mar 23
Vincitore del Premio “Pari Opportunità” all’ultima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità ed assegnato all’ “opera che meglio interpreta un messaggio di denuncia e speranza sul tema della discriminazione, intolleranza e diseguaglianza sociale e di genere”, è arrivato nelle sale italiane l’8 Marzo, giorno della Festa della Donna, A Simple Life, l’acclamato e splendido film cinese nato dall’incontro di due donne: Ann Hui, la prima regista donna ad ottenere l’Oscar Asiatico (Premio alla Carriera), e l’attrice Deanie Ip, che per questo film ha vinto la Coppa Volpi alla 68esima Mostra di Venezia.
Nelle immagini delicate e profonde di gesti quotidiani, di eventi grandi e piccoli che toccano sentimenti universali, si intrecciano legami che vanno oltre gli strati sociali (monito per la società cinese e per il mondo intero), le differenze culturali e le transitorie apparenze esteriori, puntando a ciò che di autentico ha valore, laddove si annida il vero senso della vita. ‘A simple life’ è un film dove la grazia e la poesia vanno di pari passo con lo scorrere lieve dell’esistenza dei protagonisti.
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di Elisabetta Colla
tag: Andy Lau, Ann Hui, Chung Chun-tao, Deanie Ip, Roger Lee, The Emissary
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mar 21

IL FESTIVAL IN MONTAGNA PER LA MONTAGNA
Il Trento Film Festival compie 60 anni e non li dimostra. Sarà l’aria sana dei monti. E’ la prima rassegna cinematografica al mondo (per età e importanza) dedicata alla montagna, quest’anno in programma a Trento dal 26 aprile al 6 maggio.
Una kermesse lunga 11 giorni per un festival che in quest’edizione si diffonderà tra piazze e palazzi del centro storico diventando sede stessa degli appuntamenti in programma.
Sarà come sempre il grande cinema a celebrare il traguardo dei 60 anni: moltissimi i lungometraggi ambientati nelle terre alte del pianeta. Dalla Russia al Giappone, passando per le vette dell’Asia, l’edizione 2012 guarda a Oriente. Tra i molti titoli anche il documentario We Need Happiness dell’ultimo Leone d’Oro Alexander Sokurov e Gaku di Osamu Katayama, titolo internazionale Peak: The Rescuers, tratto da un famoso manga alpinistico di Shinichi Ishizuka. La star Shun Oguri interpreta un esperto alpinista, volontario in un gruppo di soccorso.
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di Silvia Donnini
tag: Alexander Sokurov, Gaku, Mirko Sotgiu, Osamu Katayama, We Need Happiness
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mar 15

Come si fa a spiegare qualcosa che non ha nulla a che fare con la ragione?! Questo è il piccolo dramma che vive il giovane Marco (Guglielmo Scilla), studente di astrofisica fuorisede, che si invaghisce della bella ed inarrivabile Stefania (Enrica Pintore), studentessa di letteratura francese. A nulla servono i consigli d’amore snocciolati dai suoi amici (Mary, Paolo ed Ivan) con i quali condivide un caotico appartamento nel cuore della capitale. A ribaltare la situazione ci pensa il padre di Marco, il brillante chirurgo estetico Renato Sannino (Vincenzo Salemme) che, al contrario del figlio, timido ed impacciato, è un donnaiolo incallito ed immaturo cronico che stila sulla lavagna della cucina dei ragazzi il decalogo dell’amore.
Per Renato, infatti, il grande sentimento che muove il mondo non è quello dolce ed appassionato che viene raccontato nei libri sin dalla notte dei tempi bensì una scienza esatta, alla stregua della geometria euclidea, basata su certezze e calcoli. Per conquistare, quindi, la “preda” servono solo delle regole precise ed un abile maestro che le insegni!
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di Irene Valdinucci
tag: Cristiano Bortone, Guglielmo Scilla, Irene Valdinucci, Trio Medusa, vincenzo salemme, Willwoosh
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mar 09

