feb 08

Opera tra le più intense del cinema italiano di questi ultimi anni, L’uomo che verrà è stato misteriosamente escluso dalla Mostra di Venezia, recuperando tuttavia al Festival di Roma 2009 (Gran Premio della Giuria, Premio del pubblico…) almeno una parte dei riconoscimenti che merita. Il regista, ma in questo caso sarebbe meglio dire “l’autore”, Giorgio Diritti (1959), è tutt’altro che uno sconosciuto avendo esordito dietro la macchina da presa con Il vento fa il suo giro (2005), lavoro indipendente alquanto snobbato dai media italiani, eppure pluridecorato nelle rassegne di mezzo mondo, e divenuto in patria un “caso”, dal momento che è rimasto in programmazione al Cinema Mexico di Milano per più di un anno e mezzo, e a lungo anche in altre sale della penisola grazie a un passaparola spontaneo ed efficace.

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di Claudio Lugi
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gen 27

L’uomo che verrà di Giorgio Diritti è, indubbiamente, uno dei più bei film italiani degli ultimi anni ed è collocato temporalmente in quegli anni poiché affronta lo straziante episodio della Strage di Marzabotto. Sono, quindi, molto felice che abbiano deciso di proiettarlo in 20 sale in più rispetto a quelle previste venerdì scorso, giorno di uscita.

Per tutte queste ragioni, mi permetto la licenza di citarlo proprio oggi, 27 gennaio, Giornata della Memoria.

Andatelo a vedere, leggete – rileggete l’immenso Primo Levi e…non dimenticate mai.

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di Massimo Frezza
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