, della politica &#8211; basata su ideali etici e reale passione. Billy Bean (Pitt) è un uomo che ha ricevuto solamente delusioni come giocatore, e ora che è general manager di una squadra scalcinata ma che riesce comunque a cavarsela, gli Oakland Athletics, tutto quello che desidera è cambiare il sistema dall’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’occasione gli viene offerta dal provvidenziale incontro con Peter Brand (Jonah Hill), fresco di laurea in economia. Peter è convinto che una grande squadra di baseball si possa mettere su anche basandosi solamente sulle statistiche e sulle capacità dei singoli, senza ricorrere necessariamente alle leggi del mercato e a nomi costosissimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8073"></span>Fuori i tre giocatori più blasonati degli Oakland, Billy e Peter costruiscono una squadra fatta di scarti, che getta nel panico i dirigenti e l’allenatore Howe (Philip Seymour Hoffman), che però piano piano saranno costretti a dare ragione al folle piano dei due.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/02/03/larte-di-vincere/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Non serve essere appassionati di baseball per apprezzare la carica emotiva di un film ottimamente costruito, incentrato su una splendida figura di perdente (anche nella vittoria) magistralmente interpretata da Pitt. Un uomo che non ha minimamente fiducia nei propri mezzi, quasi sempre sorpreso piuttosto che compiaciuto dal successo, attanagliato da piccole nevrosi e grandi conflitti, che lentamente riesce a comprendere le dinamiche della vittoria e a capire che più ci si lavora, meno le si vive come se fossero soltanto colpi di fortuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro a <em>L’arte di vincere</em>, più semplicemente, c’è la realizzazione estrema del vecchio adagio “l’unione fa la forza”. E’ il fatto che riesca a convincerci che possa essere vero, in un’epoca in cui la disillusione è la regola, a renderlo un grande film.</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/02/03/larte-di-vincere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Iron Lady</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/29/the-iron-lady/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/29/the-iron-lady/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 01:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Maria Pisanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Cole Porter]]></category>
		<category><![CDATA[Margareth Tatcher]]></category>
		<category><![CDATA[meryl streep]]></category>
		<category><![CDATA[Philippa Lloyd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8071</guid>
		<description><![CDATA[The Iron Lady, presentato agli inizi di gennaio in prima assoluta a Londra ed ora in Italia è già in lizza per le nomination  ai prossimi Oscar, dimostrando ancora una volta la grandezza, l’eleganza e l’accuratezza dei film made in England. Film controverso e non ben accettato sul suolo inglese nella sua totalità per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_top.jpg" rel="lightbox[8071]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8077" title="The Iron Lady_top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_top.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="The Iron Lady - Sito Ufficiale Italiano" href="http://www.bimfilm.com/schede/ironlady/" target="_blank">The Iron Lady</a>, presentato agli inizi di gennaio in prima assoluta a Londra ed ora in Italia è già in lizza per le nomination  ai prossimi Oscar, dimostrando ancora una volta la grandezza, l’eleganza e l’accuratezza dei film made in England.</p>
<p style="text-align: justify;">Film controverso e non ben accettato sul suolo inglese nella sua totalità per la modalità con cui la regista, Philippa Lloyd ha deciso di trattare una delle tematiche più tabù in Inghilterra, quale la politica. La Lloyd ha deciso, in realtà di soffermarsi sull’evoluzione della figura umana all’interno di un contesto politico piuttosto che fare un’analisi sociopolitica. Richiami alla realtà storico politica sono presenti e si percepiscono soprattutto dalle scene di massa per strada in cui si ricreano i vari scioperi o attentati dell’epoca.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8071"></span>La pellicola mostra un cast degno della tradizione attoriale british con una guest star di primo ordine, Meryl Streep che ancora una volta mette in scena una signorilità, un’eleganza ed una precisione nella costruzione del suo personaggio non da poco.</p>
<p style="text-align: justify;">La regista, Philippa Lloyd ha  impostato questo biopic partendo da un flashback, ripercorrendo durante 3 giorni la vita della Tatcher attraverso ricordi ed allucinazioni. E’ molto ricorrente l’uso di filmini domestici o documentari televisivi come espediente per suggerire il ricordo o evocare rispettivamente avvenimenti privati o storici.</p>
<p style="text-align: justify;">Margareth Tatcher viene presentata in tre fasi della sua vita: si parte dal presente e sullo schermo compare una Meryl Streep invecchiata incarnare il Primo Ministro ormai affetto da una senilità galoppante in cui sono frequenti allucinazioni, insomma l’aspetto debole e fragile di quella che un giorno era la Iron Lady. Man mano che i ricordi affiorano alla mente, si alternano sullo schermo una giovanissima Tatcher (Alexandra Roach) ed ancora la Streep nel ruolo della Tatcher  in fase adulta all’apice della sua carriera Nell’interpretare due diverse fasi della Tatcher, l’attrice dimostra la sua versatilità all’ennesima potenza, da un lato la donna di ferro e battagliera, dall’altro la donna impaurita dalle sue visioni e dai vari sensi di colpa.</p>
<p style="text-align: justify;">Personaggio creato non solo grazie ad una rigorosità nel ridisegnare la Tatcher nei suoi piccoli atteggiamenti o nelle sue espressioni ma proprio nell’estetica.  La Streep sfoggia in effetti svariati tailleur colorati ma sobri  ed è evidente il divertimento della regia nell’arricchire la pellicola di svariate scene di massa in cui la fotografia mette astutamente in rilievo ciò che ad un primo sguardo fa la differenza in un contesto maschile; più volte di fatti la presenza del Primo Ministro durante le varie sedute politiche viene annunciata dai primissimi piani della macchina da presa a dettagli dell’abbigliamento della Tatcher: i tailleur, le scarpe, o i cappelli. Similmente la regia sceglie di introdurre lo stato d’animo o la situazione in cui si trova il personaggio partendo dall’‘inquadratura ad un dettaglio fisico: le mani tremanti, lo sguardo annebbiato o perso nel vuoto, o il passo deciso. Dettagli dell’abbigliamento ed elementi fisici che ricorrono all’interno della storia come parte narrante e non come elemento di secondo piano.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/29/the-iron-lady/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">La Streep fa un lavoro strepitoso sulla voce in quanto non solo riesce a riprodurre dei timbri vocali diversi, una voce più stridula  agli inizi della carriera ed un&#8217;altra più roca e affannata da anziana.produrre l’accento British per cercare di eliminare le sporcature dell’American English.La struttura filmica è organizzata su due livelli narrativi alternati: l’anziana Tatcher ripercorre con la mente le tappe più importanti della sua carriera politica ed è interessante notare come la regista sia riuscita a coordinare l’alternarsi dei ricordi di gloria con gli improvvisi ritorni al presente , in cui incombono le allucinazioni senza soluzione di continuità con immagini offuscate che riecheggiano la sua vita di madre e moglie.</p>