Tutti invecchiano, ma non tutti crescono.
L’ultimo lavoro di Jason Reitman, presentato al pubblico al Festival di Berlino 2012 (sezione Berlinale Special) il giorno di San Valentino, potrebbe tranquillamente iniziare e concludersi all’interno di questo slogan, se non fosse che tra la prima e l’ultima parola la sceneggiatrice Diablo Cody abbia costruito un singolare spaccato della società di oggi, portando alla ribalta la storia di Mavis Gary, immatura e frustrata ghost writer di un’agonizzante collana di libri per ragazzi (Charlize Theron).
All’arrivo della convocazione per il battesimo del figlio del suo ex fidanzato del liceo, Mavis decide di tornare a Mercury, il paese di provincia da cui è fuggita (lei che era la più bella della scuola) per riprenderselo e tirarlo fuori da quella che è certa essere una vita da incubo. Quando il ritorno al passato si fa più difficile di quanto avesse previsto, Mavis instaura un insolito legame con un ex compagno di classe.
Bad girl lo è senz’altro, Mavis Gary, trentasettenne che fa colazione con la Diet Coke e pasteggia con gelato e bourbon. E’ rimasta ai tempi in cui era la reginetta del liceo bellissima e sboccata, che non è in grado di prendersi cura nemmeno del suo cagnolino, unico compagno in una vita del tutto vuota e priva di qualunque aspettativa.
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di Carolina Tocci
tag: charlize theron, diablo cody, jason reitman, Monster, Patton Oswalt
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mar 08

Stasera, alle 21:00!
Proiezione con commento audio del regista Wim Wenders
Incontro con Fabrizio Grifasi, Pippo Delbono, Valerio De Paolis
Palladium Università Roma Tre-Romaeuropa
Piazza Bartolomeo Romano, 8 Roma
Rendiamo omaggio a una donna d’eccezione, Pina Bausch, colei che ha rivoluzionato il mondo della danza contemporanea. L’uscita in DVD 2 Disc Collector’s Edition e Blu-ray Disc contenente le versioni 3D+2D del film dedicato all’artista diventa uno strumento per scoprire il suo universo, filtrato dallo sguardo del grande maestro Wim Wenders. Oltre al film, le edizioni comprendono un approfondito Making of di 45 minuti, il commento audio del regista, un’intervista esclusiva a Wim Wenders e oltre 40 minuti di coreografie inedite.
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di Massimo Frezza
tag: 01 Distribution, BIM Distribuzione, Casini & Partners, Fondazione Romaeuropa, Morris, Pina Bausch, Rai Cinema, wim wenders
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mar 08

…dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior.
Da quando ho conosciuto l’arte, ‘sta cella è diventata ‘na prigione.
Molto di rado, specialmente in Italia, vengono realizzati dei film che meriterebbero un saggio di trecento pagine. L’Orso d’Oro a Berlino 2012 (l’Italia non ne portava a casa uno da ventun anni. L’ultimo fu per La casa del sorriso del grandissimo Marco Ferreri, nel lontano 1991) ai Fratelli Taviani è uno di questi. Con Cesare deve morire, infatti, siamo di fronte all’essenza di ciò che la nostra cinematografia è in grado di offrire al mondo, un’opera di cui il sommo Pier Paolo Pasolini sarebbe stato orgoglioso.
Pochissimi soldi, pochi mezzi (è stata la prima, riuscitissima, avventura dei Taviani in digitale) e nessuna distribuzione sino a che un “wise fool” di nome Nanni Moretti non ha deciso di rischiare, come sempre, in prima persona, facendolo uscire in 40 copie. Numero ridicolo per l’Europa, esageratamente alto per un film d’autore nell’ignorante Italia del 2012, in cui i cinepanettoni escono in 600 sale e i documentari (attenzione, Cesare…è molto di più!), all’esterno del circuito festivaliero, non vengono visti affatto.
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di Massimo Frezza
tag: Berlino, Fratelli Taviani, Giovanni Arcuri, Marco Ferreri, nanni moretti, Pier Paolo Pasolini, Salvatore Striano
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mar 06

