Una scena iniziale decisamente bella e potente. Una scena finale decisamente bella, nonostante la banalità (il parallelismo tra il potenziale atto di terrorismo e la paura della morte imminente che attanaglia i protagonisti è notevole). In mezzo, almeno novanta minuti inutili, in cui il massimo coup de théâtre è un Matt Damon che rasenta la demenza (con delle non-espressioni facciali degne del miglior Bruce Willis). Eastwood è stato, ad 80 anni, finalmente, colto da senilità? Lo sceneggiatore ha plagiato male e creato peggio?
“Quelo, la seconda che hai detto” avrebbe risposto il miglior Corrado Guzzanti. Hereafter è, infatti una “puttanesca” dei peggiori cliché sul tema del soprannaturale. Talmente scotti e bolliti da far apparire Ghost un capolavoro assoluto di grande cinema d’autore. Scoprire dove la trama di questo film voglia condurci è molto difficile, come sempre accade per le opere mediocri. E’ molto più facile citare i riferimenti filmici che scimmiotta, mancati miseramente in toto.





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