<p style="text-align: justify;">La regia ha scelto di alternare quindi scene di forza permeate dalla grintosa Tatcher dal passo sicuro con scene in cui compare tutta la fragilità dell’incertezza.Da un punto di vista tecnico questa dualità di sensazioni viene ugualmente percepita dall’alternarsi di immagini e  riprese caratterizzate da una luce ben chiara e da contorni nitidi , nel caso delle scene relative all’ascesa politica e da riprese spesso prive di messa a fuoco ed al buio mentre si racconta la fase senile della donna.</p>
<p style="text-align: justify;">Analogamente si può fare lo stesso discorso per quanto riguarda il commento musicale ricco e variegato: l’intera pellicola è di fatti pervasa da una colonna sonora che non ha solo funzione decorativa e di secondo piano al film ma contribuisce in maniera insistente ad accentuare le svariate sensazioni ed emozioni che pervadono l’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Da un lato atmosfere anni ’40 che riprendono lo stile di Cole Porter e dei suoi music hall (molto tenera la scena in cui la Tatcher ricorda i momenti di ballo col marito ), dall’altro stacchi musicali in cui implodono violini a sottolineare l’incalzare dei momenti di sfida e di lotta ed infine i ritmi lenti e pacati di una semplice sonata di piano o niente di meno che della Casta Diva. Sempre in riferimento al commento musicale, tuttavia  c’è da dire che la Lloyd ha scelto talvolta dei commenti musicali a volte eccessivamente trionfanti, battaglieri e frastornanti quasi a voler rimandare lo spettatore ai fasti e trionfi rinascimentali del film <em>Elisabeth</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla falsariga di <a href="http://www.movielicious.it/2011/01/28/il-discorso-del-re/" target="_blank">Il discorso del Re</a> anche qui vediamo l’eroina di turno sottoporsi ad allenamenti ed esercizi vocali per rieducare la voce mentre un’ altra scena cliché introdotta forse per allentare la tensione è la scena della trasformazione da brutto anatrocollo ad Iron lady. Divertenti ma un po’ troppo forzate, di fatto le immagini degli assistenti della Tatcher sotto i caschi da parrucchiera tremanti per il risultato finale della messimpiega del Primo Ministro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_bottom.jpg" rel="lightbox[8071]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8078" title="The Iron Lady_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/The-Iron-Lady_bottom.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/29/the-iron-lady/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 16:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Verrillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[morgan freeman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8031</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino è un film emozionante sia per le scene che per i legami che si instaurano tra i delfini e le persone. Si tratta della trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto ed il susseguirsi delle immagini mostra il nascere ed il crescere di un profondo legame tra il delfino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_top.jpg" rel="lightbox[8031]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8032" title="Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_top.jpg" alt="" width="450" height="317" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Winter il delfino - Sito ufficiale" href="http://wwws.warnerbros.it/dolphintale/index.html" target="_blank">L&#8217;incredibile storia di Winter il delfino</a> è un film emozionante sia per le scene che per i legami che si instaurano tra i delfini e le persone. Si tratta della trasposizione cinematografica di un evento realmente accaduto ed il susseguirsi delle immagini mostra il nascere ed il crescere di un profondo legame tra il delfino Winter ed il bambino Sawyer, portandoci a riflettere su come oggi si stia perdendo lo spirito d&#8217;iniziativa e la convinzione che tutti gli obiettivi possano essere raggiunti grazie alla fiducia in se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">I delfini, poi, animali formidabili e intelligenti, si cimentano, in questo caso, in vere e proprie lezioni di vita, mettendo in evidenza la debolezza di un preconcetto tipicamente &#8220;umano&#8221;, quello secondo cui una menomazione fisica può mettere fine all&#8217;esistenza della persona ed alla sua vita sociale.</p>
<p><span id="more-8031"></span>Niente di più falso perché la storia ci fa capire che i veri nemici, dopo un&#8217;eventuale simile tragedia, siamo noi stessi, il nostro orgoglio e non chi ci guarda. Poi ci sono altri eroi, bambini con una sensibilità spiccata, con tanta voglia di fare delle cose per questo delfino rimasto ferito, purtroppo, per opera dell&#8217;uomo. Riusciranno a smuovere quell&#8217;insana logica adulta, per far avverare un miracolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo che essere lieti di rivedere sul grande schermo il valente Morgan Freeman, ripresosi perfettamente dal <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_agosto_04/freeman_ferito_auto_94c9dfd0-6241-11dd-bd3f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">brutto incidente d&#8217;auto</a> che lo ha visto protagonista nel 2008. <strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Questo film ci insegna, attraverso l&#8217;appassionante, avvincente, entusiasmante e, soprattutto, vera storia di un delfino, che nulla è impossibile, basta volerlo. Detto questo, consiglio di vederlo perché è veramente bello.</p>
<p><strong>Andrea</strong></p>
<p>Mi è piaciuto tanto. La mia parte preferita è quando il bambino ha trovato Winter sulla spiaggia e lo ha liberato.<br />
Mi piacerebbe rivedere questo film perché è bellissimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dana</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il film e&#8217; stato bellissimo. Lo consiglio a bambini e adulti di tutte le età. La mia parte preferita è quando Hasel  e Sayer si incontrano. Il film narra di un delfino che resta impigliato in una trappola per granchi, rimane gravemente ferita alla coda. Sayer la salva. Winter è ricoverata presso l&#8217;ospedale per animali acquatici, subisce un intervento riuscirà a sopravvivere????</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_bottom.jpg" rel="lightbox[8031]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8033" title="L'incredibile storia di Winter il delfino_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Lincredibile-storia-di-Winter-il-delfino_bottom.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/22/lincredibile-storia-di-winter-il-delfino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E ora dove andiamo?</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/21/e-ora-dove-andiamo/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/21/e-ora-dove-andiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 16:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Dati</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[caramel]]></category>
		<category><![CDATA[libano]]></category>
