In primis, i complimenti al bravissimo Elio Germano, trionfatore al Festival di Cannes!
Ed ora…la favolosa vignetta di Mauro Biani.
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In primis, i complimenti al bravissimo Elio Germano, trionfatore al Festival di Cannes!
Ed ora…la favolosa vignetta di Mauro Biani.
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Partito martedì, con una programmazione di oltre cento titoli, tra corti, documentari, lungometraggi italiani e stranieri provenienti da più di 54 paesi diversi, Molise Cinema (giunto quest’anno alla sua settima edizione) ha ospitato il mitico Abel Ferrara che ha mostrato il making of di Napoli Napoli Napoli (la sua docu-fiction che verrà proiettata integralmente soltanto a settembre, a Venezia 66). Ma le sorprese non sono finite qui!
L’autore de Il cattivo tenente e Fratelli si è, infatti, addirittura esibito in una performance musicale, per la gioia degli abitanti di Casacalenda, lo splendido borgo molisano al cui interno si svolge il Festival, e dei numerosi visitatori.

Una dolorosa, sanguinante, inesorabile discesa agli inferi nel nuovo, atteso, lungometraggio firmato dal documentarista e mago della ripresa cinematografica Daniele Vicari. Quest’omonima trasposizione del romanzo di Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera (Premio Bancarella nel 2005), opera ispirata a sua volta dal Demian di Herman Hesse, durissima analisi della dicotomia inconciliabile tra il bene ed il male, tra la luce ed il buio che albergano in ognuno di noi, come antitetici demoni che combattono per il predominio sulla nostra anima, è la prova evidente di quanto un bravo scrittore abbia bisogno di un bravo regista per imprimere sulla pellicola le proprie parole.

La sera dell’otto Giugno, presso l’Auditorium Conciliazione di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione della IV edizione del Golden Graal. La manifestazione, che andrà in onda in differita su Rai 1, in seconda serata, il 28 giugno, è stata presentata da Ettore Bassi e Eleonora Daniele.

Chi di noi non si è mai sentito dire da un adulto, almeno una volta nella vita, questa emblematica frase: “Eh, ma tu sei giovane! Hai tutta una vita davanti…” Proprio questa espressione diventa oggi, con valore simbolico, il titolo dell’ultimo film di Paolo Virzì, uno dei più interessanti registi italiani delle giovani generazioni, noto per film come Ovosodo, Caterina va in città, N (Io e Napoleone).

Ci sono due uomini e due donne. In coppia, e si amano in modo un po’ strano, ma neanche tanto.
Poi qualcuno muore.
Una valanga di spleen invade lo schermo e straborda. Il che ci porta a martellanti e splendidi primi piani, a molta pioggia, a molto freddo. La musica sale, assorda, disturba. Poi smette.
Si parla anche d’arte, ma – giuro – potrebbe trattarsi anche anche di corsi di recupero.
Detta così non si direbbe il caso di andare vedere questo film.
Così facendo, si potrebbe commettere un errore.
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