giu 30
Premio cinematografico Giacomo Casanova alla scena più seduttiva del cinema italiano
A Filippo Timi il Premio Cavaliere di Seingalt
Individuare la scena più seduttiva di un film non è facile ed è soprattutto soggettivo. Gli uomini non hanno la stessa percezione della seduzione delle donne (personalmente sono ben impresse nella memoria le lezioni di piano di Harvey Keitel o il gioco frusciante della Loren fra le lenzuola stese in una giornata particolare). Inoltre, il giudizio degli addetti ai lavori e quello del pubblico non è sempre simile, anzi, quasi mai.
Ma il Premio cinematografico Giacomo Casanova ci prova: saranno messe a confronto le sequenze di film del cinema italiano della scorsa stagione e si celebrerà la scena più suggestiva ed emozionante.
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di Silvia Donnini
tag: filippo timi, Giacomo Casanova, Marco Bellocchio, Natalia Aspesi
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ott 16

La doppia ora è una storia di doppie vite. Quella di Guido, interpretato da un Filippo Timi ormai specializzato nel dar corpo ad ogni forma di irrequietezza esistenziale: il film non è quasi iniziato, e già scopriamo che è un ex poliziotto sposato.
Non meno doppia è la vita di Sonja, di giorno cameriera in un grande albergo e di notte frequentatrice, come del resto Guido, di un club per single (la cui direttrice è una smagliante Lucia Poli): la sanpietroburghese Ksenia Rappoport, che per questa interpretazione si è aggiudicata la Coppa Volpi a Venezia 66, ci ha invece abituato, dopo La sconosciuta di Tornatore, a ruoli di donna misteriosa venuta dall’Est, in questo caso dalla Slovenia – “Lubiana? E dov’è?”, le chiede un rozzo avventore del club notturno.
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di Roberto Dati
tag: Coppa Volpi, filippo timi, Ksenia Rappoport, La sconosciuta, Tornatore
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mag 20
Questo film è un missile firmato Marco Bellocchio, che tenta di buttare giù una parete piena di film storici dalla patina televisiva e privi di qualsiasi sfumatura artistica e sperimentale, di cui gli schermi italiani sono pieni da troppo tempo.
Vincere è la storia di Ida Dalser, prima moglie di Benito Mussolini, e del suo primogenito Benito Albino, entrambi cancellati dalla storia perché intralciavano l’ascesa al potere del futuro dittatore.
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di Stefano Miraglia
tag: filippo timi, giovanna mezzogiorno, Marco Bellocchio
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apr 27

Sarà sempre troppo tardi quando il cinema italiano si scrollerà di dosso quella patina di artigianato da fiction per assumere finalmente i connotati professionali dell’industria. Il film di Giuliano Montaldo, a fronte delle buone intenzioni, dimostra tutti i limiti di questa visione provinciale e castrante dell’opera cinematografica. E non è solo questione di finanziamenti, dal momento che la confezione di questa pellicola in costume (altro non è infatti) è forse la caratteristica migliore del film.
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di Luca Gianneramo
tag: anita caprioli, carolina crescentini, ennio morricone, filippo timi, giuliano montaldo, i demoni di san pietroburgo, miki manojlovic, roberto herlitzka
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gen 20
Quando vengono messi in campo mezzi significativi ed il risultato lascia perplessi, non si può che prenderne atto.
La signorina del titolo è la Fiat ed il nodo fondante dell’intero film è, al pari del maggio francese in The Dreamers, la marcia dei quarantamila, episodio doloroso ed inesorabilmente necessario che sancì, in un certo qual modo, la fine di una fase importante nella storia del movimento operaio italiano.
Tutto tanto bello. Persino la Impacciatore riesce a risultare mediamente credibile. Gifuni recita se stesso con stile ed eleganza, al solito. Filippo Timi e Valeria Solarino, la coppia killer del cinema italiano (come direbbero in USA), sono talmente bravi da rasentare l’Oscar. Ciò che manca e fa davvero rabbia, è una sceneggiatura forte ed originale…senza parlare del finale! Talmente ridicolo da far rimpiangere quello patinato ed hollywoodianamente esistenziale di I am legend.
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di Massimo Frezza
tag: fabrizio gifuni, filippo timi, sabrina impacciatore, signorinaeffe, valeria solarino, wilma labate
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