		<category><![CDATA[nadine labaki]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8023</guid>
		<description><![CDATA[E ora dove andiamo? (Et maintenant, on va où?) Diciotto confessioni religiose in uno Stato grande come l’Abruzzo non sono poche. È dal multiforme contesto del Libano che trae forza e ispirazione il cinema di Nadine Labaki, cineasta e attrice di grande talento attesa alla sua seconda prova dopo l’incantevole Caramel. La storia ha luogo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/E-ora-dove-andiamo.jpg" rel="lightbox[8023]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8027" title="E ora dove andiamo" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/E-ora-dove-andiamo.jpg" alt="" width="450" height="297" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="E ora dove andiamo?" href="http://www.eaglepictures.com/in-sala-e-prossimamente/e-ora-dove-andiamo" target="_blank">E ora dove andiamo?</a> (Et maintenant, on va où?)</p>
<p style="text-align: justify;">Diciotto confessioni religiose in uno Stato grande come l’Abruzzo non sono poche. È dal multiforme contesto del Libano che trae forza e ispirazione il cinema di Nadine Labaki, cineasta e attrice di grande talento attesa alla sua seconda prova dopo l’incantevole <a title="Caramel" href="http://www.binarioloco.it/2007/12/28/caramel/" target="_blank">Caramel</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La storia ha luogo in un villaggio arabo, immerso nella calura e nella polvere di un paesaggio semidesertico. Qui, un gruppo di ragazzi lotta contro l’isolamento provocato da un conflitto strisciante – nello spostarsi, a piedi o su improbabili carrette, gli abitanti devono stare attenti a non finire nei campi minati – cercando il punto esatto dove collocare l’unico televisore del villaggio, in modo da captare il segnale che diffonde la trasmissione di capodanno: siamo infatti nel Duemila, anno in cui tutti auspicano che le magnifiche sorti e progressive della nuova era portino finalmente la pace in quella terra martoriata.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8023"></span><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_I.jpg" rel="lightbox[8023]"><img class="alignnone size-full wp-image-8025" style="float: left;" title="Labaki a Roma_2012_I" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_I.jpg" alt="" width="250" height="332" /></a>Gli auspici del sindaco sono condivisi dal parroco e dal mullah dell’unica chiesa e dell’unica moschea del villaggio, che sorgono l’una accanto all’altro. I due sacerdoti, entrambi pingui e indolenti, ma in fondo saggi, sanno che basterà poco alle teste calde delle rispettive fedi per dimenticare la comune condizione, l’amicizia, persino i legami di sangue, e combattersi ferocemente in nome di un dio sanguinario.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco infatti che, malgrado la lievità con cui vengono tratteggiati i rapporti umani all’interno della piccola comunità, emerge pian piano il demone mai sopito dell’odio e della vendetta. Dai piccoli sfregi si passa ad affronti intollerabili, fino a che l’irreparabile accade: come in una tragedia greca, la vittima sacrificale è un ragazzo il cui fratello è uno dei più accaniti avversari dell’opposta religione. Per evitare il bagno di sangue, nonché la distruzione della propria famiglia, la madre dei due giovani occulta il cadavere del figlio, fingendo che non sia morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo snodo del film, che del resto è punteggiato di trovate similmente brillanti, scaturisce in modo paradossale la soluzione – sia pure temporanea – del conflitto: la disperazione di Yvonne, la madre del morto, si converte in una pietas così veemente da indossare i panni del nemico. Ecco quindi che, sul suo esempio, anche le altre donne del villaggio si scambiano i ruoli, le cristiane indossando il velo nero e le musulmane impugnando il crocifisso, tutte insieme reclamando la pace in nome della comune umanità.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/21/e-ora-dove-andiamo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Così finalmente ricomposta l’unità degli abitanti, si può dar luogo alla sepoltura del giovane martire, ma anche questa si rivelerà impresa non facile: il finale aperto, espresso dallo stesso titolo dell’opera, è quasi un monito a non illudersi troppo sulla possibilità di superare la guerra una volta per tutte.</p>
<p style="text-align: justify;">Eccellente conferma del talento di Nadine Labaki, <em>E ora dove andiamo?</em> è impreziosito dalla luminosa bellezza della stessa regista, che – insieme alle sue compagne di lotta, giovani e anziane – apre il racconto con una soave danza funebre illuminata dalla luce obliqua di un sole mediorientale, malgrado tutto piena di vita e di speranza.</p>
<p style="text-align: justify;">[Le due splendide immagini della meravigliosa Nadine Labaki che trovate a  lato e qui sotto sono del nostro valente fotoredattore <a title="Eugenio Boiano - Sito Ufficiale" href="http://www.eugenioboiano.com/contact.html" target="_blank">Eugenio Boiano</a> <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ]</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_II.jpg" rel="lightbox[8023]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8024" title="Labaki a Roma_2012_II" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Labaki-a-Roma_2012_II.jpg" alt="" width="350" height="502" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/21/e-ora-dove-andiamo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Terraferma escluso dagli Oscar</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/20/terraferma-escluso-dagli-oscar/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/20/terraferma-escluso-dagli-oscar/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 13:24:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Asghar Farhadi]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Crialese]]></category>
		<category><![CDATA[Pina]]></category>
		<category><![CDATA[Una separazione]]></category>
		<category><![CDATA[wim wenders]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=8009</guid>
		<description><![CDATA[La notizia dell’esclusione di Terraferma di Emanuele Crialese rappresenta l’ennesima sconfitta del nostro cinema, che a forza di commedie e commediole, dimostra ancora una volta di essere poco esportabile su altri mercati. Basti pensare che l’ultima candidatura italiana risale al lontano 2006, quando La bestia nel cuore di Cristina Comencini riuscì ad essere nominato. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-separazione.jpg" rel="lightbox[8009]"><img class="alignnone size-full wp-image-8010" style="float: left;" title="Una separazione" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-separazione.jpg" alt="" width="380" height="247" /></a>La notizia dell’esclusione di <em>Terraferma</em> di Emanuele Crialese rappresenta l’ennesima sconfitta del nostro cinema, che a forza di commedie e commediole, dimostra ancora una volta di essere poco esportabile su altri mercati. Basti pensare che l’ultima candidatura italiana risale al lontano 2006, quando <em>La bestia nel cuore</em> di Cristina Comencini riuscì ad essere nominato. Per non parlare dell’ultimo film italiano che è riuscito ad aggiudicarsi l’ambita statuetta: qui dobbiamo tornare indietro di tredici anni, quando nel 1999 se la portò a casa Benigni per <em>La vita è bella</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8009"></span>Di queste nove pellicole, il prossimo 24 gennaio (giorno in cui verranno rese  note le nomination definitive in tutte le categorie), ne rimarranno  soltanto cinque.</p>
