feb 05

Il non più giovane Jacques Audiard (classe 1957) era già stato notato di recente con lo splendido Tutti i battiti del mio cuore, noir incentrato sul  talentoso Romain Duris (L’appartamento spagnolo),  o ancor prima con Sulle mie labbra.

La sua nuova regia, in linea con i precedenti lavori, è affilata come la lametta da barba che il protagonista Malik – interpretato dal franco-algerino Tahar Rahim, quasi lo Zidane del nuovo cinema transalpino – maneggia con disperata spietatezza per aver salva la vita e poter entrare nel cuore di tenebra di una prigione di massima sicurezza, dove il potere è di fatto esercitato dal criminale Luciani, capoclan còrso, cui Niels Arestrup fornisce un volto dalla raggelante crudeltà.

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di Roberto Dati
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set 29

Quando si hanno a disposizione il talento ed il sodalizio con Romain Duris (relazione consolidata attraverso ben sei film, tra cui L’appartamento spagnolo, che lo ha fatto conoscere al grande pubblico internazionale) un cast stellare composto dai migliori attori di Francia (Dio esiste e si chiama Juliette Binoche) ed una predisposizione per le storie di sentimenti ed esistenze incrociate, un film non può che riuscire al meglio.

Prova di ciò è Parigi, tributo del 47enne francese Cédric Klapisch alla sua capitale ed alla città che, più di tutte, fa sognare gli innamorati dell’intero pianeta: “C’è sempre stata molta Parigi in tutti i miei film, come Riens du tout, Chacun cherche son chat e Peut-être ma non in modo così esplicito. Avevo l’impressione di averci girato intorno per troppo tempo e mi sembrava il momento giusto per approfondire il tema”. Ottima decisione, Monsieur!

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di Massimo Frezza
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