dic 18

“Guardati dalle idi di marzo”: questo l’avvertimento che l’augure Spirinna rivolge a Giulio Cesare e che, a distanza di secoli, riecheggia nel dramma di Shakespeare dedicato al generale romano. Una frase forte, di impatto, che ha ispirato George Clooney a tal punto da convincere i produttori a modificare il titolo della piece teatrale originale da cui il film è tratto, Farragut North (firmata da Beau Willimon, che nel 2004 lavorava per l’aspirante candidato presidente Howard Dean).

Dodici milioni di dollari di budget, un cast stellare e un solido script riportano così il Clooney autore alla ribalta, che con Le idi di marzo firma il suo quarto film da regista. Dopo Good Night and Good Luck non era difficile intuire che lo scapolo d’oro di Hollywood prima o poi avrebbe affondato un colpo da maestro, e il modo in cui questo suo ultimo lavoro è stato accolto all’ultimo Festival di Venezia e la manciata di candidature per i Golden Globe  2012 lo confermano.

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di Carolina Tocci
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giu 12

i-love-radio-rock

Bisogna amare la musica per dirigere un film sulla musica? Forse no, però sicuramente essere il canale per farla (ri)vivere e Richard Curtis  porta sugli schermi una nave piena di musica e vitalità, grazie anche ad un cast carismatico e magnetico. Bisogna comunque amare la musica per immedesimarsi nei protagonisti del film. Una commedia d’ensemble con una forza narrativa ben salda, con la giusta leggerezza ed ironia anglosassone. Philip Seymour Hoffman e Kennet Branagh rispettivamente nelle parti del “conte”dj e del fanatico ministro inquisitore sono straordinariamente divertenti e divertiti, affiancati da Bill Nighy, Rhys Ifans, Nick Frost,Tom Sturridge e tutti gli altri.

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di Silvia Donnini
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feb 05

ildubbio

Uno dei film più attesi del 2009, un sicuro protagonista della prossima notte degli Oscar, è un vero capolavoro, uno di quei film da non perdere per nulla al mondo, un’opera di uno spessore tematico tale come non se ne vedevano da mesi al cinema. In questi casi ci sarebbe poco da aggiungere, se non un semplice invito a volare in sala il prima possibile. Ma tanti sono gli aspetti positivi di una pellicola coinvolgente e pronta a far pensare e perché no – cosa assai rara – anche discutere.

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di Luca Gianneramo
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gen 21

Dal teatro al cinema: solo che stavolta non è solo la pièce a finire su pellicola, ma persino il suon interprete. Philip Seymour Hoffman porterà infatti al cinema Jack Goes Boating commedia di Bob Glaudini che lui stesso ha recitato a Broadway. Non solo: l’attore sarà anche regista del film.

La trama vede protagonisti due newyorkesi fuori dagli schemi, che vivono una storia d’amore fra lezioni di cucina, corsi di nuoto e droghe varie.

Al film parteciperanno anche John Ortiz e Daphne Rubin-Vega, anch’essi come Hoffman già attori nella versione teatrale. Le riprese cominceranno a New York il 9 Febbraio.

di Luca Gianneramo
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ago 06

Il successo de Il cavaliere oscuro “obbliga” quasi ad un sequel. In realtà non se ne è ancora parlato ufficialmente, ma già cominciano i primi rumor: voci non molto fondate, soprattutto nemmeno tanto originali, ma che vi riportiamo per dovere di cronaca.

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di Luca Gianneramo
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apr 29

Si ritorna a parlare di Doubt, l’adattamento della famosa piece teatrale (vincitrice di diversi premi), diretto dalo stesso John Patrick Shanley che ne è l’autore. Ora si conoscono i nomi degli attori protagonisti: saranno Meryl Streep e Philip Seymour Hoffman. La prima vestirà i panni della suora che, nell’America del 1964, accusa un prete (Hoffman) di pedofilia, semplicemente reo in realtà di relazionarsi in maniera più aperta con gli studenti della scuola in cui insegna.

La presenza di Shanley dietro la macchina da presa dovrebbe garantire la fedeltà dell’adattamento, da lui stesso firmato. Per constatarlo dovremo attendere per lo meno fino a dicembre, data di uscita del film in America.

di Luca Gianneramo
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mar 14

onorapadremadre.jpg

Il vincitore morale della Festa del cinema di Roma 2007…”sfortunatamente”…era Fuori Concorso!!! ;-D

Un cast adamantino: il geniale ed ormai inarrestabile Philip Seymour Hoffman nel ruolo di Andy (inizialmente, gli era stato proposto quello del fratello minore Hank, poi assegnato ad Ethan Hawke, quando Hoffman ha deciso di interpretare the elder brother), e la sua ideale somiglianza con Albert Finney da giovane. Questo monumento vivente al cinema, interpreta qui magistralmente il difficile ruolo del padre Charles e lo “suona” con l’usuale maestria che gli ha fatto ricevere ben cinque candidature all’Oscar: la più recente per il burbero avvocato dal cuore d’oro Edward Masry in Erin Brokovich.

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di Massimo Frezza
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feb 13

magnolia_julianne_moore.jpg

Non c’è dubbio che il 2008 si sia aperto all’insegna del talentoso Philip Seymour Hoffman, candidato all’Oscar per il Miglior Attore non Protagonista, per la sua interpretazione in La guerra di Charlie Wilson (senza contare quella da protagonista in La famiglia Savage!).

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di Massimo Frezza
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feb 12

charliewilson.jpg

È quando gli Americani fanno film così che sei pronto a perdonare loro tutto. È quando fanno film come questo che saresti pronto a farti vendere qualunque balla ideologica mascherata dietro le righe. È quando scopri un film così brillante, divertente, cinico, beffardo, ben recitato e splendidamente orchestrato che riesci per qualche minuto anche a credere alla storiella degli Yankees che finanziano con un fiume di milioni di dollari la guerra segreta in Afghanistan durante gli anni Ottanta, al solo scopo di proteggere le povere popolazioni e cacciare via gli odiosi comunisti, brutti e cattivi.
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di Luca Gianneramo
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gen 23

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Alla domanda “Come stai?”, Lenny Savage risponde sempre con un sospettoso “Non c’è male”; parole che, nello sconforto, sembrano diventare panni bagnati su di un ferro rovente piuttosto che attestati di verità. Savages - questo il titolo originale – è l’esatto contrario dell’amore eterno inscenato da Sarah Polley in Away from Her – Lontano da lei, pellicola altrettanto potente ma diversa nei modi e nei toni.

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di Vito Sugameli
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