<p><em>A Separation</em>, Asghar Farhadi (Iran &#8211; Già vincitore come Miglior Film Straniero ai Golden Globe)</p>
<p><em>Bullhead</em>, Michael R. Roskam (Belgio)</p>
<p><em>Footnote</em>, Joseph Cedar (Israele)</p>
<p><em>In Darkness</em>, Agnieszka Holland (Polonia)</p>
<p><em>Monsieur Lazhar</em>, Philippe Falardeau (Canada)</p>
<p><em>Omar Killed Me</em>, Roschdy Zem (Marocco)</p>
<p><em>Pina</em>, Wim Wenders (Germania)</p>
<p><em>Superclásico, Ole</em> Christian Madsen (Danimarca)</p>
<p><em>Warriors of the Rainbow: Seediq Bale</em>, Wei Te-sheng (Taiwan)</p>
<p>[Nota del caporedattore: Grazie alla tipica miopia del sistema cinema italiano, soltanto due dei nove candidati (entrambi splendidi film) sono usciti nelle nostre sale: <em>Una separazione, </em>grazie a <em> </em><a href="http://www.sacherdistribuzione.it/una_separazione.html" target="_blank">Sacher Distribuzione</a> e <em>Pina</em>, grazie alla <a href="http://www.bimfilm.com/schede/pina3d/" target="_blank">Bim</a>]</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  <img src='http://www.binarioloco.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Pina-di-Wim-Wenders.jpg" rel="lightbox[8009]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8011" title="Pina di Wim Wenders" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Pina-di-Wim-Wenders.jpg" alt="" width="470" height="226" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/20/terraferma-escluso-dagli-oscar/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La talpa &#8211; I pregi</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/16/la-talpa-i-pregi/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/16/la-talpa-i-pregi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 11:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[John Le Carré]]></category>
		<category><![CDATA[lasciami entrare]]></category>
		<category><![CDATA[Soldier]]></category>
		<category><![CDATA[Spy]]></category>
		<category><![CDATA[Tailor]]></category>
		<category><![CDATA[Tinker]]></category>
		<category><![CDATA[tomas alfredson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=7965</guid>
		<description><![CDATA[“La prego, non realizzi il film del libro né un remake della miniserie TV. Esistono già”. Questa la richiesta fatta da John Le Carrè, autore del romanzo Tinker, Tailor, Soldier, Spy al regista Tomas Alfredson. L’ardua impresa (non è affare da poco ridurre per lo schermo un libro di quattrocento e più pagine, soprattutto se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/La-talpa_i-pregi.jpg" rel="lightbox[7965]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7977" title="La talpa_i pregi" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/La-talpa_i-pregi.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“La prego, non realizzi il film del libro né un remake della miniserie TV. Esistono già”.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa la richiesta fatta da John Le Carrè, autore del romanzo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tinker,_Tailor,_Soldier,_Spy" target="_blank">Tinker, Tailor, Soldier, Spy</a> al regista Tomas Alfredson. L’ardua impresa (non è affare da poco ridurre per lo schermo un libro di quattrocento e più pagine, soprattutto se intricato come quelli dello scrittore britannico) secondo noi è riuscita in pieno.</p>
<p style="text-align: justify;">Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per il successo riscosso nel 2008 con il delicato horror <a title="Lasciami entrare" href="http://www.binarioloco.it/2009/01/10/lasciami-entrare/" target="_blank">Lasciami entrare</a> (Låt den rätte komma in), lo svedese Alfredson è qui alle prese con il suo primo film in lingua inglese, interpretato da attori internazionali e realizzato con un budget consistente (circa trenta milioni di dollari). E vince.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7965"></span>Presentato In Concorso a Venezia, La talpa ci porta indietro al 1973, in piena Guerra Fredda, invitandoci a seguire da vicino l’agente in pensione George Smiley (Oldman), richiamato dall’Intelligence britannica per compiere quella che probabilmente sarà la sua ultima missione: scovare la talpa, un collega doppiogiochista al servizio dei sovietici che si nasconde tra i pezzi grossi del Secret Intelligence Service. Già il suo vecchio capo Controllo (John Hurt) aveva dei sospetti che ricavadevano sulla sua più stretta cerchia di collaboratori tra cui l’ambizioso Percy Alleline (Toby Jones), nome in codice Tinker (lo stagnaio); il raffinato Bill Haydon (Colin Firth), soprannominato Tailor (il sarto); l’energico Roy Bland (Ciarán Hinds), chiamato Soldier (il soldato); il solerte Toby Esterhase (David Dencik), detto Poor Man (il povero); oltre allo stesso Smiley.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/16/la-talpa-i-pregi/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">“Piccolo, rotondetto e, nel migliore dei casi, di mezz’età, era per aspetto uno degli umili di Londra, che non ereditano il regno dei cieli… Un tipo ritirato, eccentrico, di poche parole, ma con qualche simpatica abitudine: una per esempio, quella di parlare da solo mentre arranca per strada”. Così John le Carré descrive, nelle prime pagine del libro, il suo protagonista George Smiley. E Gary Oldman è perfetto nell’impersonare questo anti-Bond schivo e taciturno che “si dimentica immediatamente se lo si incontra per strada… e scompare nella tappezzeria della stanza”. Prima di lui ci aveva provato Sir Alec Guinness nei sette episodi della serie tv andata in onda sulla BBC nel 1979, ma Oldman riesce a conferire al suo suo personaggio un maggiore anonimato lavorando per sottrazione, attraverso una recitazione tanto silenziosa e minimale quanto efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">La talpa è una pellicola che richiede la piena attenzione da parte dello spettatore, altrimenti si corre il rischio di perdersi e di lasciarsi sfuggire i tasselli dell’intricato mosaico da comporre prima di lasciare la sala. Alfredson pretende che il suo pubblico sia vigile e concentrato, e lo ricambia offrendo sequenze memorabili di grande cinema, un cast di altissimo livello e un dettaglio nella ricostruzione degli ambienti e nella scelta dei costumi dei protagonisti che lascia senza fiato. Divertitevi, poi, a scovare un cameo di Le Carrè all’interno del film. Un aiutino: lo scrittore interpreta un poliziotto.</p>
<p>Voto: 8</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  ;-D</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/16/la-talpa-i-pregi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La talpa &#8211; I difetti</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/13/la-talpa/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/13/la-talpa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 20:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Donnini</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Alec Guinnes]]></category>
		<category><![CDATA[colin firth]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman]]></category>
		<category><![CDATA[john hurt]]></category>
