mar 03

Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe, e ciò che non è, sarebbe!

A dispetto del successo universale dell’epopea fantastica di Alice, e della grande quantità di trasposizioni cinematografiche o televisive a essa dedicate, risulta piuttosto difficile trattenere nella memoria una versione pienamente soddisfacente, o esteticamente compatibile con i testi scritti da Lewis Carroll. Il limite comune di tali realizzazioni consiste quasi sempre nella presentazione di una protagonista alquanto passiva di fronte agli strani personaggi e alle bizzarre vicissitudini che di volta in volta le si presentano. Risultato: opere fredde e meccaniche, prive delle magiche suggestioni evocate dalle pagine del libro.

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di Claudio Lugi
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mag 07

anne-hathaway_cartier_piccolaI produttori della The Weinstein Company hanno confermato le voci di corridoio, secondo le quali la splendida Anne Hathaway diventerà Judy Garland per ben due volte: in un film di prossima uscita ed in un progetto teatrale, tesi a portare sullo schermo e sul palcoscenico la tragica esistenza dell’indimenticabile star mondiale, protagonista de Il mago di Oz.

Dopo averci recentemente deliziati con la sua interpretazione borderline nel bellissimo Rachel Getting Married, quindi, la 26enne Hathaway brillerà come protagonista assoluta in Get Happy: The Life of Judy Garland, tratto dall’omonimo bestseller di Gerard Clarke.

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di Massimo Frezza
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ott 10

Il cast del prossimo film del visionario Tim Burton, Alice nel Paese delle Meraviglie, si arricchisce di nuove star. Dopo l’ufficializzazione del nome della protagonista prima (Mia Wasikowska) e del Cappellaio Matto Johnny Depp poi, ora è la volta dei nomi di Helena Bonham Carter e Anna Hathaway.

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di Luca Gianneramo
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lug 12

Steve Carell continua a non riscuotere un grosso successo al di fuori dei confini degli Stati Uniti, dove invece è il nuovo divo della comicità hollywoodiana e macina incassi a ogni apparizione. Sarà per quel suo sguardo da cane bastonato che non mette proprio allegria, sarà perché il ruolo dello sfigato a vita regge fino ad un certo punto, sarà perché ha il physique du role solo per certi tipi di commedia. Eppure in Agente Smart gli è stato disegnato attorno un personaggio che sarebbe assolutamente impensabile dare in mano a qualsiasi altro attore: è il suo ruolo, il suo habitat. E infatti lui se la cava bene, ma fa la fine di tutto il resto del film: gli manca quella sferzata di brio ed originalità veri per essere ritenuto più che discreto.
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di Luca Gianneramo
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