La vita è così bella e non voglio assolutamente che cambi.
Nicolas
Incontriamo il regista de Il piccolo Nicolas e i suoi genitori dopo la proiezione stampa al Cinema Quattro Fontane di Roma. È un uomo alto e magro, sui quarant’anni, visibilmente soddisfatto per il gradimento mostrato per il film da parte della platea dei giornalisti, che lo accolgono con ampi sorrisi. Il tempo di accomodarsi e di ricordare l’uscita della pellicola il prossimo 2 aprile in 250 copie, e ha inizio la raffica delle domande.
Qual è il segreto della longevità e del successo di questo genere di racconto?
Il successo è dovuto essenzialmente al talento di Sempé e Goscinny che hanno saputo riportare il pubblico nel mondo dell’infanzia. Ognuno s’identifica in questo misto d’ironia e di poesia, è uno sguardo che è al contempo ad altezza di bambino e ad altezza di adulto. Capita, difatti, che l’adulto abbia uno sguardo di superiorità rispetto all’infanzia, ma non è questo il caso, visto che abbiamo non solo cercato di collocare la macchina da presa al livello dei bambini, ma anche di raccontare attraverso la loro prospettiva visuale.



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