		<category><![CDATA[John Le Carré]]></category>
		<category><![CDATA[tomas alfredson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=7947</guid>
		<description><![CDATA[Inizi anni’70, in piena guerra fredda. Per la sicurezza della Gran Bretagna e dell&#8217;intero Occidente è necessario smascherare la talpa. E’ più che un sospetto, una certezza: nei servizi segreti inglesi c&#8217;è un traditore filosovietico. Un finto agente/amico che fa il gioco del nemico. Ovviamente esiste solo un uomo capace di risolvere il caso e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/la-talpa_top.jpg" rel="lightbox[7947]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7949" title="la-talpa_top" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/la-talpa_top.jpg" alt="" width="450" height="303" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Inizi anni’70, in piena guerra fredda. Per la sicurezza della Gran Bretagna e dell&#8217;intero Occidente è necessario smascherare la talpa. E’ più che un sospetto,  una certezza: nei servizi segreti inglesi c&#8217;è un traditore filosovietico. Un finto agente/amico che fa il gioco del nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente esiste solo un uomo capace di risolvere  il caso e l’<em>Intelligence </em>inglese richiama in azione George Smiley (Gary Oldman in versione cupa e malinconica) che, dopo aver individuato quattro possibili sospetti, porterà a termine la missione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span id="more-7947"></span></p>
<p>Centoventisette minuti tra complicate vicende di rivalità e pseudo amicizie, splendide inquadrature e scenari di un’Europa tormentata, fredda, come la guerra in atto. Il film è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore britannico John Le Carré, primo capitolo di una trilogia e già adattato per l’ottima serie televisiva inglese del 1979 (interpretata da un magistrale Alec Guinnes, assai più convincente nelle sette puntate televisive dell’epoca rispetto l’interpretazione attuale di Oldman).</p>
<p><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/la-talpa_middle.jpg" rel="lightbox[7947]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7950" title="la-talpa_middle" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/la-talpa_middle.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In controtendenza con le ultime generazioni, Il re delle spy-story  dai ritmi lenti e quasi analitici ( fra i tanti <em>Chiamata per il morto, il sarto di panama, La casa Russia</em>) , viene fedelmente trasposto nel film diretto da Tomas  Alfredson, il regista svedese (quasi agli esordi ma apparentemente troppo sicuro di se tanto da  voler rappresentare i vari generi cinematografici come Kubrick: l’horror  Lasciami entrare<em> del 2009, </em>oggi spionaggio e di prossima uscita fantascienza).</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/13/la-talpa/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo la scia della lumaca, a passi lenti &#8211; molto lenti come gli svedesi sanno fare –  Alfredson riesce a ricreare perfettamente l’atmosfera dell’epoca. E’ un grande affresco degli anni della Guerra Fredda, con descrizione analitica e quasi morbosa delle complicate personalità. Oltre ad un ingobbito e incupito Gary Oldman sfilano a suo fianco nomi come Colin Firth, Tom Hardy, Mark Strong,  David Dencik  e John Hurt, nel film colleghi con cui ha condiviso la vita segreta e spericolata (se non fosse per il palese mestiere parrebbero più miti compagni di bocce in pensione, a parte il giovane e affascinante mercenario Tom Hardy).</p>
<p style="text-align: justify;">E forse il punto forte del film, allo stesso modo quello debole, è la troppa eleganza e delicatezza che da ai personaggi. Il cinema è l’unica arte globale che interagisce con delle peculiarità, se ne viene a mancare anche solo una si rischia l’imperfezione, la nota stonata. Da un cast così eccezionale, da un best seller di rinomato successo qualcosa spinge in direzione opposta però, quasi controvento: non si discute la qualità del film ma la qualità dei personaggi: poco incisivi e vivaci  ma addirittura troppo fragili e tormentati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente non ci si aspetta né da Le Carrè (seppur ne <em>la spia che venne dal freddo</em> e <em>il sarto di panama</em> ci fosse più frizzante interazione) né da uno svedese l’azione e i fracassoni inseguimenti da “mission impossible” ma qui i ritmi son fin troppo lenti,  le emblematiche figure vengono  sostituite da malinconiche creature solitarie, in penombra, quasi disperate, assente è la loro vita privata e il loro quotidiano, molte con tendenze omosessuali (forse una di troppo,  a sottolineare che negli anni’70 non si poteva esternare mentre oggi si, è superfluo questo). Anche la talpa è fin troppo talpa e Smiley troppo silenzioso nelle indagini e totalmente assorto nel suo dramma familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un film un pò troppo pretenzioso perché le aspettative sono alte, bisognerebbe attenersi al suggerimento degli psicoanalisti: non bisogna avere troppe aspettative nella vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Da vedere esclusivamente in una sala cinematografica rimanendo concentrati e non sul piccolo schermo. Una minima distrazione e ci si smarrisce, rischiando di cambiare canale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/la-talpa_bottom.jpg" rel="lightbox[7947]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7951" title="la-talpa_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/la-talpa_bottom.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/13/la-talpa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Shame</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/11/shame/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/11/shame/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 68]]></category>
		<category><![CDATA[Hunger]]></category>
		<category><![CDATA[IRA]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Fassbender]]></category>
		<category><![CDATA[Steve McQueen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=7931</guid>
		<description><![CDATA[Presentato in Concorso a Venezia 68, arriva nelle sale italiane il nuovo film di Steve McQueen, video artista inglese che si porta dietro una pesante omonimia. Dopo l’acclamato Hunger (2008), ambientato all’inizio degli anni Ottanta nel carcere nordirlandese di Maze, dove i detenuti dell’IRA attuarono una rivolta finalizzata a costringere il governo inglese a conferire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Shame1.jpg" rel="lightbox[7931]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7934" title="Shame" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Shame1.jpg" alt="" width="450" height="301" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Presentato in Concorso a Venezia 68, arriva nelle sale italiane il nuovo film di Steve McQueen, video artista inglese che si porta dietro una pesante omonimia. Dopo l’acclamato <a title="Hunger - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hunger_%28film_2008%29" target="_blank">Hunger</a> (2008), ambientato all’inizio degli anni Ottanta nel carcere nordirlandese di Maze, dove i detenuti dell’IRA attuarono una rivolta finalizzata a costringere il governo inglese a conferire loro lo status di prigionieri politici, McQueen rimette in gioco il suo protagonista