Mauro Biani non è soltanto bravo. Mauro ha uno sguardo sulla realtà, su quella che non vogliamo vedere, tagliente come un rasoio…e non ha 80 anni perché questo è un’altro ipocrita, letale, ambiguo cliché del nostro paese: sotto i 70 non ragioni…giunto ad 80 possiedi un’opinione…a 90 sarebbe giusto che ti levassi dalle scatole.
Mauro, che è stato così gentile da permetterci di pubblicare le sue vignette senza volere nulla in cambio perché nulla, ancora oggi, potremmo dargli, se non la visibilità che merita…Mauro, scrivevo, compie gli anni oggi. Sono 44. Io ne ho 40, molti miei amici sono tra i 30 e i 50. NOI RAGIONIAMO!!!
Le rasoiate di Mauro le capiamo, le apprezziamo e le condividiamo…alla faccia degli Scilipoti, degli Stracquadanio, dei Bondi, dei Rondi, di tutti coloro che parlano della nostra generazione senza conoscerla e senza frequentarla.
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di Massimo Frezza
tag: Genova, L'Aquila, Mauro Biani
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mar 02
The Woman in Black è un esempio aureo di un cinema che forse non si produce più o si realizza sempre meno. Un cinema di genere, senza ambizioni altissime ma estremamente onesto, scrupoloso, curato, professionale. Un cinema di genere che però si raffina, attinge a grandi professionali artigianali, tecniche, ad una scrittura media e ad una “pittura” media ma di una media molto alta.
Il genere dell’horror pre-splatter, una Maniera che riprende i moduli del romanzo e della novellistica horror e gotica ottocentesca, pensiamo ad Edgar Allan Poe ma non solo ed oltre Poe, Lovecraft ed altri. L’horror o il thriller della modesta produzione inglese degli anni ’60 e ’70 ma anche quello più consapevole e meta cinematografico dei vari Bava & Co.
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di Raffaele Rivieccio
tag: daniel radcliffe, Edgar Allan Poe, Lovecraft, Susan Hill
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feb 28

Vibrante: è questo l’aggettivo adatto a definire Hysteria, terza pellicola dell’americana Tanya Wexler, classe 1970, presentata In Concorso al Festival Internazionale del Film di Roma lo scorso ottobre. “Questo film è basato su fatti realmente accaduti… Sul serio” avverte subito una didascalia. Poi si viene catapultati nella pudica Londra vittoriana del 1880, dove il brillante giovane Dottor Mortimer Granville (Hugh Dancy) è in cerca di un nuovo lavoro.
Lo trova presso il Dottor Dalrymple (Jonathan Pryce), specializzato nel trattamento dei casi di isteria. Dalrymple è convinto che la causa del malanno sia anche la repressione sessuale imperante in quell’epoca, e cura le sue pazienti isteriche con una terapia scandalosamente efficace: una sorta di “massaggio manuale”. Il dottore, però, deve lottare contro la fiera disapprovazione della figlia Charlotte (Maggie Gyllenhaal), sostenitrice dei diritti delle donne più deboli. Mortimer decide di affinare il metodo terapeutico: quando il suo lungimirante amico Edmund (Rupert Everett) gli rivela il progetto del suo nuovo spolverino elettrico, gli viene in mente un’idea geniale.
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di Carolina Tocci
tag: Jonah Lisa Dyer, Jonathan Pryce, maggie gyllenhaal, Stephen Dyer, Tanya Wexler
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feb 27
Credevamo di aver visto tutto quello che poteva essere pensato, ideato ed escogitato dalla mente di Martin Scorsese in oltre quarant’anni di attività. E invece no. La sorpresa con il suo cinema è ancora una volta dietro l’angolo.
[Nota del Caporedattore: Hugo Cabret si è appena aggiudicato cinque Oscar! Miglior Fotografia, Miglior Scenografia (con l'ormai pluripremiata coppia di ferro Dante Ferretti - Francesca Lo Schiavo che ha dedicato pubblicamente il premio all'Italia), Missaggio Sonoro, Montaggio Sonoro e Migliori Effetti Speciali!]
Accantonati i toni cupi ed inquietanti di Shutter Island, il regista questa volta si cimenta con un’avventura fantastica (è il suo primo film con protagonista un bambino) tratta dal best seller The Invention of Hugo Cabret di Brian Selznick, pronipote di quel David O. Selznick storico produttore della Hollywood che fu.
Due piani sequenza ai limiti dell’immaginabile ci catapultano subito nel mondo di Hugo Cabret (Asa Butterfield, già visto ne Il bambino con il piagiama a righe), un ragazzino orfano che vive solo e in incognito in una gare parigina degli anni Trenta. Appassionato di ingranaggi (suo padre era un orologiaio) ha il compito di controllare che gli orologi della stazione funzionino al meglio, il tutto cercando di sfuggire agli occhi dell’ispettore ferroviario (Sacha Baron Cohen) che lo vuole portare in orfanotrofio.
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di Carolina Tocci
tag: Brian Selznick, Georges Méliès, johnny depp, martin scorsese
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