nov 17

Possiamo “sciallare” anche noi: il cinema italiano è ancora in grado di regalarci qualche sorpresa, che prende la forma stavolta di una commedia generazionale senza inutili fronzoli, senza inutili morali, senza appesantimenti ma allo stesso tempo senza la faciloneria e la volgarità che hanno eretto un muro tra i blockbuster trash e i film di qualità della Penisola. Francesco Bruni, al debutto come regista dopo una brillante carriera come sceneggiatore, ci racconta la storia di Bruno, professore indolente e impotente, scrittore ma di biografie di altri per necessità, che vede la propria vita sconvolta da Luca, quindicenne che si rivela essere non un banale ragazzino che da lui prende ripetizioni, ma suo figlio.
Luca trascorrerà un periodo della sua vita a casa di Bruno senza sapere che è suo padre, e i mondi dei due collideranno cambiando profondamente entrambi. Luca, con il suo romanesco colorito ma realistico, la sua passione per l’hip hop e la sua educazione messa in discussione dalle tentazioni da scavezzacollo, cambieranno soprattutto la vita del padre, che prima scorreva tra ripetizioni e dettati per la biografia di una pornostar in pensione.
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di Francesco Bernacchio
tag: Fabrizio Bentivoglio, Francesco Bruni, scialla
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ott 10

Per definizione, l’Alzheimer è una demenza senile che distrugge progressivamente le cellule cerebrali: dapprima si manifesta con lievi amnesie poi progredisce con un deficit di memoria costringendo i pazienti ad essere costantemente assistiti.
Amare una persona affetta dal morbo di Alzheimer diventa una sfida contro il tempo, perché ti accorgi che non sarà la morte a separarti da lei. Ma la malattia. Incapace di riconoscere e riconoscersi, allontanarsi e vivere in un mondo parallelo. Incurante e lontana dai sorrisi e lacrime. In una sconfinata giovinezza, appunto, come il titolo dell’ultimo film di Pupi Avati, incentrato unicamente sul delicato argomento che affligge circa 600mila italiani (e se consideriamo il dramma dei familiari, si arriva a oltre i 2milioni).
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di Silvia Donnini
tag: Alzheimer, Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, pupi avati, Vincenzo Crocitti
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mar 26

Chi dice che la felicità non esiste, non va al cinema. Su commissione poi, si può creare anche un lieto fine. O quasi. In verità, è la paura o l’impotenza alla felicità che paralizza. La distinzione labile fra finzione e realtà è la durata stessa degli attori di un film. Un narratore (Fabio De Luigi) compone in diretta la trama della vita dei suoi personaggi. Interagisce, li abbandona, si ricrede.
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di Silvia Donnini
tag: Carla Signoris, Diego Abatantuono, fabio de luigi, Fabrizio Bentivoglio, gabriele salvatores, Margherita Buy
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