Michael Fassbender e lo trasforma in Brandon. Un uomo sulla trentina affascinante e di successo che vive a New York e che all’apparenza ha una vita perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Dietro a questa pellicola di impeccabilità illusoria si nasconde il vero Brandon, quello ossessionato dal sesso, incapace di relazionarsi con qualcono se non attraverso incontri erotici mordi e fuggi consumati in ogni angolo di una New York che sembra fare il suo gioco. Un giorno, però, a sconvolgere l’insolita routine di Brandon, arriva la sorella minore Sissy (la sempre più brava Carey Mulligan), che invece è alla disperata ricerca di affetto e stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7931"></span>Da bastardo tarantiniano a sessuomane deviato, Michael Fassbender non sembra sbagliare un ruolo. Attore feticcio di McQueen (che ha dichiarato che non riuscirebbe a fare un film senza di lui), in <a title="Shame - Sito Italiano Ufficiale" href="http://www.bimfilm.com/schede/shame/" target="_blank">Shame</a> ci regala un’interpretazione intensa, reale e disperata. I lunghi piani sequenza del regista sembrano cercarlo continuamente e l’alternarsi di pezzi di musica elettronica e dei classici di Bach sottolinea perfettamente le contraddizioi che Brandon vive. Poi i primi piani che insistono sui volti dei due protagonisti braccandoli e costringendoli a mettersi a nudo, senza concedergli la possibilità di nascondersi o provare vergogna. E New York, la città perfetta in cui ambientare una storia di solitudine e di disagio, che offre mille possibilità e nessuna, che brilla e allo stesso tempo nasconde il marciume della società.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/11/shame/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Le scene di sesso sono tante ma mai gratuite ed il personaggio di Brandon, un antieroe per eccellenza, viene sottoposto a una brusca evoluzione attraverso varie fasi che lo portano, per la prima volta nella sua vita, ad avere una prospettiva, un orizzonte verso cui rivolgere lo sguardo. Fassbender a Venezia si è aggiudicato la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Maschile (ora è in nomination ai Golden Globes e potrebbe esserlo anche per l’Oscar), di sicuro quello che interpreta in questo film è uno dei personaggi più controversi ed estremi che si siano visti al cinema di recente. E Carey Mulligan al suo fianco, non è da meno.</p>
<p>Negli Stati Uniti Shame ha ottenuto il rating NC-17 (divieto ai minori di diciassette anni), mentre in Italia il divieto sarà soltanto per i minori di quattordici anni.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  ;-D</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/11/shame/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Blade Runner Sketchbook</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2012/01/02/il-blade-runner-sketchbook/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2012/01/02/il-blade-runner-sketchbook/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 13:57:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie dal mondo del cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Blade Runner]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Knode]]></category>
		<category><![CDATA[Mentor Huebner]]></category>
		<category><![CDATA[ridley scott]]></category>
		<category><![CDATA[Syd Mead]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=7904</guid>
		<description><![CDATA[E’ uno dei libri di cinema più conosciuti, soprattutto dagli appassionati di Science Fiction, anche se fuori stampa da anni. Si tratta del Blade Runner Sketchbook, ossia una raccolta di appunti e bozzetti dell’universo creato da Ridley Scott ormai trent’anni fa. Pubblicato nello stesso anno di uscita del film, il libro raccoglieva il materiale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Blade-Runner-Sketchbook_TOP.jpg" rel="lightbox[7904]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7905" title="Blade Runner Sketchbook_TOP" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Blade-Runner-Sketchbook_TOP.jpg" alt="" width="450" height="315" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">E’ uno dei libri di cinema più conosciuti, soprattutto dagli appassionati di Science Fiction, anche se fuori stampa da anni. Si tratta del <em>Blade Runner Sketchbook</em>, ossia una raccolta di appunti e bozzetti dell’universo creato da Ridley Scott ormai trent’anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato nello stesso anno di uscita del film, il libro raccoglieva il materiale di designer del calibro di Syd Mead, Mentor Huebner, Charles Knode e dello stesso Ridley Scott, notoriamente ispirati ai lavori di Moebius.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2012/01/02/il-blade-runner-sketchbook/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Se siete in possesso di una copia del libro, tenetevela stretta, dato che il suo valore comerciale ha raggiunto le centinaia di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma possiamo mostrarvi una versione online del Blade Runner Sketchbook cliccando <a title="The Blade Runner Sketchbook" href="http://issuu.com/futurenoir/docs/bladerunner_sketchbook" target="_blank">QUI</a>. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  ;-D</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Blade-Runner-Sketchbook_bottom.jpg" rel="lightbox[7904]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7906" title="Blade Runner Sketchbook_bottom" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2012/01/Blade-Runner-Sketchbook_bottom.jpg" alt="" width="450" height="172" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2012/01/02/il-blade-runner-sketchbook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Buone Feste con i cartoni animati!</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2011/12/29/buone-feste-con-i-cartoni-animati/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2011/12/29/buone-feste-con-i-cartoni-animati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 03:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Lugi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Babbo Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Dickens]]></category>
		<category><![CDATA[Muppet]]></category>
		<category><![CDATA[Nightmare before Christmas]]></category>
		<category><![CDATA[robert zemeckis]]></category>
		<category><![CDATA[tim burton]]></category>
		<category><![CDATA[Topolino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=7845</guid>
		<description><![CDATA[Se fossi un filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli, per dimostrare che nella vita non bisogna prendere nient&#8217;altro sul serio e che il giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime occasioni in cui gli uomini diventano completamente vivi. Robert Lynd Qualche decennio fa, dire &#8220;Natale&#8221; equivaleva dire focolare domestico, ricongiungimento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Il_canto_di_Natale_di_Topolino.jpg" rel="lightbox[7845]"><img class="alignnone size-full wp-image-7866" style="float: left;" title="Il_canto_di_Natale_di_Topolino" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Il_canto_di_Natale_di_Topolino.jpg" alt="" width="300" height="173" /></a><em>Se fossi un  filosofo, dovrei scrivere una filosofia dei giocattoli, per dimostrare  che nella vita non bisogna prendere nient&#8217;altro sul serio e che il  giorno di Natale in compagnia dei bambini è una delle pochissime  occasioni in cui gli uomini diventano completamente vivi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Robert Lynd</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Qualche  decennio fa, dire &#8220;Natale&#8221; equivaleva dire focolare domestico,  ricongiungimento, calore familiare. Oggi tale atmosfera non si esprime  più davanti a un caminetto, quanto piuttosto di fronte a uno schermo  televisivo, magari con le famiglie allargate riunite nella visione di un  cartone animato. Si potrà dissentire, però questo è già tradizione. Una  tradizione magari non antichissima, magari un tantino tecnologica, ma  pur sempre aggregante, unificante, sebbene il racconto dell’anziano  capofamiglia sia stato sostituito da una colorata e ammaliante  narrazione per immagini.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Da qui la corsa del mercato  cinematografico, dell’home video e dei network televisivi a presentare  le produzioni animate più attraenti e più importanti proprio intorno, e  nel corso delle feste natalizie. I titoli proposti spaziano dalle novità  agli evergreen, dai cortometraggi a disegni animati ai classici  debitamente rimasterizzati e digitalizzati per una visione sempre più  qualitativamente soddisfacente.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span id="more-7845"></span></p>
<p>Un filone particolarmente seguito  durante queste festività è proprio quello che ci ricorda il Natale e i  pupazzi di neve, l’atmosfera gioiosa della festa e la lieve malinconia  invernale dei bambini, l’abete decorato e la magia del presepe, la  fantasia che immagina i regali da aprire e la sorpresa che appaga  l’attesa, la generosità e la serenità, Babbo Natale e il suo vestito  rosso…</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo proprio dall’omone con la barba bianca e il  tipico berretto munito di pon-pon bianco per iniziare una breve rassegna  di lungometraggi di animazione sul tema del Natale, che senza  l’ambizione di ritenersi esaustiva, potrà fornire alcuni spunti per una  filmografia indirizzata alle famiglie, e ai numerosi docenti che  volessero intraprendere per le proprie classi un percorso didattico sul  senso e sullo spirito della festa cristiana della natività.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  primo lavoro animato ci porta subito a trasgredire l’enunciato appena  sottolineato in quanto trattasi di un cortometraggio americano in bianco  e nero della durata di sette minuti, una rarità ricca dei sani  stereotipi natalizi distribuita dalla Warner e diretta da Rudolf Ising: <strong>La casa di Babbo Natale </strong>(1933).</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra produzione Warner narra il viaggio fantastico effettuato in  treno da un bambino di otto anni per raggiungere il Polo Nord e la  magnifica residenza del bonario Santa Claus: <strong>Polar Express</strong> (2004). Girato con una tecnica innovativa chiamata <em>performance capture</em> in grado di garantire movimenti ed espressioni naturali alle diverse  caratterizzazioni umane, il bel racconto di Robert Zemeckis mostra  l’attore Tom Hanks in sei distinti ruoli, incluso quello del bimbo  protagonista: magia tecnica e inventiva che si sposano felicemente!</p>
<p style="text-align: justify;">Così come accade in <strong>A Christmas Carol</strong> (2009) eseguito con la medesima tecnica ancora dal geniale autore di <strong>Forrest Gump</strong> e della trilogia <strong>Ritorno al futuro</strong>. Stavolta Zemeckis dirige una delle pagine più popolari della tradizione britannica, <strong>Canto di Natale</strong>,  con un grandissimo Jim Carrey che stavolta, è uno e settuplo, visto che  rappresenta Ebenezer Scrooge nelle varie fasi dell’esistenza, e anche i  tre fantasmi che lo tormentano. La celeberrima novella di Charles  Dickens è una delle opere<strong> </strong>più frequentemente tradotte in immagini  da quando è nato il cinema, e non sempre con risultati all’altezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Citiamo, tuttavia, tra le migliori trasposizioni animate: <strong>Canto di Natale di Topolino</strong>, un mediometraggio del 1983 prodotto per la TV, <strong>Festa in casa Muppet</strong> del 1992, intelligente commistione tra i noti pupazzi di Brian Henson e  attori in carne e ossa, in cui Michael Caine interpreta ottimamente il  taccagno; <strong>Looney Tunes &#8211; Canto Di Natale</strong> (2006), una spassosa animazione con Daffy Duck nel ruolo dell’avarissimo vegliardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2011/12/29/buone-feste-con-i-cartoni-animati/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Ancora i pupazzi di Henson, un decennio più tardi, a celebrare la festa invernale più bella: <strong>Natale con i Muppet</strong> (2002), mentre <strong>Il bianco Natale di Topolino</strong> è una raccolta di alcuni cartoni pubblicata per il mercato home-video  nel Natale del 2001, in cui è presente pure il già citato episodio con  Zio Paperone nei panni dello spilorcio Scrooge. Anche il sequel del più  famoso <strong>La bella e la bestia</strong> è una produzione realizzata solo per la visione domestica: <strong>Un magico Natale</strong> (1997) narra del veglione organizzato da Belle per la natività. Siccome  la trasformazione da uomo ad animale è avvenuta proprio durante una  notte di Natale, la  Bestia decide di proibire il ricevimento. Ma dopo  varie peripezie Belle riuscirà lo stesso a far apprezzare il vero  significato del Natale alla Bestia.</p>
<p style="text-align: justify;">Di ben altro spessore <strong>Nightmare Before Christmas</strong> (1993) di Henry Selick, una delle opere più felici partorite dall’estro  di Tim Burton, un capolavoro assoluto del cinema, non solo  dell’animazione (<em>stop-motion</em>); un classico a cavallo tra  Halloween e Natale, popolato da personaggi inquietanti e meravigliosi,  in cui Jack Skeletron, il re delle zucche, annoiato dalla routine dei  festeggiamenti, tenta di catturare “lo spirito del Natale”, prima  facendo sequestrare Babbo Nachele, poi sostituendosi a lui e consegnando  ai bambini gli improbabili e mostruosi regali prodotti dai suoi  concittadini: un totale fallimento. Evidentemente la situazione gli è  sfuggita dalle mani, ma almeno avrà compreso l’amore di Sally, e  d’adesso in poi saprà dedicarsi esclusivamente ad Halloween…</p>
<p style="text-align: justify;">Il  finale lo dedichiamo a due lungometraggi di notevole qualità prodotti e  realizzati in Italia, ed entrambi diretti da Enzo D&#8217;Alò. Il primo, <strong>La freccia azzurra</strong> (1996), tratto dall’omonima fiaba di Gianni Rodari, riguarda più la  festa dell’Epifania che il Natale, dal momento che ricorda che i bambini  della penisola sono i più fortunati del mondo visto che ricevono regali  anche dalla Befana. Il film paventa il rischio che ciò possa non  verificarsi a causa di un segretario disonesto che rivende sottobanco i  giocattoli destinati ai piccini. Scritto a quattro mani da D’Alò e  Umberto Marino, il cartone, dalla gradevole grafica “vintage”, risulta  ulteriormente nobilitato dalle voci di Dario Fo e Lella Costa, e dal  commento sonoro di Paolo Conte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo, <strong>Opopomoz</strong> (2003), che pur si avvale di numerose e illustri collaborazioni, vive  delle suggestioni autobiografiche infantili del regista, napoletano di  Piedigrotta, il quale, narra in forma fiabesca il disagio quotidiano di  Rocco, un bambino di nove anni, tra solitudine e gelosia per l’arrivo  imminente di un fratellino, sullo sfondo dei preparativi del Natale, che  nella metropoli partenopea, com’è noto, fa rima con pizza,  “purpetielli” e capitone, botti, luminarie, e soprattutto, con presepe.  Ma il demonio ha convinto Rocco che pronunciando la parola magica del  titolo potrà entrare, come una delle tante statuine, nel presepio  allestito a casa propria, e impedire così la nascita di Francesco,  prevista proprio per la notte del 24 dicembre. Ma nel mondo incantato  delle casine di cartapesta e delle statuette di terracotta Rocco  imparerà che una nuova natività non toglie amore, ne porta invece  dell’altro: ecco la vera magia del Natale!</p>
<p><strong>Estratto da PRIMISSIMA SCUOLA n. 4 dicembre 2011</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-canto-di-natale-di-topolino_locandina_eng_small.jpg" rel="lightbox[7845]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7867" title="Il canto di natale di topolino_locandina_eng_small" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-canto-di-natale-di-topolino_locandina_eng_small.jpg" alt="" width="450" height="300" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2011/12/29/buone-feste-con-i-cartoni-animati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le idi di marzo</title>
		<link>http://www.binarioloco.it/2011/12/18/le-idi-di-marzo/</link>
		<comments>http://www.binarioloco.it/2011/12/18/le-idi-di-marzo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 04:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carolina Tocci</dc:creator>
				<category><![CDATA[I migliori]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime uscite]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 68]]></category>
		<category><![CDATA[evan rachel wood]]></category>
		<category><![CDATA[george clooney]]></category>
		<category><![CDATA[Marisa Tomei]]></category>
		<category><![CDATA[paul giamatti]]></category>
		<category><![CDATA[philip seymour hoffman]]></category>
		<category><![CDATA[ryan gosling]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.binarioloco.it/?p=7802</guid>
		<description><![CDATA[“Guardati dalle idi di marzo”: questo l’avvertimento che l’augure Spirinna rivolge a Giulio Cesare e che, a distanza di secoli, riecheggia nel dramma di Shakespeare dedicato al generale romano. Una frase forte, di impatto, che ha ispirato George Clooney a tal punto da convincere i produttori a modificare il titolo della piece teatrale originale da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Le-idi-di-marzo_locandina.jpg" rel="lightbox[7802]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7806" title="Le idi di marzo_locandina" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Le-idi-di-marzo_locandina.jpg" alt="" width="450" height="311" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Guardati dalle idi di marzo”: questo l’avvertimento che l’augure Spirinna rivolge a Giulio Cesare e che, a distanza di secoli, riecheggia nel dramma di Shakespeare dedicato al generale romano. Una frase forte, di impatto, che ha ispirato George Clooney a tal punto da convincere i produttori a modificare il titolo della piece teatrale originale da cui il film è tratto, <a title="Farragut North" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Farragut_North_%28play%29" target="_blank">Farragut North</a> (firmata da Beau Willimon, che nel 2004 lavorava per l’aspirante candidato presidente Howard Dean).</p>
<p style="text-align: justify;">Dodici milioni di dollari di budget, un cast stellare e un solido script riportano così il Clooney autore alla ribalta, che con Le idi di marzo firma il suo quarto film da regista. Dopo <a title="Good Night and Good Luck" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Good_Night_and_Good_Luck" target="_blank">Good Night and Good Luck</a> non era difficile intuire che lo scapolo d’oro di Hollywood prima o poi avrebbe affondato un colpo da maestro, e il modo in cui questo suo ultimo lavoro è stato accolto all’ultimo Festival di Venezia e la manciata di candidature per i Golden Globe  2012 lo confermano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-7802"></span>La vicenda ruota attorno al personaggio di Stephen Myers (uno strepitoso Ryan Gosling), giovane e talentuoso guru della comunicazione che lavora come vice addetto stampa per il governatore Mike Morris (Clooney), in lotta per le primarie del Partito Democratico che lo potrebbero lanciare verso la Presidenza degli Stati Uniti. Idealista al punto giusto, ma anche pragmatico e col pelo sullo stomaco, Stephen è corteggiato dalla concorrenza, ne viene tentato ma tiene fede ai suoi principi e alla fiducia che ha nel suo candidato. Ciò nonostante, con il precipitare degli eventi, si ritroverà protagonista, suo malgrado, di un intrigo di potere che metterà in luce gli inganni e la corruzione che popolano il mondo della politica.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non è un film politico, piuttosto un morality tale con un protagonista che si ritrova davanti a una decisione, quella di vendere la sua anima per ottenere il potere”: così Clooney aveva commentato il suo film al Festival di Venezia. E in effetti è così, l’elemento su cui lo script insiste è proprio il cambiamento che deve affrontare il personaggio di Stephen, un bravo ragazzo, pulito e pieno di ideali, costretto a fare i conti con il marciume che lo circonda. Osserviamo il volto di Gosling trasformarsi piano piano, come il ritratto di un moderno Dorian Gray la cui visione del mondo viene ribaltata da una serie di esperienze agghiaccianti in cui si ritrova coinvolto.</p>
<p style="text-align: justify;"><p><a href="http://www.binarioloco.it/2011/12/18/le-idi-di-marzo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify;">Clooney sa mettersi intelligentemente da parte, preferendo lasciare la scena al suo formidabile cast: oltre al suo protagonista d’oro (dopo la brillante prova offerta anche in Drive, Gosling è sicuramente l’attore del momento) ci sono Paul Giamatti, Philip Seymour Hoffman, Evan Rachel Wood e Marisa Tomei. Il ritmo serrato, scandito da scambi di battute fulminanti, è un riuscito omaggio al cinema americano d’inchiesta degli anni Settanta. Da bravo progressista, poi, Clooney lancia il suo grido di allarme nei confronti dei meccanismi di una democrazia malata, oliati solo dalla corruzione e dal ricatto, mentre fa in modo che la sua morale arrivi dritta in faccia allo spettatore, inevitabile come un pugno ben piazzato: è impossibile fare politica senza sporcarsi le mani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Thanks to <a title="Movielicious" href="http://www.movielicious.it/" target="_blank">Movielicious</a>!  ;-D</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Clooney-alla-regia-per-Le-idi-di-marzo.jpg" rel="lightbox[7802]"><img class="aligncenter size-full wp-image-7807" title="Clooney alla regia per Le idi di marzo" src="http://www.binarioloco.it/wp-content/uploads/2011/12/Clooney-alla-regia-per-Le-idi-di-marzo.jpg" alt="" width="450" height="298" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.binarioloco.it/2011/12/18/le-idi-di-marzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

